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n.f. Amerigo Terenzi
Questo sito è dedicato ad Amerigo Terenzi papà di “Paese Sera”, ai
giornalisti, agli amministrativi e ai tipografi degli stab. tipografici Gate, Uesisa e Gec.
Sono molti i giornalisti che hanno studiato nella grande Scuola di giornalismo che è stata
“Paese sera”.
Quei ragazzi (di cui scoprirai i nomi navigando nel sito) oggi effettuano la loro
professione nelle varie testate giornalistiche nazionali, nelle televisioni, nello
sport, e nel mondo dello spettacolo.
Il video http://www.youtube.com/watch?v=VCOluYwFfVA
Dal libro di Edo Parpaglioni.. “C’era una volta Paese Sera………”
L’avventura di un giornale diverso.
E' la storia di "Un Giornale Diverso" che ha contribuito a far crescere la
Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori, appassionati
che pensavano l'Italia potesse cambiare.
La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo
fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto,
come la penserà il partito? Ma più semplicemente:
come ci muoviamo noi di Paese sera? Siamo stati appassionati, curiosi,
magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora
forte per chi ci ha lavorato, l'orgoglio di un'appartenenza. (Edo)
“Mi ricordo, si, io mi ricordo........”
Sono entrato a “Paese sera” negli anni 60 come fattorino.
nel 1970 ho iniziato a lavorare al fotografico, curando
l’archivio-foto per 24 anni fino al 1994, data della sospensione
delle pubblicazioni di “Paese sera”.
Perché questo sito? “Per amore, solo per amore…”
Roberto Puglielli
n.f. il tesserino del giornale (1970) n.f. Roberto (2010)

Maggio 2011 - presentazione del progetto editoriale del nuovo “Paese Sera” on line. www.paesesera.it

L’editore Alessio D’Amato, e il direttore Enrico Fontana, sorridono mentre ascoltano
alcuni aneddoti che riguardano la mitica redazione del vecchio Paese Sera cartaceo.
Per Contattarmi……. news.marameo@gmail.com
Un grazie di cuore, a tutti i giornalisti, i poligrafici e gli amministrativi,
che mi hanno inviato foto storiche, contribuendo a tenere viva la memoria
della nostra bellissima avventura…
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Caro Roberto,
ho appena ricevuto l'e-mail con il tuo lavoro su "Paese Sera". Una grande emozione!
Ho "sfogliato" solo alcune pagine e ho voluto subito inviarti questa risposta.
Leggerò il tutto con grande attenzione e ti farò sapere. Se posso contribuire ad arricchire
la "story" in qualche modo fammelo sapere.
Accidenti che bella soddisfazione. Per te e, di rimbalzo, per tutti coloro che hai voluto
ricordare con grande impegno. E "Quel c'era una volta un giornale..." con cui
Il Messaggero ha aperto una delle due finestre dedicate a "Paese Sera" fa venire i brividi.
Ciao e a presto. E un grande abbraccio per tutto ciò che stai facendo.
Arnaldo Agostini (11 feb. 2009)
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Carissimo Roberto, è un piacere ritrovarti. In realtà avevo già visto e visitato il tuo sito
qualche giorno fa, dopo la segnalazione di Giuseppe Toti, “arrabbiatissimo” dopo aver notato
che c’era la mia foto e non quella sua e di Stefano Barigelli.
Gli ho spiegato che evidentemente non aveva lasciato il segno. Ho poi detto anche a
Enrico Testa, oggi in Rai, del sito e sicuramente avrà navigato. Vado velocissimo perché ho
il tg che incombe, grazie mille per la mail e….
….non perdiamoci di vista. Cercherò di dare un’occhiata al materiale che ho, tieni presente
che sicuramente ho qualche raccolta di Paese conservata.
Un abbraccio
Marco Alcini (8 gennaio 2009)
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Carissimo, che bello che qualcuno abbia pensato di mettere sul web un po' della vita del
nostro giornale. Io, forse, non ti ho neanche conosciuto bene, ma, teniamoci in contatto.
Ciao,
Fernanda Alvaro (7 gennaio 2009)
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Ciao
Mi chiamo Giovanna Antonelli e anche io mi posso definire una "figlia" di paese sera…
Era il 93 e Paese Sera è stata la mia prima vera esperienza giornalistica. Sono entrata come
stagista: venivo dalla LUISS e venni inserita nella redazione Società con massimo conte.
È stata un'esperienza bellissima e formativa: e andò così bene che dopo lo stage mi venne
proprosto un contratto con la redazione Area Metropolitana , il capo era Andrea Di Leo.
Rimasi lì finche putroppo il giornale chiuse….
Beh adesso continuo a fare la giornalista e lavoro a rainews 24.
Negli anni ho incontrato di nuovo tanti colleghi che sono passati per questo meraviglioso
giornale. Il mio grande maestro Pino Bianco che putroppo non c'è più: grazie a lui sono
diventata professionista. Mi presentò a Claudio Fracassi ed entrai nella redazione di
“Ultime notizie”, altra esperienza fondamentale per la mia carriera. Poi ho alvorato a
“Vespina Edizioni”: e li ho ritrovato Stefano Pacifici e Teresa Corsaro. E qui alla rai
c'è Mario Papetti, Marina Cocozza e con me a rainews Patrizia Morgani.
Nell'elenco dei dipendenti non ci sono… eppure c'ero. C'ero anche io, ovviamente non
ero professionista ero collaboratrice (pur stando in redazione tutto il giorno….)
Saluti
E' stato bello leggere la tua paese sera story….
Giovanna Antonelli ( 4 giugno 2009)
ciao roberto!
grazie per il tuo interessamento... Lo sai? scavando nei ricordi sono riuscita ad inquadrarti bene.
Pensa che all'epoca del mio primo stage, era il 93, come ben sai Internet non esisteva e quindi
tu e il tuo archivio eravate un tesoro prezioso. Beh, mi capitò di dover fare una pagina speciale
su Mandela e De Clerck che all'epoca avevano vinto il nobel per la pace... e non avrei potuto
scrivere un rigo senza il tuo aiuto prezioso!!!! All'epoca avevo capito che eri innamorato del tuo
lavoro e di quel giornale.. e quello che stai facendo ora ne è la dimostrazione. ti abbraccio!!
Giovanna Antonelli ( 4 giugno 2009)
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caro Roberto,
vorrei partecipare a questa tua inziativa con servizi nuovi, di denuncia che potrebbero essere
di attualità dando notizie fresche ai cittadini, insomma , farlo rivivere con le nostre forze, e
poi chi ci ama ci segue perchè la tua inziativa è stata veramente grande.
il mio numero di telefono è: ………….
così ti dico a voce le idee che ho per la testa. Chiamamiiiiiiiiiiiiii.
Un abbraccio,
Giuseppe Arnone ( 14 feb. 2009)
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Ciao Roberto,
è proprio un bel lavoro!
Mancano un po' di nomi ma in confronto a quelli che hai messo è ben poca cosa. Provo ad
aggiungerne qualcuno man mano che mi vengono in mente. Papà mio, tanto per cominciare,
Nello Aurizi da affiancare al mitico Franco Fatone. Osvaldo , Aldo Quaglierini, Pina De Luca
Pina di Lena e il suo compagno Sergio Lironcurti.
Ciao, un abbraccio.
Giorgio Aurizi ( 14 feb.2009)
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Caro Roberto, al coro di riconoscimenti per il prezioso e appassionato lavoro che hai fatto
aggiungo la voce del segretario di redazione che si arroga il diritto di ringraziarti anche a
nome dei predecessori in quell'incarico (Berto Del Bianco e Enrico Palla) e del successore
(Giorgio Grillo), cari compagni che non ci sono più. Arrivai al giornale a metà del '69
proveniente da Vie Nuove, dove avevo lavorato per 19 anni, 15 dei quali come segretario
di redazione. Andai prima agli interni, poi mi affidarono le pagine speciali e infine andai a
fare quello che sapevo fare meglio, appunto il segretario di redazioine. Lasciami nominare
i miei più diretti collaboratori: Silvana Ferraro, Maria Teresa del Monaco, Gianni Forlani,
Donatella Doppieri, Cristina Severini, Franchina Cervetti e, distaccata alla direzione,
Lia Salvarani. Che destino fortunato il mio, aver lavorato a stretto contatto con direttori
come Giorgio Cingoli, Arrigo Benedetti, Peppino Fiori, Piero Pratesi. Ma se dovessi
semplicemente nominare quanti uomini di valore e amici e compagni ho incontrato nei miei
15 anni di Paese Sera dovrei fare un elenco di poco inferiore a quello che hai raccolto tu.
Ancora grazie, caro Roberto. Un po' di nostalgia fa bene.
Cosmo Barbato ( 11 maggio 2011)
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Bello il sito, un piacere rivedere tanti amici. Allo sport c'ero anch'io, ho fatto anche il capo
fino alla prima chiusura quando eravamo alla galleria Ina, complimenti.
Stefano Barigelli (17 dicembre 2008)
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Ciao Roberto,
Gregorio Catalano mi ha detto di questo sito. Un pomeriggio di nostalgia. Per quanto mi
riguarda, una piccola inesattezza: dopo il grande Spadini sono stato io il "vaticanista" di
Paese Sera, fino alla chiusura del 1983; e successivamente al Tg3 fino al 2000. Sono
approdato in Rai nel 1986, dopo tre anni di disoccupazione nera e grazie ad una sentenza
del Pretore del Lavoro. Sandro Curzi mi ha aiutato e poi lanciato, oltre che come cronista
del Papa, negli anni del crollo del socialismo all'Est: Polonia,Cecoslovacchia, Ungheria.
Le mie basi erano solide, quelle di Paese Sera, appunto. Erano altri tempi e non ci si
sentiva soli.
Grazie per il lavoro che hai fatto.
Carlo Benedetti (13 gennaio 2008)
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Caro Roberto, ti ho ritrovato per caso Grazie per lo splendido lavoro che hai fatto.
Sono orgoglioso di aver lavorato in quel grande giornale.
Ti abbraccio,
Vito Biello ( 24 feb. 2008)
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Caro Paese Sera,
forse tu non ti ricordi di me, ormai sono passati tanti anni da quando, bambina, mi capitava
di trovarmi nei tuoi uffici di via dei Taurini 19 al seguito del mio papà che lavorava per te.
Si chiama Virgilio Briotti, ed è stato tuo dipendente dal 1960 fino a metà degli anni ’70
lavorando prima alla sala telescriventi, poi in altri uffici (anche alla sala posta).
Ho saputo da un mio collega di lavoro dell’esistenza di questo sito e scorrendo l’elenco dei
dipendenti pubblicato ho visto che il suo nome non c’è.
Certo, con tutte le persone che, nel corso della tua storia, si sono avvicendate qualche
nome può sfuggire.
Io credo che al mio papà, ormai novantacinquenne, farebbe piacere essere incluso in
quell’elenco, si sente ancora parte di Paese Sera ed era molto contento quando sembrava
che, nel novembre scorso, le pubblicazioni sarebbero riprese.
Scusa se ti ho disturbato, ti ringrazio e spero di poterti ritrovare in edicola….. manca
proprio un giornale come te.
A presto
Rita Briotti ( 18 giugno 2009)
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Caro Roberto, sono Gregorio Catalano, ti ricordi ?, quello che fece quel famoso gol al
torneo dei giornali: giocavamo con la maglia dell’Unità e in otto contro undici battemmo
l’Ansa al campo Roma. Scherzi a parte, ti scrivo per ringraziarti del sito. Non puoi nemmeno
immaginare le emozioni che quelle immagini mi hanno dato. I miei dieci anni a Paese Sera
valgono più di tutti gli altri messi insieme: ho lavorato alla Gazzetta dello Sport, al Messaggero
ed ora sono al Corriere della Sera. Se ti capita, vienimi a trovare in piazza Venezia 5
( il telefono è………
Tanti auguri di buon anno e un abbraccio,
Gregorio Catalano (21 dicembre 2008)
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Robertooo..grazie per la bella iniziativa! cercheremo di diffonderla ampiamente.
Una cortesia puoi aggiungere nel box dedicato a Roidi anche me tra i cofondatori di Lavorare,
oltre Agostini? E puoi dire sotto il mio nome che sono attualmente giornalista parlamentare e
che ho lavorato in cronaca a Roma prima che caporedattore a Rieti? Grazie ancora e scusa la
rottura (ma te la sei cercata...).
Un abbraccio
Luciano Cerasa ( 30 dicembre 2008)
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Caro Roberto, leggendo, con grande pena, della morte di Mario Lenzi, ho scoperto il tuo sito,
con le glorie, gli affanni, i drammi del nostro giornale. Ero una giovane laureata molto
precaria che lavorava in un trimestrale napoletano di storia del giornalismo come segretaria
di redazione, quando Ennio Simeone e Gennaro Pinto mi dissero del progetto di riaprire la
redazione napoletana di Paese Sera (eravamo nel 1975). Dopo molti mesi (nel frattempo,
a gennaio del '76 era nata Repubblica) e molte ansie, finalmente la nostra avventura iniziò
il 1° giugno del 1976, con Ennio Simeone caposervizio, Gennaro Pinto responsabile
dell'amministrazione, ed io responsabile della segreteria di redazione e dei servizi tecnici.
Sono stati anni esaltanti, duri, "matti e disperatissimi", che hanno lasciato un segno indelebile,
un senso di appartenenza mai più riscontrato nei lavori seguenti (lavori, appunto, anche se
svolti con passione). Il passaggio dalla stampa a caldo a quella a freddo, le prime "nuove
tecnologie", i grandi eventi vissuti da dentro, poi la crisi, la lotta, l'autogestione, le
cooperative, il consorzio, il ridimensionamento sempre più evidente: Paese Sera è sempre
stato al centro di quei dieci anni di vita vissuta con intensità insieme a tutta la redazione
napoletana, che ho lasciato il 30 giugno del 1986.
Antonella Chieffo (19 gennaio 2011)
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Caro Puglielli, voglio ricordarmi a te che hai fatto questo bel lavoro su Paese Sera.
Sono Ivano Cipriani, entrai a Paese come collaboratore nel 1956 e fui assunto come critico
televisivo (nonchè responsabile di un paio di pagine alle Provincie) nel 1958, in qualità di
praticante. Divenni professionista nel 1960. Ne sono uscito da prepensionato nell'81. Ho
successivamente collaborato, ancora come critico televisivo al Paese Sera di Agostini e
Foa. Tra il 1960 e il 1981 sono stato sempre critico televisivo e responsabile di questo
settore, ho dato vita e redatto il Supplemento RadioTv (che andava anche all'Ora), sono
stato caposervizio agli spettacoli (1968-1971), editorialista e inviato e saltuariamente critico
cinematografico e teatrale. Paese Sera è il pezzo più importante della mia vita. (Dopo il 1981
ho lavorato come docente universitario di ruolo, prima alla Sapienza e poi a Roma tre,
insegnando comunicazioni di massa. Pensionato nel 98 ho diretto l'Ufficio stampa dell'Istituto
Universitario di Scienze Motorie di Roma e ne sono uscito nel 2003. Adesso ho ottantadue
anni e tre nipotini.Collaboro a un paio di riviste.
Grazie per il lavoro che hai fatto.
Un abbraccio,
Ivano Cipriani ( 5 marzo 2008)
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Caro Roberto, sono entrato all'editrice Il Rinnovamento nel 1972. Non ero soltanto al Tritone,
ma a via dei Taurini con Spicciariello alla direzione commerciale e con Terenzi. Ho seguito i
Grandi servizi di Paese Sera (libri), Caro Anno Nuovo, sono stato responsabile dello Speciale
Viaggi, del Cambiacquista, ho seguito i lanci delle redazioni locali di Perugia e Terni, Firenze
e Napoli. Mi dimisi nel 1980 prima della grande crisi.
Non ti conosco, non ti ho conosciuto in quegli anni, mi fa piacere che ricostruiate la memoria
di Paese Sera, è un pezzo importante anche della mia vita.
Se senti di nuovo Claudia Terenzi salutala da parte mia. Ho un ricordo nitido di Amerigo come un
ricordo drammatico del'assemblea a via dei Taurini quando Cervetti ci annunciò che era finito
il ruolo strategico di un giornale fiancheggiatore. Era piccolo Cervetti e parlò sopra un bancone.
Io ho continuato il mio mestiere di comunicatore. Sono a Grosseto, responsabile della
comunicazione per la Provincia.
Dovrei avere molto materiale in archivio di quegli anni. Te lo fornirò in digitale.
Mi emoziona pensare che il mio, il nostro giornale potrebbe tornare in edicola.
Ho imparato molto in quegli anni, Un patrimonio di conoscenza accumulato accanto a tante
grandi persone. Sono in contatto con Bruno Manfelotto che è direttore de Il Tirreno e ha
casa a Capalbio. E tante altre cose...tantissime.
Un abbraccio.
Massimo Cipriani (12 gennaio 2008)
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Caro Roberto, mi ha fatto enorme piacere reincontrarti su Facebook e ho apprezzato molto
la tua iniziativa. Ti ricordo sempre nel posto più bello di tutta la redazione, l'archivio, dove
riuscivi sempre a trovare la foto giusta per tutte le esigenze, anche quelle più strane che mi
venivano in mente. E poi andavo da Franca per creare le pagine. Mi piacevano gli scontorni
e le facevo impazzire. Ma ci divertivamo anche tanto! Ora sto in un'agenzia e il lavoro è tutto
diverso, molto meno creativo e meno coinvolgente...
Un affettuoso saluto
Teresa Corsaro ( 14 gennaio 2009)
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Caro Roberto,
Posso dire di aver cominciato la mia carriera giornalistica nel glorioso Paese Sera .
L’emozione è stata forte nel rivedere tanti visi che avevo quasi dimenticato.
Ricordo, che Paese sera era così povero, che quasi bisognava pagare per lavorarci.
Complimenti, veramente forte il tuo sito.
Maurizio Costanzo ( 16 dicembre 2008)
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Ciao Roberto,
sono la figlia di Turbine Corvesi (lui non c'è più) di Paese Sera che lavorava insieme a
Renato Annini in officina e a Vincenzo Pietrini.
E' stata una grande emozione rileggere la storia di Paese Sera...che è poi la nostra storia.
Noi siamo cresciuti alla Gate, con i compagni che ci facevano festa e tutto si svolgeva in un
clima affettuoso, solidale. Erano altri tempi ed era gente vera.
Grazie per l'emozione da parte di tutta la mia famiglia.
Nadia Corvesi ( 18 giugno 2009)
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Intanto complimenti per il sito. C'è tanto cuore in questa ricostruzione che ha il sapore
dell'amarcord e che racchiude un pezzo importante della storia dell'informazione in Italia
e della nostra vita. Capisco anche la difficoltà di ricostruire tutto e, quindi, non prendere
come critica quello che dirò a proposito della presenza dell'edizione napoletana di Paese Sera.
Citare per la redazione napoletana i soli Sergio Gallo, Eleonora Puntillo e Franco Nocella
mi sembra un po' poco. Non faccio altri nomi, ma ce ne sarebbero tanti ancora che
meriterebbero di Essere citati.
Sono entrato a Paese Sera il primo febbraio 1979 come responsabile dell’edizione notte di
Napoli del giornale, e dopo un anno fui nominato capo della cronaca di Napoli che ho mantenuto
fino all’annuncio della chiusura, durante l’autogestione e infine nella fase gestita dalla cooperativa.
A parte questo, nel giornale e fuori ero conosciuto non solo come una firma, così come capita a
tanti colleghi della carta stampata, ma anche con il mio volto perché Peppino Fiori, che, come sai,
veniva dalla Rai, volle le rubriche settimanali con le foto di chi le curava, e io ebbi l’onore di
vedere durante tutta la sua direzione la mia foto sul giornale accanto alla testatina “Qui Napoli”.
Lasciai il giornale nel 1988, quando, dopo una lunga resistenza, mi resi conto che si era esaurita
anche l’ultima possibilità di mantenere in vita il giornale. Mi dimisi senza avere alcun posto di
lavoro pronto, perché volli che il rapporto con il giornale si mantenesse limpido e trasparente,
tant’è che solo nel maggio 1990 fui assunto al Mattino. Per la redazione di Napoli passò il fior
fiore di giornalisti, tante furono le tensioni ma quante belle pagine di giornalismo furono scritte
in quegli anni. Io, pur non dimenticando nulla, amo sempre ricordare il meglio di quella lunga e
irripetibile esperienza. Ti saluto con cordialità.
Matteo Cosenza ( 21 gennaio 2009)
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Caro Roberto, con clamoroso e colpevole ritardo scopro solo ora la tua Paesesera story
proprio mentre incontro – dopo 35 anni ! – Giacinto Borelli mio compagno di doppio
quando vincevamo tutte le coppe Gate al torneo di tennis. E’ un bel tuffo nel passato
(irripetibile non tanto per la dimensione tempo ma perché redazioni come quelle non
esistono più), un percorso che procura insieme a un filo di commozione dovuto
all’età un certo orgoglioso entusiasmo anche se si inciampa in qualche inevitabile sassolino.
Come quello di scoprirmi tra gli impaginatori, ruolo che non ho mai ricoperto anche se
sarebbe stato bello lavorare con colleghi del calibro di Giulio Cesare (Italiani), Giorgio
(Forattini), Franco (Bevilacqua). In compenso sono stato un po’ in tutti i settori del
giornale fino a redattore capo centrale dal 1969 al 1975 quando partii per dirigere la
redazione fiorentina, una idea di Amerigo Terenzi che a quelle quattro pagine teneva
tanto : e a proposito mi spiace che dell’edizione di Firenze (dalla quale partì proprio
Fiamma Nirenstein) non vi sia traccia nel sito. A parte questa dimenticanza applausi
e ringraziamenti a te che mi hai fatto ripercorrere un sentiero di vita ormai relegato
ai sogni con molti volti ai quali sono stato affettuosamente legato – lavoro e amicizia –
dai big (Lenzi, D’Amico, Dietrich) ad altri come Angela Fais con la quale ingaggiavo
una divertente gag sulle matite spuntate e l’ultima fu proprio poche ore prima che
salisse su quel maledetto aereo. Con un caro e riconoscente saluto ti mando anche
il raccontino di un pezzo di storia del giornale che pochi conoscono e pochissimi ricordano.
Sergio Di Battista (4 giugno 2011)
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Caro Roberto,
non puoi immaginare con quanto piacere ti ho risentito.
Sono stato tutto il pomeriggio a "rivivere" parte della mia vita emozionato come raramente
mi capita.
Ti sono personalmente grato e credo che lo saranno tutti i compagni d'avventura che avranno
occasione di fare questo dolce e un pò nostalgico viaggio. Solo per amore...solo per un giorno:
riproviamoci! Ciao, a presto.
Luigi D’Ulizia ( 23 dicembre 2008)
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Carissimo,
Anche io sono stato a Paese Sera dal 1960 al 1983. Mi hai dimenticato , ma non importa ,
semplice disguido. Sistemami per benino.
Quanto prima ti invierò la foto del mio tesserino di Paese Sera ed una foto stupenda di una
manifestazione con lo striscione di Paese Sera. Se credi opportuno puoi contattarmi al n….
Grazie di quello che hai fatto. E' stupendo.
Alfonso Di Frischia ( 21 dicembre 2008)
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Ho scoperto con molto piacere il sito su Paese Sera.
Io fui chiamato da Stefano Pacifici in cronaca e poi (pochissimo!) in spettacolo. Dovevano
essere gli anni 1991-94.
Nelle foto ho riconosciuto tutti i vecchi amici che ora ho finalmente ritrovato grazie a Facebook!
Di professione, non faccio il giornalista (a parte qualche collaborazione), ma il docente
universitario. Eppure conservo con molto affetto e simpatica il ricordo di quegli anni!
Un caro saluto
Alessandro Di Profio ( 1 marzo 2009)
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Caro Roberto, figurati, quali bacchettate. Stai facendo un lavoro prezioso per la memoria di
molti. Comunque, sono stato a Paese Sera nel 1992 (dopo un precedente periodo di
collaborazione da Firenze) come vice capocronista (assunto solo gli ultmi tre mesi, ma direi
che poco importa) per la cronaca nera e giudiziaria.
In seguito sono andato a "Prima Comunicazione", sono stati al gruppo Giunti, editore in
proprio con alcuni amici, direttore del "Corriere di Firenze" e della "Voce di Rovigo" e
dal febbraio del 2008 di nuovo a "Prima".
Un abbraccio
Cristiano Draghi ( 11 gennaio 2009)
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Caro Puglielli, leggo (segnalatomi da mia figlia) il tuo paeseserastory. Per chi, come me (e
come te) è entrato in quella magia fatta di professionalità ed entusiasmo, ripercorrerne le
vicende, ricordare persone e fatti, è stato un tuffo nella memoria e nella nostalgia.
Non posso che farti i complimenti per questo lavoro che a distanza di anni testimonia un
amore che non finisce mai.
Negli ultimi tempi, ho avuto modo di rinfrescare la memoria con vecchi colleghi e figure
storiche come Pucciarelli, Magagnini, il povero Parpaglioni, Lenzi, Petrovich...Gli anni più
gloriosi e ruggenti di via dei Taurini. Dopodichè è cominciata la discesa...
Per quanto mi riguarda vorrei fare una piccola precisazione: al Corriere Adriatico sono
diventato direttore responsabile nel 1997(alla morte di Paolo Biagi) e poi direttore editoriale,
fino al momento della pensione nel 2001. Successivamente, per 2 anni,direttore di Lombardia
Verde, importante mensile di categoria della Regione.
Comunque caro Roberto, di nuovo complimenti. Vedo dalla foto che anche tu da pischelletto
col baffino hai messo su la barba bianca. Teniamoci strette le memorie perchè noi abbiamo
cose da raccontare con orgoglio, in questo paese sempre più di merda. Ciao.
Sesto Egidi ( 16 gennaio 2009)
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Caro Roberto,
E’ stato un bel tuffo nel passato e nei ricordi; accidenti come passa il tempo. sì ho una foto
del tempo della crisi, sto dietro uno striscione del consiglio di fabbrica di paese sera ai tempi
in cui l'inps ancora non ci dava la cassa integrazione. devo solo trovare il tempo di farla mettere
in uno scanner e poi te la mando via mail. io continuo a lavorare nel mondo della pubblicità e ne
avrò ancora per una decina di anni... se va bene. ciao, a presto.
Roberto Fachechi ( 13 gennaio 2009)
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Caro Roberto, sono Giorgio Fasan figlio di Italo.
non è facile darti del lei, per via del comune "amore" e riconoscimento che ognuno di noi ha e
deve avere per una testata come Paese Sera che non solo rappresenta più di ogni altra testa
gran parte della storia del giornalismo italiano ma che fa parte dell'immaginario di noi "ragazzi
di quegli anni" che avevamo un sogno: la possibilità di un mezzo di comunicazione che
raccontasse quello che altre testate non volevano e non "potevano" raccontare.
Mio padre Italo è stato tra i fondatori di quel "giornale di via 4 novembre", con Tommaso Smith
(grande direttore de Il Paese) e tanti altri allora giovani e intraprendenti giornalisti, che come
giustamente racconti, sono oggi nel fulcro del giornalismo italiano...certo gli anni gloriosi di
Paese Sera, una sorta di Quarto Potere nostrano, sono finiti da anni ed è giusta ed importante
l'opera di memoria che hai messo in piedi. Io ho diverso materiale fotografico di quegli anni ed
ho sopratutto la memoria di molti aneddoti di quegli anni. Negli anni '50 con la famiglia ci
trasferimmo al Villaggio dei Cronisti sulla Cassia e lì continuai ad avere contatto con la storia del
giornalismi italiano (Coen, Tamburello, Capriotti ecc.)...Meno di trent'anni dopo fui tra i 68
fondatori de La Repubblica di Eugenio Scalfari, come dire: la storia si ripete. Diversi giornalisti
di quegli anni d'oro del giornalismo italiano li ritrovai più adulti, ed anche io ero più adulto delle
mie memorie, proprio nel quotidiano di Piazza Indipendenza (Giorgio Signorini, Giorgio Rossi,
Fausto De Luca ecc). E siccome la storia non smette mai di ripetersi oltre vent'anni dopo
La Repubblica, mio figlio Gabriele è tra il gruppo che "rimette in piedi" La Rinascita, storico
giornale fondato da Palmiro Togliatti...
Questo è un primo approccio e ti chiedo di avere l'onore ed il piacere di dare un contributo per
arricchire la memoria di Paese Sera. Dimmi se ritieni, come fare.
Un caro saluto e grazie
Giorgio Fasan ( 7 feb. 2009)
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Grazie per il tuffo in un bruttissimo, splendido, indimenticabile passato.
Mimmo Ferretti ( 15 dicembre 2008)
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Salve, sono Maurizio Fiasco. Ho collaborato a Paese sera dal 1983 al 1989, curando una
rubrica settimanale (usciva il lunedì) dedicata ai problemi e alla vita interna ai corpi militari
e di polizia ("Il cittadino in uniforme"). Barbara Minniti mi ha segnalato la vostra iniziativa,
che mi restituisce sia un ricordo nostalgico e sia una voglia di ritrovare le persone che
appartennero a quel bellissimo gruppo.
Come posso fare? Grazie e un caro saluto.
Maurizio Fiasco ( 21 gennaio 2009)
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caro roberto,
mi ha cercato oggi una studentessa milanese per una tesi su Paese Sera e mi ha segnalato
il sito. L'ho visto e mi sono commosso. Hai fatto un grande lavoro, da cui emerge il tratto
fondamentale del giornale: era una comunità in cui la solidarietà di idee e di vita superava
le gerarchie. Un collettivo così non poteva che essere libero.
Vorrei che mi chiamassi a questi numeri: ……………..
Un caldo abbraccio,
Claudio Fracassi ( 31 marzo 2009)
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ciao, Roberto
il sito mi piace e penso che il lavoro da te fatto si assolutamente fantastico. i colori sono
quelli di Paese Sera ed è organizzato bene, le uniche cosa che non mi piace sono le scritte
deformate "Paese Sera story" "sede di via del Tritone" ecc , ma se fosse perfetto, mi
ruberesti il mestiere!
Baci,
Franca Gazzola ( 2 feb. 2009)
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Caro Puglielli,
ho studiato anch'io alla scuola di Paese Sera dove sono stato assunto nel 1961 in cronaca di
Roma dopo due anni di volontariato . Ho poi fatto il vicecapocronista con Walter Buzzoli
(ho una bella foto con Luca Giurato e Claudio Fracassi ai loro inizi) e il vice caporedattore
con D'Amico-Lenzi-Petrovich.Ne sono uscito nel 1968 per passare, nel 1974, al Messaggero
(dove ho ritrovato Eric Salerno) come vicecapocronista e poi caporedattore.Ho conosciuto
quasi tutti i colleghi da te citati, più qualche altro che hai dimenticato come Alfredo Orecchio
e la sua Oretta Bongarzoni o Ermanno Rossetti, l'usciere che arrivò urlando dalle
telescriventi allo stranzone open space dei caporedattori con l'Ansa che annunciava la morte
di Kennedy. Insomma sono stato in quella scuola per 11 anni.Peccato risultare assente!
Comunque grazie per il bel documento che con un minuzioso lavoro hai messo in rete.
Un cordiale saluto,
Alberto Giuliani ( 4 feb.2009)
Caro Roberto,
grazie per l'aggiornamento. Ho anch'io la bella pagina del "Com'eravamo" (1993) con il pezzo
di Livi e la foto-gruppo scattata sul terrazzo di Via dei Taurini. Per arricchire il file, farò
scannerizzare e ti nvierò un altro paio di foto "storiche" Quella ghiotta , come ti ho già
accennato, ritrae una visita di studenti in cronaca,ci sono io che come vice capocronista li
catechizzo, e,ai miei fianchi, Luca Giurato e Claudio Fracassi alle prime armi. Quanto a me,
lasciato da qualche anno Il Messaggero con la qualifica di caporedattore dell'ufficio centrale,
attualmente insegno come docente-tutor alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss
Guido Carli, di cui è presidente Paolo Graldi.
Grazie, e ancora complimenti.
Alberto Giuliani ( 4 feb. 2009)
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Ho lavorato a Paese Sera dal 1970 al 1986, fino al 79 sono stato in spedizione durante la
produzione notturna (capo ufficio diffusione Spartaco Gigliarelli), nel Marzo 79 sono stato
assunto dall'editrice "Il Rinnovamento" e per circa due anni ho ordinato l'archivio delle
copie arretrate nell'appartamento in Via dei Caudini, in seguito trasferito in diffusione, nella
sede di Via Tiburtina, insieme a Gigliarelli, Ranucci, Silvi, Barani, Pascucci e altri. Nel
Gennaio 1983 sono tornato, con tutto l'ufficio, in Via del Tritone. Ho lasciato Paese Sera nel
Luglio dell'86 per andare a Repubblica. Attualmente lavoro nel Gruppo L'Espresso e sono
Ispettore di Tipografia. Mio padre era Cataldo, a Paese Sera dal 1956 al 1979 come autista
e meccanico. Ciao,
Tonino Giuliani ( 19 marzo 2009)
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Carissimo, il sito è fenomenale, non ti nascondo che mi hai quasi fatto piangere.
All’epoca ero un ragazzino e l’esperienza a Paese Sera è stata bella e indimenticabile.
Ti abbraccio calorosamente,
Luca Giurato ( 16 dicembre 2008)
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Caro Roberto, hai fatto davvero un bel lavoro! Quanti ricordi, soprattutto belli, il mio vero
inizio e collaudo, dopo gli anni alla BBC. Rimane, Paese Sera, la mia scuola fondamentale.
Resta una mia grande esperienza personale e un patrimonio senza pari del giornalismo
(ridotto com'è oggi!).
Caro Roberto, ammiro la tua passione per quel gran pezzo della nostra vita e ti ringrazio
delle parole eccessivamente generose che mi hai riservato. Sono contento anche delle altre
adesioni alla tua meritoria opera.
Paese Sera era sì un giornale povero rispetto a quelli del capitale, ma aveva dietro un grande
partito e un grande paese.
Appena ho un minuto - giro l'Italia presentando i miei documentari video su situazioni di
guerra, di rivoluzioni e di crisi e anche i miei libri in proposito - cerco qualche foto e ti mando
le 30 righe. Ottimo Roberto, grazie degli aggiornamenti e complimenti per la risonanza del
tuo gran bel lavoro.
Con affetto e ammirazione,
Fulvio Grimaldi ( 4 gennaio 2009)
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Caro Roberto, ti ringrazio molto e con te tutti i colleghi per l'invito alla bella festa che state
per celebrare il 3 aprile. Purtroppo io non posso venire considerando la mia età. Per di più
io vengo raramente a Roma, perché passo la maggior parte del mio tempo a Cortona.
Ho apprezzato molto il tuo sito e sono contento che abbia scatenato la nostalgia dei giornalisti
e dei poligrafici che hanno lavorato con noi tanti anni fa. Davvero è stata una grande stagione
e più il tempo passa più risalta, per virtù di contrasto con gli anni tristi che stiamo vivendo.
Tanti auguri a te e a tutti gli altri per il 3 aprile e per tanti anni e decenni che seguiranno.
Mario Lenzi ( 23 marzo 2009)
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Caro Roberto complimenti per questa titanica opera di memoria che hai costruito. Sono il
direttore del Quotidiano della Basilicata e spero che un giorno trovi uno che documenti i
miei giornali con la tua stessa passione.
Sto lavorando all'ipotesi di un libro su Carlo Rivolta, che per breve tempo lavorò a Paese Sera.
Se mi puoi aiutare tu o qualcuno che lo conosceva bene te ne sarò grato. Complimenti ancora.
Mi piacerebbe conoscerti a prescindere dalle mie ricerca.
Un caro saluto
Paride Leporace ( 7 giugno 2009)
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Mi chiamo Luciano Luongo, sono un giornalista professionista di 43 anni, addetto stampa del
Comune di Pontedera. So che per il giornale non è stata una cosa epica.... ma per me resta un
grande onore..: anche io sono stato collaboratore di Paese Sera.
Ho collaborato per l'edizione fiorentina - giudata da Piero Meucci - del quotidiano nel 1987-1988
(fino a quando non divenni corrispondente dell'Unità da Pisa). Mi occupavo di università e scienza.
Ma il mio pezzo più importante rimase una intervista (una esclusiva in occasione della lavorazione
a Pisa del film "Il piccolo Diavolo") a Roberto Benigni che fu pubblicata il primo giorno della
rinnovata edizione fiorentina ( mi pare nel febbraio del 1988).
Se riparte Paese Sera sarei lieto di collaborare ma non sono alla ricerca di lavori diversi da quello
che faccio a Pontedera dove sono assunto come addetto stampa a tempo indeterminato.
Cordiali saluti, ti ringrazio tantissimo.
Luciano Luongo ( 12 feb. 2009)
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Caro Roberto,
è stata la figlia del grande Amerigo Terenzi – a segnalarmi la tua iniziativa,
il sito, la storia, le foto che testimoniano quegli anni eroici e indimenticabili. Grazie.
Costruire la memoria di quello che siamo e di ciò che siamo stati è una delle ragioni per cui
Vale la pena vivere e impegnarsi. Come sai, ho cominciato a fare il giornalista proprio a
Paese Sera dove ho passato dieci anni meravigliosi, dal 1970 al 1979, due da “collaboratore
volontario” (i “precari” non c’erano ancora...). Ho cominciato in Cronaca, naturalmente,
nera e bianca, con Ennio Palocci, Piero Passetti, il bravissimo Alberto Bertini, poi Walter
Buzzoli; mi sono occupato di Scuola con Marisa Musu e Giorgio Dell’Arti; quindi ho bazzicato
il Transatlantico di Montecitorio con due fuoriclasse come Fabrizio Coisson e Renato Venditti;
infine ho inaugurato e diretto le pagine dell’Economia. Ho avuto la fortuna di impostare il
giornale con Giorgio Cingoli , Vittorio Nisticò e Aniello Coppola, il privilegio di andare a
scuola da Arrigo Benedetti. Avevo come compagni di lavoro, pensa un po’, Giorgio Signorini
e Lillo Spadini, Miriam Mafai e Gianni Rodari, Riccardo D’Amico, Franco Magagnini e
Stefano Petrovich, Giorgio Forattini, Giulio Italiani e Franco Bevilacqua, Elio Pagliarani e
Ivano Cipriani, Piero Dallamano e Gianfranco Corsini, Daniele Del Giudice, Elisabetta Rasy
e Fiamma Nierenstein, Paolo Graldi, Paolo Pozzesi, Carlo Rivolta, Pino Bianco e Giuseppe
Rosselli, e riempirei tutto il web se elencassi – come tu hai fatto nel tuo commovente sito –
tutti i campioni che hanno fatto grande Paese Sera e poi i giornali dove si sono trasferiti dopo.
Credimi, e io che di aziende ne ho girate te lo posso dire: una squadra di quel livello in giro
non ce n’è. Lasciato Paese Sera sono approdato a Panorama chiamato da Claudio Rinaldi
e poi con lui ci siamo trasferiti all’Espresso. Qui sono tornato un anno fa da direttore dopo
aver guidato la Gazzetta di Mantova e il Tirreno di Livorno da dove, anni e anni prima,
erano partiti tanti bravissimi giornalisti per Paese Sera guidati dal papà di tutti noi,
Mario Lenzi. E per un anno, pensa un po’, sono stato il direttore editoriale dei quotidiani
locali del Gruppo Espresso: proprio il lavoro che aveva fatto Lenzi dopo averla inventata
quella formidabile catena di testate. Vedi come la memoria aiuta a ricostruire la storia, a
rintracciare un filo che lega insieme tante avventure, a cogliere l’intelligenza che unisce
vicende personali e professionali apparentemente lontane?
Sono contento, grazie al tuo sito, di aver ritrovato il mio Paese Sera. Lo ripeto sempre: il
90 per cento di quello che so fare l’ho imparato lì, ai tavoli di fòrmica verde al terzo piano
di via dei Taurini 19. E ne sono orgoglioso. Ti abbraccio Roberto. E la prossima volta che
organizzate una rimpatriata, non vi dimenticate di me.
Bruno Manfellotto (2 agosto 2011)
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Ciao, mi chiamo andrea mataldi e mio padre Amedeo ha lavorato con la gate a paese sera
dal 1977 credo, fino a quando poi paese sera e l'unità si staccarono e lui rimase in via dei
taurini con l'unità. Lavorava in pubblicità e poi ai correttori di bozze. Io ho riconosciuto
qualche nome di quelli che ho visti sul sito.
Ti ricordi mio padre amedeo mataldi?
Ciao e grazie. Il sito è bellissimo.
Andrea Mataldi ( 11 feb. 2009)
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"Ciao, Ho visitato il sito dedicato al 'Paese'. E' splendido, complimenti. Ho visto anche le
foto della riunione alla Garbatella. Peccato non averlo saputo. Ho passato a Paese sera gli
anni del mio noviziato e forse anche i piu' divertenti della mia carriera. E della testata resto
innamorato. Ho ancora tutti i numeri su cui ho scritto coinservati in un polveroso baule a
casa di mia madre. E' stata davvero un'emozione vedere il mio nome tra quelli di chi ha
partecipato all'avventura di un giornale unico. Sebbene io sia arrivato nell'ultima fase, quella
un po' piu' povera. E' vero, volevamo cambiare il mondo. Forse non ci siamo riusciti. Ma
neanche il mondo ha cambiato noi. E questa mi pare gia' una bella vittoria. Ti abbraccio e ti
ringrazio per il regalo. E alla prossima riunione stai sicuro che ci saro'."
Un abbraccio,
Gianluca Maurizi ( 13 aprile 2009)
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Sei grande, Robbe'. E' vero, è stato bello esserci.
Se puoi stai appresso a Giorgio Aurizi al quale ho affidato alcune , per me, preziose fotografie-
Quella con Berlinguer potrebbe anche comparire sul Paeseserastory
ciao,
Sandro Mazzerioli ( 6 aprile 2009)
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Carissimo Roberto, su segnalazione di Arnaldo Del Papa sono appena entrato nel sito...
e solo per una decina di minuti... Prima di chiudere il pc mi premuro di mandarti questa mail –
Intanto il mio più caloroso abbraccio con i piu sinceri e commossi complimenti... col solo
rammarico di notare che mi hai dimenticato...!!!! d'altra parte sono stato solo il PRIMO
dimafonista...., piccolo, brutto e nero.Ti aggiungo che i 62 sono suonati anche per me eh!!!
Un abbraccio caloroso..
Massimo Menna ( 12 feb. 2009)
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caro roberto, sono ben contenta delle reazioni. paese sera era un giornale che tutti abbiamo
amato, altrimenti forse avremmo guardato altrove ben prima delle sue tante chiusure...
intanto ho aperto su facebook un gruppo di ex. ne ho beccati per ora solo 4, ma cresceranno.
purtroppo non ho nulla della vecchia redazione, neanche una foto! e pensare che abbiamo
cominciato con buzzoli che veniva a ostia tutti i giorni e poi continuato da soli per tanti anni...
chissà, forse qualcosa uscirà fuori...intanto complimenti per il tuo lavorone e un caro abbraccio.
Barbara Minniti ( 7 gennaio 2009)
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Caro Roberto,
ho trovato per caso il sito su paese sera, e l'ho trovato davvero geniale, il fatto di ritrovare
così tanti documenti di un pezzo importante di storia italiana è davvero una cosa molto
importante per me. Mi presento, mi chiamo Maria Luna Nobile, sono un architetto,
dottoranda, sono nata in provincia di Salerno, ma vivo a Napoli. Ho visto e riconosciuto
in una delle foto uno zio di mia nonna, il capocronista Enzo Branzoli Zappi. Purtroppo lo
conosco solo attraverso i racconti dei miei familiari, dato che ho 27 anni e sono troppo
giovane per averlo conosciuto. Credo che lei lo abbia conosciuto, visto che in quegli anni
anche lui lavorava al giornale. E sarei molto lieta se mi dedicasse un attimo di tempo per
aiutarmi a ritrovare del materiale su di lui, foto, o anche ricordi e parole, solo per poter
ricostruire una piccola parte della mia grande famiglia. Mia nonna sarebbe stata molto
contenta di poter rivedere suo fratello su internet, cosa che aveva ampiamente anticipato,
la potenza di questo strumento è tale da poter riuscire a mettere in contatto persone da un
capo all'altro del mondo. E lei aveva uno spirito libero e molto avanguardista, credo proprio
come suo fratello.
Grazie comunque per avermi dedicato del tempo.
Aspetto una sua risposta,
Cari saluti
Maria Luna Nobile ( 24 feb. 2009)
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Caro Roberto ti invio alcune immagini fatte per Paese Sera.
Hai fatto un lavorone complimenti.
Massimo Novelli (30 gennaio 2009)
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Grande roberto, m'hai fatto ricordare un sacco di belle cose e di belle pagine.
Grande scuola, il vecchio paese, verissimo, oggi sono il direttore del quotidiano Il Romanista
e le foto so' tutte digitali, ma ricordo benissimo quelle vecchie buste giallastre di paese, piene
di scotch e di foto in bianco e nero...
Stefano Pacifici ( 26 dicembre 2008)
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Ciao Roberto sono Mario Papetti, ho visto solo oggi, 28 dicembre, il sito che tu hai creato
sul nostro grande grandissimo giornale. Ho provato una grande emozione e non ti nascondo
che mi sono venute le lacrime agli occhi. Grande emozione anche per averti "rivisto", per
aver avuto tue notizie e questo vuol dire che la Grande famiglia di Paese Sera c'è ancora.
Continua in questa tua splendida iniziativa e conta anche sul mio contributo. Con l'occasione
ti mando i migliori auguri di buon 2009. Se vuoi contattarmi, mi farebbe molto piacere sentirti,
il mio cellulare è…. Ti abbraccio fraternamente... la Rai, purtroppo, non è il nostro giornale.
Mario Papetti ( 28 dicembre 2008)
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Caro Roberto,
navigando su internet ho trovato il link al sito che hai creato su Paese Sera.
Il sito è ben documentato e ci sono tanti particolari (comprese le foto) che non conoscevo.
Puoi immaginare che emozione leggere anche di mio papà.
Come lui fece con il libro, la testimonianza di quegli anni irripetibili è, prima ancora che pura
ricognizione, un atto di orgoglio e di passione per un esperienza indimenticabile di cui essere fieri.
Grazie e se trovo ulteriore documentazione te la invio.
Un abbraccio
Loredana Parpaglioni ( 9 marzo 2009)
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Ti ho riconosciuto nelle foto caro Roberto. Deliziosa iniziativa. Non poteva che venire da un
brillante "cenerentolo" di una grande testata e una grande scuola che si chiamava Paese Sera.
Anch'io sono orgoglioso di averne fatto parte, seppure nei capitoli finali, quando ormai era al
suo declino. Ma ricordo con grande passione quel periodo, indimenticabile, che in qualche
modo sei riuscito a riportare nel presente. Te ne sono grato e ti saluto con grande affetto.
Raul Passaretti ( 31 dicembre 2008)
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Vorrei tanto ringraziarti per il lavoro fatto.
Anche io ho lavorato al Paese sera (quattro anni alla redazione di Ostia come fotografo 1972-76,
sei mesi come usciere al terzo piano con Piacentini e Tigellino1976 e quattro anni alla GATE
in amministrazione con Enzo Fortini1977-80).
Ancora grazie.
Guglielmo Persichini ( 30 dicembre 2008)
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Ciao Roberto,
Sono Antonella Piperno quella che stava in cronaca. Comunque complimenti, ci hai fatto fare un
tuffo nel passato e anche venire un bel po' di nostalgia. Io adesso sono a Panorama,
professionalmente più tranquilla di sicuro, ma non mi diverto mica come ai tempi di Colli Aniene....
Un abbraccio,
Antonella Piperno (8 gennaio 2009)
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Che emozione. Poter dire c'ero anch'io. Dal maggio del '70 fino a metà '74. E prima ancora nella
redazione di Livorno, dal '67 al '70. Ho imparato il mestiere da Lenzi, Passetti, Magagnini, Bertini,
Benedetti. Ho conosciuto una stagione di impegno professionale senza precedenti, ho vissuto fianco
a fianco con colleghi che hanno scritto la storia di un pezzo importante del giornalismo italiano.
Eravamo un gruppo di giovani della cronaca di Palocci e poi di Buzzoli. C'era Bruno Manfellotto,
Stefano Clerici Sandro Mazzerioli e tanti altri. Una pattuglia d'assalto che lavorava fianco a fianco.
e C'erano tanti personaggi speciali: Rodari, Rava, Marisa Musu, Iolena Baldini. Per citarne a
memoria solo alcuni e non tutti quello che lo meriterebbero. Mi resta ancora dentro un pezzo di
uella memoria, di quella esperienza, di quella stagione, di quella storia.
Franco Poggianti (17 gennaio 2011)
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Guarda che se allo sport metti floriana bertelli e ti dimentichi di valerio piccioni, francesco padoa,
Stefano barigelli, di luca prosperi… non fai un buon servizio alla nostra memoria…
A presto, Grazie per l'iniziativa.
Luca Prosperi ( 23 gennaio 2009)
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Ho visto il sito. Che commozione. Un abbraccio fraterno.
Gianni Ranieri ( 25 aprile 2009)
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Ciao Roberto,
Sono Cesare Ranucci Ti ricordi di me? Ho lavorato a Paese Sera alla diffusione con Gigliarelli
Anche tu come Parpaglioni non mi nominate nella storia di Paese Sera ma io ho dei ricordi
Bellissimi e sono ancora orgoglioso di aver partecipato a quel gruppo di lavoro ti prego
d'inserirmi nella lista e di contattarmi.
Io sono in contatto con Dulizia, Brignardelli e a volte Malizia Mi piacerebbe fare una rimpatriata.
Ciao
Cesare Ranucci ( 22 gennaio 2009)
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Caro Roberto,
Come stai? Dalla tua foto sul sito si direbbe molto bene.
Davvero molto carina questa idea del sito su Paese Sera. Tra quelli del mio "periodo",
l'ultimo purtroppo, la cosa sta girando molto. E anch'io ho un paio di foto che mi piacerebbe darti.
Te le posso mandare via mail? E poi: ma tu sei a Roma? Potremmo prenderci un caffè, uno
di questi giorni.
Un abbraccio e a presto.
Giampaolo Roidi ( 28 gennaio 2009)
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Sono Fabrizio Roncone, non so se ti ricordi di me (io, di te, sì): arrivai a Paese Sera alla fine
del 1983, avevo 19 anni, e lì sono diventato adulto e giornalista. Lavorai in cronaca, seguivo
la nera, prima con Sandro Mazzerioli, poi con Walter Buzzoli (i due capocronisti). Quindi
passai allo sport. Mi farebbe piacere comparire in questa redazione, quella dello sport
(eravamo un gruppo di ragazzi che invece di prenderli, i buchi, li dava). Dopo essere stato
chiamato all’Unità, nel 1990, ed esserci rimasto fino al 1998, sono passato al Corriere della Sera.
come mi avevi chiesto, ecco qui la mia foto: mi sono caduti un po’ di capelli e sono anche passati
molti anni… Quanto alla biografia (pur avendo cominciato in cronaca, preferirei essere inserito
nella redazione sport): a Paese Sera dal 1984 al 1989. Dopo la chiusura, passa all’Unità, dove
rimane otto anni. Dal 1998 lavora al Corriere della Sera, dove è inviato speciale.
Grazie. Sei stato davvero grande a inventarti questo sito.
A presto,
Fabrizio Roncone ( 26 dicembre 2008)
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Caro Roberto, ho visto con piacere questa ricostruzione della storia di Paese Sera.
Sono rimasto sorpreso, però, dalla mancanza di ogni riferimento a mio padre Michele Salerno.
Non soltanto è stato a lungo uno degli editorialisti autori di Ventiquattro ore, capo del servizio
esteri e inviato, vice direttore responsabile, ma ha avuto un ruolo, come molti ricorderanno,
nel tenere in piedi il giornale quando gli avvenimenti di Budapest e poi di Praga hanno visto
l’esodo di molti giornalisti. Ti ricordo anche che dopo aver lasciato la direzione a fianco di
Fausto Coen è passato al consiglio d’amministrazione dal quale si è dimesso per non firmare
le lettere di licenziamento di numerosi dipendenti dopo il fallimento di Stasera, impresa
editoriale voluto da Terenzi e per la quale, alla fine, ha pagato Paese Sera.
Io ho trascorso 10 anni a Paese Sera prima di passare a Il Messaggero e di quel periodo –
dal ‘58 al ‘67 – ho un ricordo splendido.
Ciao
Eric Salerno ( 15 dicembre 2008)
Caro Roberto, ti ringrazio per quanto hai fatto. Sono appena rientrato a Roma per una boccata
d’ossigeno (una settimana) dopo tre settimane di guerra Israele-Gaza. Una annotazione.
A Paese Sera ho fatto soprattutto il cronista (e per quello venni assunto al Messaggero)
anche se scrivevo di tanto in tanto di altre cose. Forse sarebbe meglio spostarmi in blocco
dagli esteri alla cronaca. Se ci riesco in questi giorni cercherò le foto vecchie da mandarti.
Un saluto caro.
Eric Salerno ( 17 dicembre 2008)
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Ciao Roberto, sono Andrea Santini (Paese Sera 1969 - 1985). Arnone ha incontrato Enrico Singer
e gli ha detto del sito, e insieme mi hanno chiamato. Ho passato più di un'ora sul tuo sito
(bellissimo, complimenti vivissimi, e riconoscenza per il grande e importante lavoro che hai fatto),
ed ho provato vecchie emozioni, mai dimenticate. Soprattutto rivedendo i volti di molti che non
ci sono più, che hanno fatto la storia di questo mestiere e che, oggi si stanno sicuramente
rivoltando nella tomba. Fammi sapere se posso esserti utile in qualche modo. Arnone mi ha
accennato ad un pranzo il 3 aprile. Fammi sapere, mi piacerebbe essere dei vostri.
Il mio cellulare è ……..
Un abbraccio,
Andrea Santini ( 24 marzo 2009)
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Caro Roberto,
ti ringrazio per la promozione che mi hai dato nominandomi "Fotoreporter di nera
e Dolce vita": è proprio vero!
Ho letto soltanto questa sera l'articolo che ti ha dedicato il Messaggero e le mail dei lettori
che si complimentano con te. Mi ha fatto anche piacere leggere la mail di Peppe Arnone,
dove afferma che i fotografi di Paese Sera hanno fatto scuola: è la verità e l'idea di raccontare
aneddoti, non è male.
Molte volte ho letto sulle mail del Messaggero lo pseudonimo Marameo... e pensar e che
dietro c'eri tu. Condividevo sempre i tuoi scritti.
Prossimamente, quando avrò un po di tempo per cercarle, ti manderò per il sito qualche altra
foto di avvenimenti particolari che ho fotografato per il giornale.
Attendo il mio inserimento tra quelli di via del Tritone. Ti saluto.
Angelo Scipioni ( 19 feb. 2009)
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Ciaooooooooooooo. Sono Enrico Testa. Non sai che piacere vedere questo sito e sapere che
l'hai fatto tu. Ti ricordo sempre con grandissimo affetto e, ti giuro, lascerei la Rai ora per
ritrovarci tutti insieme. Un grandissimo abbraccio. Ti lascio anche il mio numero: ……..
lavoro a Saxa Rubra.
Enrico Testa ( 30 dicembre 2008)
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L'ho visto, caspita che tuffo nel passato, quanti volti, quante chiacchiere, ti ricordi? Avevo
19 anni e mi sembrava tutto così possibile, stare in mezzo a voi e crescere e ridere o
aspettare i servizi chiacchierando con te di tutto e di più! Sono contento di avere conosciuto
e vissuto quel periodo!
Francesco Toiati ( 14 dicembre 2008)
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Ciao Roberto, complimenti per il sito e per il lavoro che hai fatto! Quanti ricordi…
Solo per dirti che allo sport, in via del Tritone, con Azzolini capo, c’eravamo anch’io,
Alessandro Tommasi (figlio di Tommaso), Massimo Tecca (oggi telecronista a Sky) e
Pino Cerboni (oggi in Rai). Come capo, dopo l’uscita di Fabio Cortese, nell’87-88
avemmo Roberto Marino, ma non so che fine abbia fatto.
Un abbraccio
Giuseppe Toti ( 12 feb. 2009)
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Ciao Roberto, ho letto con commozione la tua “Paese Sera story” e mi ha fatto piacere
sapere che sebbene siano trascorsi molti anni non ti sei dimenticato di mio padre che
spesso parlava di te con affetto e stima. Grazie per l’emozione che mi hai dato.
Cordiali saluti .
Claudia Treves (28 giu 2011)
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Ciao Roby , il sito è fantastico non solo ma mi ha fatto molto piacere vedere il mio nome citato.
Grazie sei un mito, spero di vederti presto. Un abbraccio,
Ti invio la mia foto: A presto,
Roberto Trinchieri ( 12 giugno 2009)
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Grazie Roberto. Grazie per quello che stai facendo per tutti noi.
Sono davvero commossa.
Un abbraccio
Esa Ugazzi ( 13 marzo 2009)
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Caro Puglielli,
La ringrazio per il sito che ha voluto dedicare a Paese Sera. E' molto di più che la storia di un
quotidiano (tradito), è la storia di una passione. Anzi, DELLA passione. Ho ritrovato tutti i
racconti che mi faceva mio padre Valerio, collaboratore ai tempi di via dei Taurini nello sport
(si occupava dei cavalli, assieme a Demetrio Palpacelli) e purtroppo scomparso nell'83.
Ma ho ritrovato anche quel "sapore" che direttamente respiravo io stesso quando mi
portava in redazione. E i nomi che continuamente sentivo in casa: Demetrio appunto, Berenice
(che ho avuto la fortuna di conoscere personamente), Ugo Mannoni, Biscardi, Parpaglioni,
Mondini, Gismondi, Fracassi e molti altri. Ho sempre avuto una gran pena per la fine che è
stata fatta fare ad una delle testate più prestigiose d'Italia e mi ricordo l'amarezza di mio
padre che a Paese Sera era molto legato soprattutto sentimentalmente. Pensi che ho un figlio
di 22 anni, anche lui Valerio, che non ha conosciuto il nonno ma che è cresciuto in un ambiente
in cui si respirava il mito di questo giornale. Fin da piccolo voleva fare il giornalista ed ora sta
facendo di tutto per diventarlo "veramente". Anche se la storia si ripete, visto che ha
cominciato due anni or sono a collaborare con "Il Romanista" il quale, come si sa, ha chiuso
per asfissia. Ma penso proprio che non si arrenderà mai. La passione, fortunatamente, è un
morbo tenace.
La saluto molto cordialmente.
Stefano Valeri ( 4 marzo 2009)
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"ciao, grazie davvero di questa iniziativa. no non ero a colli aniene, mi sono fermata al tritone.
quanto alle foto ne ho, soprattutto una con Rodari alla quale sono molto affezionata. Appena
posso scansiono e mando. rimettiamo insieme la banda, e facciamoci venire idee, perché
non un numero straordinario con tutte le firme importanti e non ancora in vita? pensiamoci"
ti abbraccio,
Lucia Visca ( 30 gennaio 2009)
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Caro Roberto,
Che gioia scoprire il tuo lavoro su Internet. Rivedere quella testata, sapere che qualcuno
vuole ancora bene a Paese Sera, ritrovare nomi e volti dei giorni più belli della mia vita di
giornalista mi ha commosso sinceramente. Hai fatto un lavoro straordinario, spero che
continuerai ad aggiornare il sito e a custodire la nostra memoria.
Capisco bene cosa ti spinge. Per amore, solo per amore… vale anche per me, nonostante
siano passati già quindici anni da quando la redazione di Colli Aniene chiuse e io diventai
grande. Pochi soldi, tante idee e ancora più entusiasmo... Grazie a Paese Sera imparai che
il giornalismo può essere una piccola, grande avventura. Ora è solo un lavoro. Conservo
tutto nella memoria e qualcosa anche nelle abitudini: anche oggi che lavoro in Tv, quando
voglio sollecitare i servizi dei miei redattori passo per i corridoi gridando “Pagineeee!”
come faceva il nostro proto. Quell’atmosfera e quel gruppo di lavoro non torneranno,
ma potrò sempre vantarmi… Io c’ero!
A presto e ancora grazie.
Davide Vozzo ( 23 feb. 2009)
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Caro Roberto,
Sono stato collaboratore di Paese Sera, sia della pagina Libri che della cultura - ma anche
dei supplementi TV e Viaggi - dalla direzione di Aniello Coppola a Giorgio Rossi. Per me il
giornale è stata una scuola, oggi un motivo di orgoglio. Sono ancora in contatto con alcuni
redattori, in particolare Andrea Santini.
Ciao,
Diego Zandel ( 22 gennaio 2009)
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Buongiorno Signor Puglielli,
voglio ringraziarla per il suo lavoro " ...d' amore solo per amore " che oggi per caso leggendo
il Messaggero ho potuto scoprire, perchè periodicamente io ero uno di quei nostalgici che su
Google digitava "Paese sera" , ma come risposta ricevevo solo pochissime notizie di poco conto.
Invece oggi ho potuto rinfrescare la memoria del periodo in cui adolescente (anni '60) la sera
o al mattino quando mio padre vigile del fuoco (Via Genova a Roma) rientrava a casa con in tasca
il "Paese", io me lo leggevo avidamente. I ricordi delle lunghe difficoltà del giornale vissute
con ansia fino alla chiusura . Bhè ... un grosso grazie per le emozioni dei miei ricordi e
complimenti per il bel lavoro .
Saluti,
Alberto e Paolo Rossi ( 12 feb. 2009)
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Caro Roberto,
sono nato nel 1943. I miei genitori, arrivati a Roma nel 1940 da Fermo nelle Marche, abitavano
in via Fregene, a San Giovanni. Il 19 luglio successivo al parto mia madre era in terrazza a lavare
mentre io dormivo della grossa, adagiato nella cesta dei panni. Sopra la nostra testa passavano
gli aerei che andavano a bombardare San Lorenzo.
Poi andammo ad abitare vicino Piazza Tuscolo, io cominciai le elementari alla "Giuseppe Garibaldi"
in via Mondovì. La lettura mi piacque subito e, oltre i libri di scuola, l'unica altra mia palestra fu
il "Paese Sera" che mio padre riportava di ritorno dal lavoro. Questo era il rito serale: mio padre
entrava in casa, io gli correvo incontro, con la sinistra lo abbracciavo e con la destra gli sfilavo il
giornale che poi, distesolo sul tavolo di cucina, prima che mia madre facesse piazza pulita per
apparecchiare la cena, divoravo. Che cosa assorbissi dal nostro giornale, di cui ricordo qualche
vignetta (forse quella in cui Togliatti prende a calci De Gasperi?), non posso certo ricordarmelo
però ancora ricordo il mio Maestro Borrelli che porta dal Direttore Didattico il mio Tema
sull'alluvione in Calabria, sorpresi entrambi che un ragazzino di otto anni potesse esprimersi in
un già ottimo italiano. Tutto merito di "Paese sera"! Grande scuola di quel giornale e dei suoi
giornalisti! Quando mia sorella si sposò e andò ad abitare in via Frattina (adesso é un lusso ma
ancora, al finire degli anni 60, non c'era nulla di strano), conobbi il suo dirimpettaio, un simpatico
Felice Chilanti. Poi tutto finì, come tante cose di cui ho ancora nostalgia.
Sergio Marzetti ( 12 feb. 2009)
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Gentile Roberto Puglielli,
sono Giulia Bassi, studentessa dell'Università di Milano.
Ho trovato questo indirizzo mail sul sito da lei creato paeseserastory.it e le scrivo proprio a
questo proposito: sarei interessata a fare la tesi di laurea su Paese Sera, concendrandomi
particolarmente sugli anni di piombo (posizione del giornale in quegli anni, polemica condotta
da Coppola contro il silenzio degli intellettuali) grosso modo dal '69 all'83.
A livello di bibliografia però ha trovato solo il testo di Parpaglioni e il suo sito.
Volevo sapere se esiste, per esempio, un archivio storico del giornale, se è possibile reperire
informazioni specifiche e se eventualmente potrò contattarla.
Sperando di avere sue notizie, cordialmente la saluto.
Giulia Bassi ( 6 marzo 2009)
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Sono un pubblicista di Falconara Marittima (Ancona), cresciuto dai primi anni ‘70 a pane
e Paese Sera, che strappavo letteralmente dalle mani di mio nonno, ex sindaco di un paesino
della provincia, per leggere subito le pagine sportive, in particolare la domenica o durante le
grandi competizioni. La cronaca nera mi metteva paura (e pensare che ne ho masticata tanta
in seguito) ma la leggevo ugualmente, come pure gli esteri, la politica interna, gli spettacoli
e le memorabili strisce a fumetti (quanto Corto Maltese, BC, Andy Capp, Agente X 9, etc…).
Per un insano interesse verso la storia del giornalismo, di cui ho scritto per varie pubblicazioni,
ho dunque cercato per biblioteche la raccolta del Paese, ma niente, sembra proprio che del
quotidiano si siano perse le tracce.
Adesso vedo con piacere che qualcuno ha pensato di mettere in rete un pezzo della nostra
memoria collettiva. Come fare dunque per consultare la raccolta di Paese Sera ?
Ne esistono copie in Cd rom o in microfilm?. Se si dove e come fare per averli?
Qualcuno possiede dei doppioni almeno dei numeri storici ?
Mi piacerebbe mettermi in contatto diretto con l’autore del sito.
Ringraziandola anticipatamente La saluto e Le fornisco i miei dati…
Grazie
Paolo Brugiati ( 30 giugno 2009)
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