La Crisi del 1983

l’inizio di tante crisi

n.f. marzo1983 manifestazione dei poligrafici di Paese sera a piazza s. Apostoli.

 

                                                                                                     1 aprile 1983

  

Marzo 1983

3 aprile 1983

 

n.f.  Paese sera a villa Borghese con la C.G.I.L. il 1° maggio 1983

   

Il libro di Angese (Sergio Angeletti) sulla crisi di Paese sera.

  

 

Una manifestazione a sostegno dei poligrafici

 

1983

 

 

La Notte delle Stelle    

                                                                                                   Ernesto Bassignano x Paese Sera

 

 

Per sensibilizzare le istituzioni, i lettori, e tutti i cittadini sul problema delle

difficoltà a “Paese Sera”, il nostro critico musicale Ernesto Bssignano con

l’aiuto del proprietario del “Teatro Tenda”, ebbe l’idea di organizzare

La notte delle stelle” .

Molti artisti risposero all’appello con grande solidarietà e partecipazione,

il teatro era stracolmo, presentava lo spettacolo Mariano Rigillo con

l’appoggio della “ Grande orchestra di Testaccio” ed il primo a salire sul

palco è stato il grande Alberto Sordi, che contattato dal nostro

Callisto Cosulich ha accettato di partecipare, poi a seguire 

Enrico Montesano, Francesco De Gregori, Miranda Martino,

Franco Califano e tanti altri.

Ricordo che quando si è presentato Califano a notte fonda, Bassignano ha

gridato….” Arriva CalifanoBassignano se ne va..”.

Probabilmente non ha gradito la sua presenza , e Califano con noi che eravamo

dietro le quinte si è rammaricato dell’acaduto dicendo….” E che cazzo..io sono

venuto per Paese Sera”.

 

               

Alberto Sordi    E. Montesano       F. Califano         F. De Gregori         E. Bassignano      M. Martino

 

 

Il pubblico della “Notte delle Stelle” al Teatro Tenda.

 

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Roma-Lazio   

                                                         V. D’Amico        A. Di Bartolomei

 

Al Flaminio per “Paese Sera

Grande è stata l’affluenza per vedere “Roma” e “Lazio” giocare per

solidarietà. C’erano i grandi della Roma (Di Bartolomei) e della Lazio

(Vincenzo D’Amico),

nuove e vecchie glorie, ma anche giornalisti, attori, ( Enrico Montesano) e

cantanti tifosi per l’una e per l’altra squadra che giocavano assieme a loro.

 

Franco Nero, Ninetto Davoli, Bruno Giordano, Enzo Cerusico, Bruno Conti e Claudio Fracassi

 

 

Il pubblico dello stadio Flaminio e Mimmo De Grandis che ha organizzato l’incontro

 

Eduardo De Filippo Da una sua lettera autografa

 

Ho saputo delle vicende del Paese Sera e del tentativo

che state facendo di gestire Il giornale da soli.

Vi auguro ogni successo, ma anche se non ci fosse che

importa? E’ un atto di coraggio Andava fatto.

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Marzo 1983, l’editore della Impredit sospende le pubblicazioni

 

 

Una delle tante assemblee nel salone del Tritone

 

21 febbraio 1987

Nel corso di un' assemblea, i redattori di Paese Sera hanno approvato ieri un

documento con il quale impegnano il consiglio di amministrazione a ricercare

tutte le strade possibili per scongiurare la chiusura del giornale, annunciata

per il 5 marzo. E' ovvio prosegue la nota che ogni soluzione, se ci sarà, dovrà

essere improntata a criteri imprenditoriali che garantiscano la sopravvivenza

e il rilancio di Paese Sera, nella tutela dei posti di lavoro e nel mantenimento

della linea politico-editoriale di Paese Sera. I lettori conclude il documento

sono stati in questi quattro anni il solo punto di riferimento e di sostegno

finanziario dell' azienda. Con le sole nostre forze però non possiamo restare

sul mercato. Rivolgiamo loro un appello affinchè ci sostengano ancora

acquistando tutti i giorni il nostro giornale, testimoniando in questo modo la

loro solidarietà.

 

 

Antonello Venditti per “Paese Sera

 

 

Uno dei tanti dibattiti per risolvere la crisi

 

 

Sandro Mazzerioli                Solidarietà del circo con la crisi, Mazzerioli in gabbia con le tigri

 

               

Mazzerioli al Quirinale in visita al Presidente Sandro Pertini Il Presidente parla con Gianluca Puglielli

 

Era il 1985 e la scolaresca fece molte domande al nostro Presidente.

 

Una di queste domande la fece il bambino Gianluca Puglielli, gli chiese…

“Signor Presidente, è vero che lei è stato molti anni in prigione?”. Il Presidente

lo ha guardato, probabilmente domandandosi chi avesse suggerito la domanda

(ero stato io, e il bambino è mio figlio) poi guardandolo negli occhi sperando che

il ragazzo  riuscisse a capire la differenza, disse…. “ Perbacco!! Che domanda

seria che mi fai, bada bene, io sono si stato in prigione,…ma solo perché sono

un galantuomo”.

 

 

Il presidente Pertini, sfoglia la collezione Dei 60 numeri di Paese Sera pubblicati

In autogestione, durante l’udienza del 3 giugno 1983 ai componenti il “Comitato

di gestione”.

 

La lettera inviata dall’editore ai dipendenti.

 

La lunga Crisi

 

Gennaio 1982, la editrice “il Rinnovamento” viene messa in liquidazione

Nasce la editrice “Impredit”, società che tenterà di salvare “Paese Sera

 

Marzo 1983, l’editore della “impredit” comunica la sospensione delle

Pubblicazioni, viene messa in liquidazione  a giugno 1983 .

 

La lettera di licenziamento inviata ai giornalisti e poligrafici

 

Parte L'Autogestione 

Parte l’autogestione di giornalisti e amministrativi per salvare la testata

e i posti di lavoro.

L’autogestione permetterà solo a giugno 1984 di riprendere uno stipendio.

Nasce il "Consorzio 
editoriale Paese sera"

 

Due cooperative, una dei giornalisti ( Coop. Tre Aprile) ed una dei poligrafici

( Coop. Nuove Pagine), tenteranno di tenere in piedi la zattera da giugno 1984,

ma senza riuscirci.

 

A Gennaio 1989, il consorzio tenterà di passare l’azienda ad un nuovo editore.

 

  L'Incontro a
 "Botteghe Oscure"

 

           

A. Minucci      E. Parpaglioni    M. De Grandis   R. Puglielli

 

In rappresentanza dei lavoratori di “Paese sera”, Mimmo De Grandis e

Edo Parpaglioni per i giornalisti e il sottoscritto Roberto Puglielli per

i poligrafici, andammo a botteghe oscure  nella sede del Pci per un incontro

con il responsabile della stampa comunista, era Adalberto Minucci.

In quell’incontro Minucci ci ha esposto tutte le difficoltà del partito nei

confronti della crisi editoriale di “Paese sera”.

I vecchi debiti di “Paese sera” che il Pci  si era impegnato a saldare con le

banche, escludevano assolutamente nuovi interventi di salvataggio,

aggiungendo, che ormai un giornale che vendeva soltanto 30.000 copie al

giorno, al partito non interessava più.

 

Il Consorzio si mobilita
per trovare un partner

 

A botteghe oscure continuavano a dire niente  soldi per “Paese sera”, e

molti redattori cominciarono ad essere stufi di fare politica per una sinistra

che li abbandonava a se stessi, si sentivano servi sciocchi e cominciarono

a tirar calci.

 

Tornano gli editori

E’ stata lafedit(feb.1989-nov.1989)  con la Fipi finanziaria

del Pci che assieme  a R.B. lo stampatore e F.G.C. hanno tentato inutilmente

di riuscire dove altri hanno fallito, così  nel novembre del 1989 “paese sera”

sospende le pubblicazioni.

 

 

Novembre 1989 – Il Consorzio, licenzia i lavoratori delle  cooperative e

                              Chiude l’avventura iniziata nel 1984.

 

Dicembre 1989 – Maggio 1991  Un anno e mezzo di silenzio.

 

Solo a Giugno 1991Paese Sera si riaffaccia alle edicole, per iniziativa di

un nuovo Editore che con la società “Romedit” fa rivivere “Paese Sera”,

ma durerà soltanto Fino a luglio 1994, data dell’ultima sospensione delle

pubblicazioni.

 

28 settembre 1984    Non bastava la crisi editoriale……

Tre persone armate e con il volto scoperto hanno rapinato poco prima di

mezzogiorno gli stipendi di giornalisti e poligrafici. I banditi sono penetrati

all' interno di "Paese sera" passando da una entrata laterale e sono giunti

al terzo piano, dove si trova la cassa. Il terzetto - due uomini di circa 40 anni

e un giovane di circa 25-30 anni, vestiti con una certa eleganza – hanno

intimato al cassiere sotto la minaccia delle pistole, di consegnare loro gli

stipendi di impiegati e giornalisti. Compiuta la rapina, i banditi si sono

dileguati a piedi verso la vicina piazza di Spagna..