Amerigo Terenzi                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

 Questo sito è dedicato ad Amerigo Terenzi papà di “Paese Sera”, ai giornalisti,

agli amministrativi e ai tipografi degli stab. tipografici Gate, Uesisa e Gec.

Sono molti i giornalisti che hanno studiato nella grande Scuola di giornalismo che è stata

 Paese sera”. Quei ragazzi (di cui scoprirai i nomi navigando nel sito) oggi effettuano la

loro professione nelle varie testate giornalistiche nazionali, nelle televisioni, nello sport,

e nel mondo dello spettacolo.

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Dal  libro di  Edo Parpaglioni    C’era una volta Paese Sera………”

                                                                              L’avventura di un giornale diverso.

                                                                              Editori Riuniti – 1998

 

E' la storia di "Un Giornale Diverso"  che ha contribuito a far crescere la

democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori, appassionati

che pensavano l'Italia potesse cambiare.  

La proprietà come noto, era di una società del Pci. 

Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo,

di fronte a un fatto, come la penserà il partito? 

Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera?

Siamo stati appassionati, curiosi, magari un sgangherati negli ultimi tempi,

certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato,

l'orgoglio di un'appartenenza.  (Edo)

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  il tesserino di Roberto, ideatore del sito nostalgico.

Mi ricordo, si, io mi ricordo........

Sono entrato a “Paese sera” nei primi anni 60, nel 1970 ho iniziato a lavorare ai

servizi fotografici curando l’archivio-foto fino al 1994, data della sospensione

 delle pubblicazioni di “Paese sera”.

Perché questo sito?  Per amore, solo per amore

 

 

Un grazie di cuore, a tutti  i giornalisti, i poligrafici, e gli amministrativi

che mi hanno inviato foto storiche contribuendo a tenere viva la memoria

della nostra bellissima avventura…

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   Caro Roberto,

Ho appena ricevuto l'e-mail con il tuo lavoro su "Paese Sera". Una grande emozione!

Ho "sfogliato" solo alcune pagine e ho voluto subito inviarti questa risposta.

Leggerò il tutto con grande attenzione e ti farò sapere. Se posso contribuire ad arricchire

la "story" in qualche modo fammelo sapere.

Accidenti che bella soddisfazione. Per te e, di rimbalzo, per tutti coloro che hai voluto

ricordare con grande impegno. E "Quel c'era una volta un giornale..." con cui

Il Messaggero ha aperto una delle due finestre dedicate a "Paese Sera" fa venire i brividi.

Ciao e a presto. E un grande abbraccio per tutto ciò che stai facendo.

Arnaldo Agostini (11 feb. 2009)

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   Carissimo Roberto,

E’ un piacere ritrovarti. In realtà avevo già visto e visitato il tuo sito qualche giorno fa,

dopo la segnalazione di Giuseppe Toti, “arrabbiatissimo” dopo aver notato che c’era la

mia foto e non quella sua e di Stefano Barigelli. Gli ho spiegato che evidentemente non

aveva lasciato il segno. Ho poi detto anche a Enrico Testa, oggi in Rai, del sito e

sicuramente avrà navigato. Vado velocissimo perché ho il tg che incombe, grazie mille

per la mail e…. non perdiamoci di vista. Cercherò di dare un’occhiata al materiale che

ho, tieni presente che sicuramente ho qualche raccolta di Paese conservata.

 Un abbraccio 

Marco Alcini (8 gennaio 2009)

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   Ciao,

Che bello che qualcuno abbia pensato di mettere sul web un po' della vita del nostro giornale.

Io, forse, non ti ho neanche conosciuto bene, ma, teniamoci in contatto.

Ciao,

Fernanda Alvaro (7 gennaio 2009)

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   Ciao,

Mi chiamo Giovanna Antonelli e anche io mi posso definire una "figlia" di paese sera…

Era il 93 e Paese Sera è stata la mia prima vera esperienza giornalistica. Sono entrata come

stagista: venivo dalla LUISS e venni inserita nella redazione Società con massimo conte.

È stata un'esperienza bellissima e formativa: e andò così bene che dopo lo stage mi venne

proprosto un contratto con la redazione Area Metropolitana , il capo era Andrea Di Leo.

Rimasi lì finche putroppo il giornale chiuse….

Beh adesso continuo a fare la giornalista e lavoro a rainews 24.

Negli anni ho incontrato di nuovo tanti colleghi che sono passati per questo meraviglioso

giornale. Il mio grande maestro Pino Bianco che putroppo non c'è più: grazie a lui sono

diventata professionista. Mi presentò a Claudio Fracassi ed entrai nella redazione di

Ultime notizie”, altra esperienza fondamentale per la mia carriera. Poi ho alvorato a

Vespina Edizioni”: e li ho ritrovato Stefano Pacifici e Teresa Corsaro. E qui alla rai

c'è Mario Papetti, Marina Cocozza e con me a rainews Patrizia Morgani.

Nell'elenco dei dipendenti non ci sono… eppure c'ero. C'ero anche io, ovviamente non

ero professionista ero collaboratrice  (pur stando in redazione tutto il giorno….)

Saluti

E' stato bello leggere la tua paese sera story….

Giovanna Antonelli ( 4 giugno 2009)

 

ciao roberto!

grazie per il tuo interessamento... Lo sai? scavando nei ricordi sono riuscita ad inquadrarti bene.

Pensa che all'epoca del mio primo stage, era il 93, come ben sai Internet non esisteva e quindi

tu e il tuo archivio eravate un tesoro prezioso. Beh, mi capitò di dover fare una pagina speciale

su Mandela e De Clerck che all'epoca avevano vinto il nobel per la pace... e non avrei potuto

scrivere un rigo senza il tuo aiuto prezioso!!!! All'epoca avevo capito che eri innamorato del tuo

lavoro e di quel giornale.. e quello che stai facendo ora ne è la dimostrazione. ti abbraccio!!

Giovanna Antonelli ( 4 giugno 2009)

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     Caro Roberto,

Vorrei partecipare a questa tua inziativa con servizi nuovi, di denuncia che potrebbero essere

di attualità dando notizie fresche ai cittadini, insomma , farlo rivivere con le nostre forze, e

poi chi ci ama ci segue perchè la tua inziativa è stata veramente grande.

il mio numero di telefono è: ………….

così ti dico a voce le idee che ho per la testa. Chiamamiiiiiiiiiiiiii.

Un abbraccio,

Giuseppe Arnone ( 14 feb. 2009)

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     Ciao Roberto,

è proprio un bel lavoro! Mancano un po' di nomi ma in confronto a quelli che hai messo è ben

 poca cosa. Provo ad aggiungerne qualcuno man mano che mi vengono in mente. Papà mio,

tanto per cominciare, Nello Aurizi da affiancare al mitico Franco Fatone. Osvaldo ,

Aldo Quaglierini, Pina De Luca Pina di Lena e il suo compagno Sergio Lironcurti.

Ciao, un abbraccio.

Giorgio Aurizi ( 14 feb.2009)

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    Caro Roberto,

al coro di riconoscimenti per il prezioso e appassionato lavoro che hai fatto aggiungo la

voce del segretario di redazione che si arroga il diritto di ringraziarti anche a nome dei

predecessori in quell'incarico (Berto Del Bianco e Enrico Palla) e del successore

(Giorgio Grillo), cari compagni  che non ci sono più. Arrivai al giornale a metà del '69

proveniente da Vie Nuove, dove avevo lavorato per 19 anni, 15 dei quali come segretario

di redazione. Andai prima agli interni, poi mi affidarono le pagine speciali e infine andai a

 fare quello che sapevo fare meglio, appunto il segretario di redazioine. Lasciami nominare

 i miei più diretti collaboratori: Silvana Ferraro, Maria Teresa del Monaco, Gianni Forlani,

 Donatella Doppieri, Cristina Severini, Franchina Cervetti e, distaccata alla direzione,

Lia Salvarani. Che destino fortunato il mio, aver lavorato a stretto contatto con direttori

come Giorgio Cingoli, Arrigo Benedetti, Peppino Fiori, Piero Pratesi. Ma se dovessi

semplicemente nominare quanti uomini di valore e amici e  compagni ho incontrato nei miei

15 anni di Paese Sera dovrei fare un elenco di poco inferiore a quello che hai raccolto tu.

Ancora grazie, caro Roberto. Un po' di nostalgia fa bene.

Cosmo Barbato ( 11 maggio 2011)

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    Bello il sito, un piacere rivedere tanti amici. Allo sport c'ero anch'io, ho fatto

anche il capo fino alla prima chiusura quando eravamo alla galleria Ina, complimenti.

Stefano Barigelli (17 dicembre 2008)

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     Ciao Roberto,

Gregorio Catalano mi ha detto di questo sito. Un pomeriggio di nostalgia. Per quanto mi

riguarda, una piccola inesattezza: dopo il grande Spadini sono stato io il "vaticanista" di

Paese Sera, fino alla chiusura del 1983; e  successivamente al Tg3 fino al 2000. Sono

approdato in Rai nel 1986, dopo tre anni di disoccupazione nera e grazie ad una sentenza

del Pretore del Lavoro. Sandro Curzi mi ha aiutato e poi lanciato, oltre che come cronista

del Papa, negli anni del crollo del socialismo all'Est: Polonia,Cecoslovacchia, Ungheria.

Le mie basi erano solide, quelle di Paese Sera, appunto. Erano altri tempi e non ci si

sentiva soli.

Grazie per il lavoro che hai fatto.

Carlo Benedetti (13 gennaio 2008)

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    Caro Roberto,

Ti ho ritrovato per caso, grazie per lo splendido lavoro  che hai fatto. Sono orgoglioso di

aver lavorato in quel grande giornale.

Ti abbraccio,

Vito Biello  ( 24 feb. 2008)

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Caro Paese Sera,

forse tu non ti ricordi di me, ormai sono passati tanti anni da quando, bambina, mi capitava

di trovarmi nei tuoi uffici di via dei Taurini 19 al seguito del mio papà che lavorava per te.

Si chiama Virgilio Briotti, ed è stato tuo dipendente dal 1960 fino a metà degli anni ’70

lavorando prima alla sala telescriventi, poi in altri uffici (anche alla sala posta).

Ho saputo da un mio collega di lavoro dell’esistenza di questo sito e scorrendo l’elenco dei

dipendenti pubblicato ho visto che il suo nome non c’è.

Certo, con tutte le persone che, nel corso della tua storia, si sono avvicendate qualche

nome può sfuggire.

Io credo che al mio papà, ormai novantacinquenne, farebbe piacere essere incluso in

quell’elenco, si sente ancora parte di Paese Sera ed era molto contento quando sembrava

che, nel novembre scorso, le pubblicazioni sarebbero riprese.

Scusa se ti ho disturbato,  ti ringrazio e spero di poterti ritrovare in edicola…..  manca

proprio un giornale come te.

A presto

Rita Briotti ( 18 giugno 2009)

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    Caro Roberto,

Sono Gregorio  Catalano, ti ricordi ?, quello che fece quel famoso gol  al torneo dei giornali:

 giocavamo con la maglia dell’Unità e in otto contro undici battemmo l’Ansa al  campo Roma.

 Scherzi a parte, ti scrivo per ringraziarti del sito. Non puoi nemmeno immaginare le emozioni

che quelle immagini mi hanno dato. I miei dieci  anni a Paese Sera valgono più di tutti gli altri

messi insieme: ho lavorato alla Gazzetta dello Sport, al Messaggero ed ora sono al

Corriere della Sera. Se ti capita, vienimi a trovare in piazza Venezia 5 ( il telefono è………

 Tanti auguri di buon anno e un abbraccio,

Gregorio  Catalano (21 dicembre 2008)

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     Robertooo….grazie per la bella iniziativa! cercheremo di diffonderla ampiamente.

Una cortesia puoi aggiungere nel box dedicato a Roidi anche me tra i cofondatori di Lavorare,

oltre Agostini? E puoi dire sotto il mio nome che sono attualmente giornalista parlamentare e

che ho lavorato in cronaca a Roma prima che caporedattore a Rieti? Grazie ancora e scusa la

rottura (ma te la sei cercata...).

Un abbraccio

Luciano Cerasa ( 30 dicembre 2008)

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Caro Roberto, leggendo, con grande pena, della morte di Mario Lenzi, ho scoperto il tuo sito,

con le glorie, gli affanni, i drammi del nostro giornale. Ero una giovane laureata molto

precaria che lavorava in un trimestrale napoletano di storia del giornalismo come segretaria

di redazione, quando Ennio Simeone e Gennaro Pinto mi dissero del progetto di riaprire la

redazione napoletana di Paese Sera (eravamo nel 1975). Dopo molti mesi (nel frattempo,

a gennaio del '76 era nata Repubblica) e molte ansie, finalmente la nostra avventura iniziò

il 1° giugno del 1976, con Ennio Simeone caposervizio, Gennaro Pinto responsabile

dell'amministrazione, ed io responsabile della segreteria di redazione e dei servizi tecnici.

Sono stati anni esaltanti, duri, "matti e disperatissimi", che hanno lasciato un segno  indelebile,

un senso di appartenenza mai più riscontrato nei lavori seguenti (lavori, appunto, anche se

svolti con passione). Il passaggio dalla stampa a caldo a quella a freddo, le prime "nuove

tecnologie", i grandi eventi vissuti da dentro, poi la crisi, la lotta, l'autogestione, le

cooperative, il consorzio, il ridimensionamento sempre più evidente: Paese Sera è sempre

stato al centro di quei dieci anni di vita vissuta con intensità insieme a tutta la redazione

napoletana, che ho lasciato il 30 giugno del 1986.

Antonella Chieffo (19 gennaio 2011)

 

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    Carissimo Roberto,

Voglio ricordarmi a te che hai fatto questo bel lavoro su Paese Sera.

Sono Ivano Cipriani, entrai a Paese come collaboratore nel 1956 e fui assunto come critico

televisivo (nonchè responsabile di un paio di pagine alle Provincie) nel 1958, in qualità di

praticante. Divenni professionista nel 1960. Ne sono uscito da prepensionato nell'81. Ho

successivamente collaborato, ancora come critico televisivo al Paese Sera di Agostini e

Foa. Tra il 1960 e il 1981 sono stato sempre critico televisivo e responsabile di questo

settore, ho dato vita e redatto il Supplemento RadioTv (che andava anche all'Ora), sono

stato caposervizio agli spettacoli (1968-1971), editorialista e inviato e saltuariamente critico

cinematografico e teatrale. Paese Sera è il pezzo più importante della mia vita. (Dopo il 1981

ho lavorato come docente universitario di ruolo, prima alla Sapienza e poi a Roma tre,

insegnando comunicazioni di massa. Pensionato nel 98 ho diretto l'Ufficio stampa dell'Istituto

Universitario di Scienze Motorie di Roma e ne sono uscito nel 2003. Adesso ho ottantadue

anni e tre nipotini.Collaboro a un paio di riviste.

Grazie per il lavoro che hai fatto.

Un abbraccio,

Ivano Cipriani ( 5 marzo 2008)

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    Caro Roberto,

Sono entrato all'editrice Il Rinnovamento nel 1972. Non ero soltanto al Tritone, ma a via

dei Taurini con Spicciariello alla direzione commerciale e con Terenzi. Ho seguito i Grandi

servizi di Paese Sera (libri), Caro Anno Nuovo, sono stato responsabile dello Speciale

Viaggi, del Cambiacquista, ho seguito i lanci delle redazioni locali di Perugia e Terni, Firenze

e Napoli. Mi dimisi nel 1980 prima della grande crisi.

Non ti conosco, non ti ho conosciuto in quegli anni, mi fa piacere che ricostruiate la memoria

di Paese Sera, è un pezzo importante anche della mia vita.

Se senti di nuovo Claudia Terenzi salutala da parte mia. Ho un ricordo nitido di Amerigo come un

ricordo drammatico del'assemblea a via dei Taurini quando Cervetti ci annunciò che era finito

il ruolo strategico di un giornale fiancheggiatore. Era piccolo Cervetti e parlò sopra un bancone.

Io ho continuato il mio mestiere di comunicatore. Sono a Grosseto, responsabile della

comunicazione per la Provincia.

Dovrei avere molto materiale in archivio di quegli anni. Te lo fornirò in digitale.

Mi emoziona pensare che il mio, il nostro giornale potrebbe tornare in edicola.

Ho imparato molto in quegli anni, Un patrimonio di conoscenza accumulato accanto a tante

grandi persone. Sono in contatto con Bruno Manfelotto che è direttore de Il Tirreno e ha

casa a Capalbio. E tante altre cose...tantissime.

Un abbraccio.

Massimo Cipriani (12 gennaio 2008)

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    Caro Roberto,

Mi ha fatto enorme piacere reincontrarti su Facebook e ho apprezzato molto la tua iniziativa.

Ti ricordo sempre nel posto più bello di tutta la redazione, l'archivio, dove riuscivi sempre a

trovare la foto giusta per tutte le esigenze, anche quelle più strane che mi venivano in mente.

E poi andavo da Franca per creare le pagine. Mi piacevano gli scontorni e le facevo impazzire.

Ma ci divertivamo anche tanto! Ora sto in un'agenzia e il lavoro è tutto diverso, molto meno

creativo e meno coinvolgente...

Un affettuoso saluto

Teresa Corsaro ( 14 gennaio 2009)

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    Caro Roberto,

Posso dire di aver cominciato la mia carriera giornalistica nel glorioso  Paese Sera .

L’emozione è stata forte nel rivedere tanti visi che avevo quasi dimenticato.

Ricordo, che Paese sera era così povero, che quasi bisognava pagare per lavorarci.

Complimenti, veramente forte il tuo sito.

Maurizio Costanzo ( 16 dicembre 2008)

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Ciao Roberto,

sono la figlia di Turbine Corvesi (lui non c'è più) di Paese Sera che lavorava insieme a

Renato Annini in officina e a Vincenzo Pietrini.

E' stata una grande emozione rileggere la storia di Paese Sera...che è poi la nostra storia.

Noi siamo cresciuti alla Gate, con i compagni che ci facevano festa e tutto si svolgeva in  un

clima affettuoso, solidale. Erano altri tempi ed era gente vera.

Grazie per l'emozione da parte di tutta la mia famiglia.

Nadia Corvesi ( 18 giugno 2009)

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    Intanto complimenti per il sito. C'è tanto cuore in questa ricostruzione che ha il

 Sapore dell'amarcord e che racchiude un pezzo importante della storia dell'informazione

in Italia e della nostra vita. Capisco anche la difficoltà di ricostruire tutto e, quindi, non prendere

come critica quello che dirò a proposito della presenza dell'edizione napoletana di Paese Sera.

Citare per la redazione napoletana i soli Sergio Gallo, Eleonora Puntillo e Franco Nocella

mi sembra un po' poco. Non faccio altri nomi, ma ce ne sarebbero tanti ancora  che

meriterebbero di Essere citati.

Sono entrato a Paese Sera il primo febbraio 1979 come responsabile dell’edizione notte di

Napoli del giornale, e dopo un anno fui nominato capo della cronaca di Napoli che ho mantenuto

fino all’annuncio della chiusura, durante l’autogestione e infine nella fase gestita dalla cooperativa.

A parte questo, nel giornale e fuori ero conosciuto non solo come una firma, così come capita a

tanti colleghi della carta stampata, ma anche con il mio volto perché Peppino Fiori, che, come sai,

veniva dalla Rai, volle le rubriche settimanali con le foto di chi le curava, e io ebbi l’onore di

vedere durante tutta la sua direzione la mia foto sul giornale accanto alla testatina “Qui Napoli”.

Lasciai il giornale nel 1988, quando, dopo una lunga resistenza, mi resi conto che si era esaurita

anche l’ultima possibilità di mantenere in vita il giornale. Mi dimisi senza avere alcun posto di

lavoro pronto, perché volli che il rapporto con il giornale si mantenesse limpido e trasparente,

tant’è che solo nel maggio 1990 fui assunto al Mattino. Per la redazione di Napoli passò il fior

fiore di giornalisti, tante furono le tensioni ma quante belle pagine di giornalismo furono scritte

in quegli anni. Io, pur non dimenticando nulla, amo sempre ricordare il meglio di quella lunga e

irripetibile esperienza. Ti saluto con cordialità.

Matteo Cosenza  ( 21 gennaio 2009)

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  Carissimo Roberto,

Bello riavere il nostro Paese Sera dove ho lavorato per anni! Io continuo a scrivere, è appena

nata una collana mia con gli Editori Riuniti university press, la “Collana Delfini” con i primi

due libri, una ristampa aggiornata di “Insetto sarai tu” (dis. di Forattini) e “ Mollusco sarà lei”

(dis. Di Maria Pia Di Marco). Ma quanto vorrei scrivere ancora sul caro Paese Sera!

E il cartaceo verrà mai qui a Grottaferrata? Auguri, auguri!

Mirella Delfini ( 12 marzo 2010)

 

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      Caro Roberto,

 Con clamoroso e colpevole ritardo scopro solo ora la tua Paesesera story proprio mentre

 incontro – dopo 35 anni ! – Giacinto Borelli mio compagno di doppio quando vincevamo

 tutte le coppe Gate al torneo di tennis.  E’ un bel tuffo nel passato (irripetibile non tanto

 per la dimensione tempo ma perché redazioni come quelle non esistono più), un percorso

 che procura insieme a un filo di commozione dovuto all’età un certo orgoglioso entusiasmo

 anche se si inciampa in qualche inevitabile sassolino.

Come quello di scoprirmi tra gli impaginatori, ruolo che non ho mai ricoperto anche se

sarebbe stato bello lavorare con colleghi del calibro di Giulio Cesare (Italiani), Giorgio

(Forattini), Franco (Bevilacqua). In compenso sono stato un po’ in tutti i settori del

giornale fino a redattore capo centrale dal 1969 al 1975 quando partii per dirigere la

redazione fiorentina, una idea di Amerigo Terenzi che a quelle quattro pagine teneva

tanto : e a proposito mi spiace che dell’edizione di Firenze (dalla quale partì proprio

Fiamma Nirenstein) non vi sia traccia nel sito. A parte questa dimenticanza applausi

e ringraziamenti a te che mi hai fatto ripercorrere un sentiero di vita ormai relegato

ai sogni con molti volti ai quali sono stato affettuosamente legato – lavoro e amicizia –

dai big (Lenzi, D’Amico, Dietrich) ad altri come Angela Fais con la quale ingaggiavo

una divertente gag sulle matite spuntate e l’ultima fu proprio poche ore prima che

salisse su quel maledetto aereo. Con un caro e riconoscente saluto ti mando anche

il raccontino di un pezzo di storia del giornale che pochi conoscono e pochissimi ricordano.

Sergio Di Battista (4 giugno 2011)

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   Caro Roberto,

non puoi immaginare con quanto piacere ti ho risentito.

Sono stato tutto il pomeriggio a "rivivere" parte della mia vita emozionato come raramente

mi capita.

Ti sono personalmente grato e credo che lo saranno tutti i compagni d'avventura che avranno

occasione di fare questo dolce e un nostalgico viaggio. Solo per amore...solo per un giorno:

riproviamoci! Ciao, a presto.

Luigi D’Ulizia ( 23 dicembre 2008)

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   Carissimo,

Anche io sono stato a Paese Sera dal 1960 al 1983. Mi hai dimenticato , ma  non importa ,

semplice disguido. Sistemami per benino.

Quanto prima ti invierò la  foto del mio tesserino di Paese Sera ed una foto stupenda di una

manifestazione con lo striscione  di Paese Sera. Se credi opportuno puoi contattarmi al n….

Grazie di quello che hai fatto. E' stupendo.

Alfonso Di Frischia ( 21 dicembre 2008)

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    Ho scoperto con molto piacere il sito su Paese Sera.

 Io fui chiamato da Stefano Pacifici in cronaca e poi (pochissimo!) in spettacolo. Dovevano

 essere gli anni 1991-94. Nelle foto ho riconosciuto tutti i vecchi amici che ora ho finalmente

 ritrovato grazie a Facebook! Di professione, non faccio il giornalista (a parte qualche

 collaborazione), ma il docente universitario. Eppure conservo con molto affetto e simpatica

 il ricordo di quegli anni!

 Un caro saluto

Alessandro Di Profio ( 1 marzo 2009)

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   Caro Roberto,

Figurati, quali bacchettate. Stai facendo un lavoro prezioso per la memoria di molti.

Comunque, sono stato a Paese Sera nel 1992 (dopo un precedente periodo di

collaborazione da Firenze) come vice capocronista (assunto solo gli ultmi tre mesi, ma

direi che poco importa) per la cronaca nera e giudiziaria.

In seguito sono andato a "Prima Comunicazione", sono stati al gruppo Giunti, editore in

proprio con alcuni amici, direttore del "Corriere di Firenze" e della "Voce di Rovigo" e

dal febbraio del 2008 di nuovo a "Prima".

Un abbraccio

Cristiano Draghi ( 11 gennaio 2009)

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    Caro Roberto,

Leggo (segnalatomi da mia figlia) il tuo paeseserastory. Per chi, come  me (e come te) è

entrato in quella magia fatta di professionalità ed entusiasmo, ripercorrerne le

vicende, ricordare persone e fatti, è stato un tuffo nella memoria e nella nostalgia.

 Non posso che farti i complimenti per questo lavoro che a distanza di anni testimonia un

amore che non finisce mai.

Negli ultimi tempi,  ho avuto modo di rinfrescare la memoria con vecchi colleghi e figure

storiche come Pucciarelli, Magagnini, il povero Parpaglioni, Lenzi, Petrovich...Gli anni più

gloriosi e ruggenti di via dei Taurini. Dopodichè è cominciata la discesa...

Per quanto mi riguarda vorrei fare una piccola precisazione: al Corriere Adriatico sono

diventato direttore responsabile nel 1997(alla morte di Paolo Biagi) e poi direttore editoriale,

fino al momento della pensione nel 2001. Successivamente, per 2 anni,direttore di Lombardia

Verde, importante mensile di categoria della Regione.

Comunque caro Roberto, di nuovo complimenti. Vedo dalla foto che anche tu da pischelletto

col baffino hai messo su la barba bianca. Teniamoci strette le memorie perchè noi abbiamo

cose da raccontare con orgoglio, in questo paese sempre più di merda. Ciao.

Sesto Egidi ( 16 gennaio 2009)

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    Caro Roberto,

E’ stato un  bel tuffo nel passato e nei ricordi; accidenti come passa il tempo. sì ho una foto

del tempo della crisi, sto dietro uno striscione del consiglio di fabbrica di paese sera ai tempi

in cui l'inps ancora non ci dava la cassa integrazione. devo solo trovare il tempo di farla mettere

in uno scanner e poi te la mando via mail. io continuo a lavorare nel mondo della pubblicità e ne

avrò ancora per una decina di anni... se va bene. ciao, a presto.

Roberto Fachechi ( 13 gennaio 2009)

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Caro Roberto, sono Giorgio Fasan figlio di Italo.

non è facile darti del lei, per via del comune "amore" e riconoscimento che ognuno di noi ha e

deve avere per una testata come Paese Sera che non solo rappresenta più di ogni altra testa

gran parte della storia del giornalismo italiano ma che fa parte dell'immaginario di noi "ragazzi

di quegli anni" che avevamo un sogno: la possibilità di un mezzo di comunicazione che

raccontasse quello che altre testate non volevano e non  "potevano" raccontare.

Mio padre Italo è stato tra i fondatori di quel "giornale di via 4 novembre", con Tommaso Smith

(grande direttore de Il Paese) e tanti altri allora giovani e intraprendenti giornalisti, che come

giustamente racconti, sono oggi nel fulcro del giornalismo italiano...certo gli anni gloriosi di

Paese Sera, una sorta di Quarto Potere nostrano, sono finiti da anni ed è giusta ed importante

l'opera di memoria che hai messo in piedi. Io ho diverso materiale fotografico di quegli anni ed

ho sopratutto la memoria di molti aneddoti di quegli anni. Negli anni '50 con la famiglia ci

trasferimmo al Villaggio dei Cronisti sulla Cassia e lì continuai ad avere contatto con la storia del

giornalismi italiano (Coen, Tamburello, Capriotti ecc.)...Meno di trent'anni dopo fui tra i 68

fondatori de La Repubblica di Eugenio Scalfari, come dire: la storia si ripete. Diversi giornalisti

di quegli anni d'oro del giornalismo italiano li ritrovai più adulti, ed anche io ero più adulto delle

mie memorie, proprio nel quotidiano di Piazza Indipendenza (Giorgio Signorini, Giorgio Rossi,

Fausto De Luca ecc). E siccome la storia non smette mai di ripetersi oltre vent'anni dopo

La Repubblica, mio figlio Gabriele è tra il gruppo che "rimette in piedi" La Rinascita, storico

giornale fondato da Palmiro Togliatti...

Questo è un primo approccio e ti chiedo di avere l'onore ed il piacere di dare un contributo per

arricchire la memoria di Paese Sera. Dimmi se ritieni, come fare.

Un caro saluto e grazie

Giorgio Fasan  ( 7 feb. 2009)

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    Grazie per il tuffo in un bruttissimo, splendido, indimenticabile passato.

Mimmo Ferretti ( 15 dicembre 2008)

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   Salve, sono Maurizio Fiasco. Ho collaborato a Paese sera dal 1983 al 1989,

curando una rubrica settimanale (usciva il lunedì) dedicata ai problemi e alla vita interna

ai corpi militari e di polizia ("Il cittadino in uniforme"). Barbara Minniti mi ha segnalato

la vostra iniziativa, che mi restituisce sia un ricordo nostalgico e sia una voglia di

ritrovare le persone che appartennero a quel bellissimo gruppo.

Come posso fare? Grazie e un caro saluto.

Maurizio Fiasco ( 21 gennaio 2009)

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    Caro roberto,

Mi ha cercato oggi una studentessa milanese per una tesi su Paese Sera e mi ha segnalato

il sito. L'ho visto e mi sono commosso. Hai fatto un grande lavoro, da cui emerge il tratto

fondamentale del giornale: era una comunità in cui la solidarietà di idee e di vita superava

le gerarchie. Un collettivo così non poteva che essere libero.

Vorrei che mi chiamassi a questi numeri: ……………..

Un caldo abbraccio,

Claudio Fracassi ( 31 marzo 2009)

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   Ciao, Roberto,

Il sito mi piace e penso che il lavoro da te fatto sia assolutamente fantastico. i colori sono

quelli di Paese Sera ed è organizzato bene, le uniche cosa che non mi piace sono le scritte

deformate "Paese Sera story" "sede di via del Tritone" ecc , ma se fosse perfetto, mi

ruberesti il mestiere!

Baci,

Franca Gazzola ( 2 feb. 2009)

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  Caro Roberto,

ho studiato anch'io alla scuola di Paese Sera dove sono stato assunto nel 1961 in cronaca di

Roma dopo due anni di volontariato . Ho poi fatto il vicecapocronista con Walter Buzzoli

(ho una bella foto con Luca Giurato e Claudio Fracassi ai loro inizi) e il vice caporedattore

con D'Amico-Lenzi-Petrovich.Ne sono uscito nel 1968 per passare, nel 1974, al Messaggero

(dove ho ritrovato Eric Salerno) come vicecapocronista e poi caporedattore.Ho conosciuto

quasi tutti i colleghi da te citati, più qualche altro che hai dimenticato come Alfredo Orecchio

e la sua Oretta Bongarzoni o Ermanno Rossetti, l'usciere che arrivò urlando dalle

telescriventi allo stranzone open space  dei caporedattori con l'Ansa che annunciava la morte

di Kennedy. Insomma sono stato in quella scuola per 11 anni.Peccato risultare assente!

Comunque grazie per il bel documento che con un minuzioso lavoro hai messo in rete.

Un cordiale saluto,

Alberto Giuliani ( 4 feb.2009)

 

Caro Roberto,

grazie per l'aggiornamento. Ho anch'io la bella pagina del  "Com'eravamo" (1993) con il pezzo

di Livi e la foto-gruppo scattata sul terrazzo di Via dei Taurini.  Per arricchire il file, farò

scannerizzare e ti invierò un altro paio di foto "storiche" Quella ghiotta , come ti ho già

accennato, ritrae una visita di studenti in cronaca,ci sono io che come vice capocronista li

catechizzo, e,ai miei fianchi, Luca Giurato e Claudio Fracassi alle prime armi. Quanto a me,

lasciato da qualche anno Il Messaggero con la qualifica di caporedattore dell'ufficio centrale,

attualmente   insegno come docente-tutor alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss

Guido Carli, di cui è presidente Paolo Graldi.

Grazie, e  ancora complimenti.

Alberto Giuliani  ( 4 feb. 2009)

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   Ho lavorato a Paese Sera dal 1970 al 1986, fino al 79 sono stato in spedizione

durante la produzione notturna (capo ufficio diffusione Spartaco Gigliarelli), nel Marzo 79

sono stato assunto dall'editrice "Il Rinnovamento" e per circa due anni ho ordinato l'archivio

delle copie arretrate nell'appartamento in Via dei Caudini, in seguito trasferito in diffusione,

nella sede di Via Tiburtina, insieme a Gigliarelli,  Ranucci, Silvi, Barani, Pascucci e altri. Nel

Gennaio 1983 sono tornato, con tutto l'ufficio, in Via del Tritone. Ho lasciato Paese Sera nel

Luglio dell'86 per andare a Repubblica. Attualmente lavoro nel Gruppo L'Espresso e sono

Ispettore di Tipografia. Mio padre era Cataldo, a Paese Sera dal 1956 al 1979 come autista

e meccanico. Ciao,

Tonino Giuliani  ( 19 marzo 2009)     

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   Carissimo,

Il sito è fenomenale, non ti nascondo che mi hai quasi fatto piangere.

All’epoca ero un ragazzino e l’esperienza a Paese Sera è stata bella e indimenticabile.

Ti abbraccio calorosamente,

Luca Giurato  ( 16 dicembre 2008)

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   Caro Roberto,

Hai fatto davvero un bel lavoro! Quanti ricordi, soprattutto belli, il mio vero inizio e

collaudo, dopo gli anni alla BBC. Rimane, Paese Sera, la mia scuola fondamentale.

Resta una mia grande esperienza personale e un patrimonio senza pari del giornalismo

(ridotto com'è oggi!).

Caro Roberto, ammiro la tua passione per quel gran pezzo della nostra vita e ti ringrazio

delle parole eccessivamente generose che mi hai riservato. Sono contento anche delle altre

adesioni alla tua meritoria opera.

Paese Sera era sì un giornale povero rispetto a quelli del capitale, ma aveva dietro un grande

partito e un grande paese.

Appena ho un minuto - giro l'Italia presentando i miei documentari video su situazioni di

guerra, di rivoluzioni e di crisi e anche i miei libri in proposito - cerco qualche foto e ti mando

le 30 righe. Ottimo Roberto, grazie degli aggiornamenti e complimenti per la risonanza del

tuo gran bel lavoro.

Con affetto e ammirazione,

Fulvio Grimaldi ( 4 gennaio 2009)

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    Caro Roberto,

Ti ringrazio molto e con te tutti i colleghi per l'invito alla bella festa che state per celebrare

il 3 aprile. Purtroppo io non posso venire considerando la mia età. Per di più io vengo

raramente a Roma, perché  passo la maggior parte del mio tempo a Cortona.

Ho apprezzato molto  il tuo sito e sono contento che abbia scatenato la nostalgia dei giornalisti

e dei poligrafici che hanno lavorato con noi tanti anni fa. Davvero è stata una grande stagione

e più il tempo passa più risalta, per virtù di contrasto con gli anni tristi che stiamo vivendo.

Tanti auguri a te e a tutti gli altri per il 3 aprile e per tanti anni e decenni che seguiranno.

Mario Lenzi ( 23 marzo 2009)

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Caro Roberto, complimenti per questa titanica opera di memoria che hai costruito. Sono il

direttore del Quotidiano della Basilicata e spero che un giorno trovi uno che documenti i

miei giornali con la tua stessa passione.

Sto lavorando all'ipotesi di un libro su Carlo Rivolta, che per breve tempo lavorò a Paese Sera.

Se mi puoi aiutare tu o qualcuno che lo conosceva bene te ne sarò grato. Complimenti ancora.

 Mi piacerebbe conoscerti a prescindere dalle mie ricerca.

Un caro saluto

Paride Leporace ( 7 giugno 2009)

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Mi chiamo Luciano Luongo, sono un giornalista professionista di 43 anni, addetto stampa del

Comune di Pontedera. So che per il giornale non è stata una cosa epica.... ma per me resta un

grande onore..: anche io sono stato collaboratore di Paese Sera.

Ho collaborato per l'edizione fiorentina - giudata da Piero Meucci - del quotidiano nel 1987-1988

(fino a quando non divenni corrispondente dell'Unità da Pisa). Mi occupavo di università e scienza.

Ma il mio pezzo più importante rimase una intervista (una esclusiva in occasione della lavorazione

a Pisa del film "Il piccolo Diavolo") a Roberto Benigni che fu pubblicata il primo giorno della

rinnovata edizione fiorentina ( mi pare nel febbraio del 1988).

Se riparte Paese Sera sarei lieto di collaborare ma non sono alla ricerca di lavori diversi da quello

che faccio a Pontedera dove sono assunto come addetto stampa a tempo indeterminato.

Cordiali saluti, ti ringrazio tantissimo.

Luciano Luongo ( 12 feb. 2009)

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    Caro Roberto,

è stata la figlia del grande Amerigo  Terenzi – a segnalarmi la tua iniziativa,

il sito, la storia, le foto che testimoniano quegli anni eroici e indimenticabili. Grazie.

Costruire la memoria di quello che siamo e di ciò che siamo stati è una delle ragioni per cui

Vale la pena vivere e impegnarsi. Come sai, ho cominciato a fare il giornalista proprio a

Paese Sera dove ho passato dieci anni meravigliosi, dal 1970  al 1979, due da “collaboratore

volontario” (i “precari” non c’erano ancora...). Ho cominciato in Cronaca, naturalmente,

nera e bianca, con Ennio Palocci, Piero Passetti, il bravissimo Alberto Bertini, poi Walter

Buzzoli;  mi sono occupato di Scuola con Marisa Musu e Giorgio Dell’Arti; quindi ho bazzicato

il Transatlantico di Montecitorio con due fuoriclasse come Fabrizio Coisson e Renato Venditti;

infine ho inaugurato e diretto le pagine dell’Economia. Ho avuto la fortuna di impostare il

giornale con Giorgio Cingoli , Vittorio Nisticò e Aniello Coppola, il privilegio di andare a

scuola da Arrigo Benedetti. Avevo come compagni di lavoro, pensa un po’, Giorgio Signorini

e Lillo Spadini, Miriam Mafai e Gianni Rodari, Riccardo D’Amico, Franco Magagnini e

Stefano Petrovich, Giorgio Forattini, Giulio Italiani e Franco Bevilacqua, Elio Pagliarani e

Ivano Cipriani, Piero Dallamano e Gianfranco Corsini, Daniele Del Giudice, Elisabetta Rasy

e Fiamma Nierenstein,  Paolo Graldi, Paolo Pozzesi, Carlo Rivolta, Pino Bianco e Giuseppe

Rosselli, e riempirei tutto il web se elencassi – come tu hai fatto nel tuo commovente sito –

tutti i campioni che hanno fatto grande Paese Sera e poi i giornali dove si sono trasferiti dopo.

Credimi, e io che di aziende ne ho girate te lo posso dire: una squadra di quel livello in giro

non ce n’è. Lasciato Paese Sera sono approdato a Panorama chiamato da Claudio Rinaldi

e poi con lui ci siamo trasferiti all’Espresso. Qui sono tornato un anno fa da direttore dopo

aver guidato la Gazzetta di Mantova e il Tirreno di Livorno da dove, anni e anni prima,

erano partiti tanti bravissimi giornalisti per Paese Sera guidati dal papà di tutti noi,

Mario Lenzi. E per un anno,  pensa un po’, sono stato il direttore editoriale dei quotidiani

locali del Gruppo Espresso: proprio il lavoro che aveva fatto Lenzi dopo averla inventata

quella formidabile catena di testate. Vedi come la memoria aiuta a ricostruire la storia, a

rintracciare un filo che lega insieme tante avventure, a cogliere l’intelligenza che unisce

vicende personali e professionali apparentemente lontane?

Sono contento, grazie al tuo sito, di aver ritrovato il mio Paese Sera. Lo ripeto sempre: il

90 per cento di quello che so fare l’ho imparato lì, ai tavoli di fòrmica verde al terzo piano

di via dei Taurini 19. E ne sono orgoglioso. Ti abbraccio Roberto. E la prossima volta che

organizzate una rimpatriata, non vi dimenticate di me.

Bruno Manfellotto (2 agosto 2011)

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Ciao, mi chiamo andrea mataldi e mio padre Amedeo ha lavorato con la gate a paese sera

dal 1977 credo, fino a quando poi paese sera e l'unità si staccarono e lui rimase in via dei

taurini con l'unità. Lavorava in pubblicità e poi ai correttori di bozze. Io ho riconosciuto

qualche nome di quelli che ho visti sul sito.

Ti ricordi mio padre amedeo mataldi?

Ciao e grazie. Il sito è bellissimo.

Andrea Mataldi ( 11 feb. 2009)

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    Ciao,

 Ho visitato il sito dedicato al 'Paese'. E' splendido, complimenti. Ho visto anche le

foto della riunione alla Garbatella. Peccato non averlo saputo. Ho passato a Paese sera gli

anni del mio noviziato e forse anche i piu' divertenti della mia carriera.  E della testata resto

innamorato. Ho ancora tutti i numeri su cui ho scritto coinservati in un polveroso baule a

casa di mia madre. E' stata davvero un'emozione vedere il mio nome tra quelli di chi ha

partecipato all'avventura di un giornale unico. Sebbene io sia arrivato nell'ultima fase, quella

un po' piu' povera. E' vero, volevamo cambiare il mondo. Forse non ci siamo riusciti. Ma

neanche il mondo ha cambiato noi. E questa mi pare gia' una bella vittoria. Ti abbraccio e ti

ringrazio per il regalo. E alla prossima riunione stai sicuro che ci saro'."

Un abbraccio,

Gianluca Maurizi ( 13 aprile 2009)

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   Sei grande, Robbe'. E' vero, è stato bello esserci.

Se puoi stai appresso a Giorgio Aurizi al quale ho affidato alcune , per me, preziose fotografie-

Quella con Berlinguer potrebbe anche comparire sul Paeseserastory

ciao,

Sandro Mazzerioli ( 6 aprile 2009)

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    Carissimo Roberto, 

Su segnalazione di Arnaldo Del Papa sono appena entrato nel sito...

e solo per una decina di minuti...  Prima di chiudere il pc mi premuro di mandarti questa mail –

Intanto il mio più caloroso abbraccio con i piu sinceri e commossi complimenti...  col solo

rammarico di notare che mi hai dimenticato...!!!!  d'altra parte sono stato solo il PRIMO

dimafonista...., piccolo, brutto e nero.Ti aggiungo che i 62 sono suonati anche per me eh!!! 

Un abbraccio caloroso..

Massimo Menna ( 12 feb. 2009)

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    Caro roberto,

Sono ben contenta delle reazioni. paese sera era un giornale che tutti abbiamo amato,

altrimenti forse avremmo guardato altrove ben prima delle sue tante chiusure...

intanto ho aperto su facebook un gruppo di ex. ne ho beccati per ora solo 4, ma cresceranno.

purtroppo non ho nulla della vecchia redazione, neanche una foto! e pensare che abbiamo

cominciato con buzzoli che veniva a ostia tutti i giorni e poi continuato da soli per tanti anni...

chissà, forse qualcosa uscirà fuori...intanto complimenti per il tuo lavorone e un caro abbraccio.

Barbara Minniti ( 7 gennaio 2009)

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Buongiorno,

Mi chiamo Furio Morroni, sono un giornalista dell’ANSA da poco andato in pensione ed ho

cominciato questo mestiere lavorando anch’io nella gloriosa Cronaca di Paese Sera nel

novembre 1970. Per puro caso mi sono imbattuto nello splendido sito che è stato allestito per

ricordare il giornale e le persone che lo hanno reso grande ed esplorandolo ho ricordato con

molto piacere amici e collghi che non vedevo da 40 anni. Ho però anche notato che il mio

nome non è inserito nella lista di quanti hanno lavorato a Paese Sera e sarei davvero molto

grato se anch’io potessi entrare a far parte – anche se tardivamente – di questa grande famiglia.

comincia a collaborare con la cronaca di Paese Sera nel novembre 1970 quando il giornale e la

tipografia erano in via dei Taurini. All’epoca il direttore era Giorgio Cingoli ed il mio redattore

capo era il caro Ennio Palocci che inizialmente mi affidò servizi di cronaca di quartiere da

Montesacro. Ho avuto tra i miei maestri colleghi come Sandro Mazzerioli, Franco Poggianti,

Bruno Manfellotto, Michele Ragusa (poi diventato padre Michele), Giorgio Dell’Arti,

Alfonso Testa, Pino Bianco, Paolo Graldi, Giuseppe Rosselli e il fotografo Aldo Rossi, solo per

citarne alcuni. All’inizio del 1971 Palocci mi propose di andare a Frosinone per aprire lì la

nuova redazione provinciale del giornale insieme con il collega Oscar Da Riz. In seguito tornai

a Roma e collaborai per diversi mesi con gli spettacoli quandi il redattore capo era il caro

Alberto Bertini. Di quel lontano periodo, purtroppo, non dispongo di foto fatte insieme con i

colleghi ma ho conservato gelosamente la tessera numero 240 che mi fu rilasciata dalla

Segreteria di Redazione nel 1971 ( e che reca ancora i timbri a secco di quell’anno e dei due

successivi) e che invio in allegato. Spero di poter vedere anche il mio nome insieme con quelli

dei tanti colleghi che hanno contribuito a Paese Sera (anche se in effetti ho sempre avuto la

qualifica e lo stipendio da “collaboratore”.

(2 gen. 2012)

…………………….

 

Caro Roberto,

Innanzitutto ti ringrazio di cuore della tua risposta: è stato un vero piacere ricevere e leggere

il tuo messaggio e mi ha fatto risentire – dopo tanti anni che non vivo in Italia – “a casa”.

E grazie ancora per aver creato questo splendido sito internet per il nostro glorioso

Paese Sera che per me – come sono certo pure per te e per tutti coloro che hanno dedicato

un pezzo di vita più o meno lungo – è stato non soltanto un’avventura nel migliore giornalismo

italiano moderno ma anche un’avventura dell’anima. Non ho parole per rigraziarti…vedere

grazie a te anche il mio nome ed il mio volto insieme a quello di tanti amici e colleghi di quei

tempi mi ha ridato un pezzo di vita che credevo appartenesse ormai solo ai miei ricordi.

E un altro grazie perché – per merito tuo – qualcuno potrà leggere anche il mio nome insieme

con quelli di tanti altri amici e colleghi più grandi di me e sapere che a Paese Sera, tanti

anni fa, “c’ero anch’io”. Infine un ultimo grazie perché – con il tuo messaggio – anche a me

hai fatto scappare una lacrima. Anzi, due…

Un forte abbraccio, Furio

Furio Morroni (7 feb. 2012)

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Caro Roberto,

ho trovato per caso il sito su paese sera, e l'ho trovato davvero geniale, il fatto di ritrovare

così tanti documenti di un pezzo importante di storia italiana è davvero una cosa molto

importante per me. Mi presento, mi chiamo Maria Luna Nobile, sono un architetto,

dottoranda, sono nata in provincia di Salerno, ma vivo a Napoli. Ho visto e riconosciuto

in una delle foto uno zio di mia nonna, il capocronista Enzo Branzoli Zappi. Purtroppo lo

conosco solo attraverso i racconti dei miei familiari, dato che ho 27 anni e sono troppo

giovane per averlo conosciuto. Credo che lei lo abbia conosciuto, visto che in quegli anni

anche lui lavorava al giornale. E sarei molto lieta se mi dedicasse un attimo di tempo per

aiutarmi a ritrovare del materiale su di lui, foto, o anche ricordi e parole, solo per poter

ricostruire una piccola parte della mia grande famiglia. Mia nonna sarebbe stata molto

contenta di poter rivedere suo fratello su internet, cosa che aveva ampiamente anticipato,

la potenza di questo strumento è tale da poter riuscire a mettere in contatto persone da un

capo all'altro del mondo. E lei aveva uno spirito libero e molto avanguardista, credo proprio

come suo fratello.

Grazie comunque per avermi dedicato del tempo.

Aspetto una sua risposta,

Cari saluti

Maria Luna Nobile ( 24 feb. 2009)

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     Caro Roberto,

Ti invio alcune immagini fatte per Paese Sera. Hai fatto un lavorone complimenti.

Massimo Novelli (30 gennaio 2009)

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   Grande roberto, m'hai fatto ricordare un sacco di belle cose e di belle pagine.

Grande scuola, il vecchio paese, verissimo, oggi sono il direttore del quotidiano Il Romanista

e le foto so' tutte digitali, ma ricordo benissimo quelle vecchie buste giallastre di paese, piene

di scotch e di foto in bianco e nero...

Stefano Pacifici ( 26 dicembre 2008)

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 Carissimo Roberto,

Conobbi Paese Sera perché lavoravo a Roma nel ministero delle finanze (1965).

Conobbi per caso un redattore nortturno (Stefano Petrovich) era di origine istriana.

Trasferito nella mia città Benevento, sempre per caso, un giorno chiamai Paese Sera per

dare una notizia (parlai allora con Enrico Palla) e iniziai così la mia collaborazione.

Vedendo i nomi, i volti..tutto il resto,,,ho pianto per la nostalgia e la gioia. GRAZIE per

quello che hai fatto per me e GRAZIE da Paese Sera.

Nicola Palmieri (19 maggio 2009)

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   Ciao Roberto, sono Mario Papetti, ho visto solo oggi, 28 dicembre, il sito che

tu hai creato sul nostro grande grandissimo giornale. Ho provato una grande emozione e

 non ti nascondo che mi sono venute le lacrime agli occhi. Grande emozione anche per averti

"rivisto", per aver avuto tue notizie e questo vuol dire che la Grande famiglia di Paese Sera

c'è ancora. Continua in questa tua splendida iniziativa e conta anche sul mio contributo.

Con l'occasione ti mando i migliori auguri di buon 2009. Se vuoi contattarmi, mi farebbe

molto piacere sentirti, il mio cellulare è…. Ti abbraccio fraternamente... la Rai, purtroppo,

non è il nostro giornale.

Mario Papetti ( 28 dicembre 2008)

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Caro Roberto,

navigando su internet ho trovato il link al sito che hai creato su Paese Sera.

Il sito è ben documentato e ci sono tanti particolari (comprese le foto) che non conoscevo.

Puoi immaginare che emozione leggere anche di mio papà.

Come lui fece con il libro, la testimonianza di quegli anni irripetibili è, prima ancora che pura

ricognizione, un atto di orgoglio e di passione per un esperienza indimenticabile di cui essere fieri.

Grazie e se trovo ulteriore documentazione te la invio.

Un abbraccio

Loredana Parpaglioni ( 9 marzo 2009)

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    Ti ho riconosciuto nelle foto caro Roberto. Deliziosa iniziativa. Non poteva

 che venire da un brillante "cenerentolo" di una grande testata e una grande scuola che si

chiamava Paese Sera. Anch'io sono orgoglioso di averne fatto parte, seppure nei capitoli

finali, quando ormai era al suo declino. Ma ricordo con grande passione quel periodo,

indimenticabile, che in qualche modo sei riuscito a riportare nel presente. Te ne sono grato

 e ti saluto con grande affetto.

Raul Passaretti ( 31 dicembre 2008)

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    Carissimo,  Vorrei tanto ringraziarti per il lavoro fatto.

Anche io ho lavorato al Paese  sera (quattro anni alla redazione di Ostia come fotografo 1972-76,

sei mesi come usciere al terzo piano con Piacentini e Tigellino1976 e quattro anni alla GATE

in amministrazione con Enzo Fortini 1977-80).

Ancora grazie.

Guglielmo Persichini ( 30 dicembre 2008)

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   Ciao Roberto,

Sono Antonella Piperno quella che stava in cronaca. Comunque complimenti, ci hai fatto fare un

tuffo nel passato e anche venire un bel po' di nostalgia. Io adesso sono a Panorama,

professionalmente più tranquilla di sicuro, ma non mi diverto mica come ai tempi di Colli Aniene....

Un abbraccio,

Antonella Piperno (8 gennaio 2009)

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    Che emozione. Poter dire c'ero anch'io. Dal maggio del '70 fino a metà '74.

E prima  ancora nella redazione di Livorno, dal '67 al '70. Ho imparato il mestiere da Lenzi,

Passetti, Magagnini, Bertini, Benedetti. Ho conosciuto una stagione di impegno professionale senza

precedenti, ho vissuto fianco a fianco con colleghi che hanno scritto la storia di un pezzo importante

del giornalismo italiano.

Eravamo un gruppo di giovani della cronaca di Palocci e poi di Buzzoli. C'era Bruno Manfellotto,

Stefano Clerici Sandro Mazzerioli e tanti altri. Una pattuglia d'assalto che lavorava fianco a fianco.

e C'erano tanti personaggi speciali: Rodari, Rava, Marisa Musu, Iolena Baldini. Per citarne a

memoria solo alcuni e non tutti quello che lo meriterebbero. Mi resta ancora dentro un pezzo di

uella memoria, di quella esperienza, di quella stagione, di quella storia.

Franco Poggianti (17 gennaio 2011)

 

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   Guarda che se allo sport metti floriana bertelli e ti dimentichi di valerio piccioni,

francesco padoa, Stefano barigelli, di luca prosperi… non fai un buon servizio alla nostra memoria…

A presto, Grazie per l'iniziativa.

Luca Prosperi ( 23 gennaio 2009)

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  Ho visto il sito. Che commozione. Un abbraccio fraterno.

Gianni Ranieri ( 25 aprile 2009)

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   Ciao Roberto,

Sono Cesare Ranucci Ti ricordi di me? Ho lavorato a Paese Sera alla diffusione con Gigliarelli

Anche tu come Parpaglioni non mi nominate nella storia di Paese Sera ma io ho dei ricordi

Bellissimi e sono ancora orgoglioso di aver partecipato a quel gruppo di lavoro ti prego

d'inserirmi nella lista e di contattarmi.

Io sono in contatto con Dulizia, Brignardelli e a volte Malizia Mi piacerebbe fare una rimpatriata.

Ciao

Cesare Ranucci ( 22 gennaio 2009)

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   Caro Roberto,

Come stai? Dalla tua foto sul sito si direbbe molto bene.

Davvero molto carina questa idea del sito su Paese Sera. Tra quelli del mio "periodo",

l'ultimo purtroppo, la cosa sta girando molto. E anch'io ho un paio di foto che mi piacerebbe darti.

Te le posso mandare via mail? E poi: ma tu sei a Roma? Potremmo prenderci un caffè, uno

di questi giorni.

Un abbraccio e a presto.

Giampaolo Roidi ( 28 gennaio 2009)

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   Sono Fabrizio Roncone, non so se ti ricordi di me (io, di te, sì): arrivai a

Paese Sera alla fine del 1983, avevo 19 anni, e lì sono diventato adulto e giornalista.

Lavorai in cronaca, seguivo la nera, prima con Sandro Mazzerioli, poi con Walter Buzzoli

(i due capocronisti). Quindi passai allo sport. Mi farebbe piacere comparire in questa

redazione, quella dello sport (eravamo un gruppo di ragazzi che invece di prenderli, i buchi,

li dava). Dopo essere stato chiamato all’Unità, nel 1990, ed esserci rimasto fino al 1998, sono

passato al Corriere della Sera.

come mi avevi chiesto, ecco qui la mia foto: mi sono caduti un po’ di capelli e sono anche passati

molti anni… Quanto alla biografia (pur avendo cominciato in cronaca, preferirei essere inserito

nella redazione sport): a Paese Sera dal 1984 al 1989. Dopo la chiusura, passa all’Unità, dove

rimane otto anni. Dal 1998 lavora al Corriere della Sera, dove è inviato speciale.

Grazie. Sei stato davvero grande a inventarti questo sito.

A presto,

Fabrizio Roncone ( 26 dicembre 2008)

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   Caro Roberto, ho visto con piacere questa ricostruzione della storia di Paese Sera.

Sono rimasto sorpreso, però, dalla mancanza di ogni riferimento a mio padre Michele Salerno.

Non soltanto è stato a lungo uno degli editorialisti autori di Ventiquattro ore, capo del servizio

esteri e inviato, vice direttore responsabile, ma ha avuto un ruolo, come molti ricorderanno,

nel tenere in piedi il giornale quando gli avvenimenti di Budapest e poi di Praga hanno visto

l’esodo di molti giornalisti. Ti ricordo anche che dopo aver lasciato la direzione a fianco di

Fausto Coen è passato al consiglio d’amministrazione dal quale si è dimesso per non firmare

le lettere di licenziamento di numerosi dipendenti dopo il fallimento di Stasera, impresa

editoriale voluto da Terenzi e per la quale, alla fine, ha pagato Paese Sera.

Io ho trascorso 10 anni a Paese Sera prima di passare a Il Messaggero e di quel periodo –

dal ‘58 al ‘67 – ho un ricordo splendido.

Ciao

Eric Salerno ( 15 dicembre 2008)

 

Caro Roberto, ti ringrazio per quanto hai fatto. Sono appena rientrato a Roma per una boccata

d’ossigeno (una settimana) dopo tre settimane di guerra Israele-Gaza. Una annotazione.

A Paese Sera ho fatto soprattutto il cronista (e per quello venni assunto al Messaggero)

anche se scrivevo di tanto in tanto di altre cose. Forse sarebbe meglio spostarmi in blocco

dagli esteri alla cronaca. Se ci riesco in questi giorni cercherò le foto vecchie da mandarti.

Un saluto caro.

Eric Salerno ( 17 dicembre 2008)

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Ciao Roberto, sono Andrea Santini (Paese Sera 1969 - 1985). Arnone ha incontrato Enrico Singer

e gli ha detto del sito, e insieme mi hanno chiamato. Ho passato più di un'ora sul tuo sito

(bellissimo, complimenti vivissimi, e riconoscenza per il grande e importante lavoro che hai fatto),

ed ho provato vecchie emozioni, mai dimenticate. Soprattutto rivedendo i volti di molti che non

ci sono più, che hanno fatto la storia di questo mestiere e che, oggi si stanno sicuramente

rivoltando nella tomba.  Fammi sapere se posso esserti utile in qualche modo. Arnone mi ha

accennato ad un pranzo il 3 aprile. Fammi sapere, mi piacerebbe essere dei vostri.

Il mio cellulare è ……..

Un abbraccio,

Andrea Santini ( 24 marzo 2009)

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   Caro Roberto,

ti ringrazio per la promozione che mi hai dato nominandomi "Fotoreporter di nera

 e Dolce vita": è proprio vero!

Ho letto soltanto questa sera l'articolo che ti ha dedicato il Messaggero e le mail dei lettori

che si complimentano con te. Mi ha fatto anche piacere leggere la mail di Peppe Arnone,

dove afferma che i fotografi di Paese Sera hanno fatto scuola: è la verità e l'idea di raccontare

aneddoti, non è male.

Molte volte ho letto sulle mail del Messaggero lo pseudonimo Marameo... e pensar e che

dietro c'eri tu. Condividevo sempre i tuoi scritti.

Prossimamente, quando avrò un po di tempo per cercarle, ti manderò per il sito qualche altra

foto di avvenimenti particolari che ho fotografato per il giornale.

Attendo il mio inserimento tra quelli di via del Tritone. Ti saluto.

Angelo Scipioni ( 19 feb. 2009)

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   Ciaooooooooooooo. Sono Enrico Testa. Non sai che piacere vedere questo sito

e sapere che l'hai fatto tu. Ti ricordo sempre con grandissimo affetto e, ti giuro, lascerei la

Rai ora per ritrovarci tutti insieme. Un grandissimo abbraccio. Ti lascio anche il mio

numero: ……..lavoro a Saxa Rubra.

Enrico Testa ( 30 dicembre 2008)

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   Ciao Roberto,

L'ho visto, caspita che tuffo nel passato, quanti volti, quante chiacchiere,

ti ricordi? Avevo 19 anni e mi sembrava tutto così possibile, stare in mezzo a voi e crescere

e ridere o aspettare i servizi chiacchierando con te di tutto e di più! Sono contento di avere

conosciuto e vissuto quel periodo!

Francesco Toiati ( 14 dicembre 2008)

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   Ciao Roberto, complimenti per il sito e per il lavoro che hai fatto!

Quanti ricordi…Solo per dirti che allo sport, in via del Tritone, con Azzolini capo, c’eravamo

 anch’io, Alessandro Tommasi (figlio di Tommaso), Massimo Tecca (oggi telecronista a Sky) e

Pino Cerboni (oggi in Rai). Come capo, dopo l’uscita di Fabio Cortese, nell’87-88 avemmo

 Roberto Marino, ma non so che fine abbia fatto.

Un abbraccio

 Giuseppe Toti ( 12 feb. 2009)

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Ciao Roberto, ho letto con commozione la tua “Paese Sera story” e mi ha fatto piacere

sapere che sebbene siano trascorsi molti anni non ti sei dimenticato di mio padre che

spesso parlava di te con affetto e stima. Grazie per l’emozione che mi hai dato.

Cordiali saluti .

Claudia Treves (28 giu 2011)

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   Ciao Roby ,

Il sito è fantastico non solo ma mi ha fatto molto piacere vedere il mio nome citato.

Grazie sei un mito, spero di vederti presto. Un abbraccio,

Ti invio la mia foto: A presto,

Roberto Trinchieri ( 12 giugno 2009)

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Grazie Roberto. Grazie per quello che stai facendo per tutti noi.

Sono davvero commossa.

Un abbraccio

Esa Ugazzi ( 13 marzo 2009)

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Caro Roberto,

La ringrazio per il sito che ha voluto dedicare a Paese Sera. E' molto di più che la storia di un

quotidiano (tradito), è la storia di una passione. Anzi, DELLA passione. Ho ritrovato tutti i

racconti che mi faceva mio padre Valerio, collaboratore ai tempi di via dei Taurini nello sport

(si occupava dei cavalli, assieme a Demetrio Palpacelli) e purtroppo scomparso nell'83.

Ma ho ritrovato anche quel "sapore" che direttamente respiravo io stesso quando mi

portava in redazione. E i nomi che continuamente sentivo in casa: Demetrio appunto, Berenice

(che ho avuto la fortuna di conoscere personamente), Ugo Mannoni, Biscardi, Parpaglioni,

Mondini, Gismondi, Fracassi e molti altri. Ho sempre avuto una gran pena per la fine che è

stata fatta fare ad una delle testate più prestigiose d'Italia e mi ricordo l'amarezza di mio

padre che a Paese Sera era molto legato soprattutto sentimentalmente. Pensi che ho un figlio

 di 22 anni, anche lui Valerio, che non ha conosciuto il nonno ma che è cresciuto in un ambiente

 in cui si respirava il mito di questo giornale. Fin da piccolo voleva fare il giornalista ed ora sta

 facendo di tutto per diventarlo "veramente". Anche se la storia si ripete, visto che ha

cominciato due anni or sono a collaborare con "Il Romanista" il quale, come si sa, ha chiuso

per asfissia. Ma penso proprio che non si arrenderà mai. La passione, fortunatamente, è un

morbo tenace.

La saluto molto cordialmente.

Stefano Valeri ( 4 marzo 2009)

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   "ciao, grazie davvero di questa iniziativa. no non ero a colli aniene, mi sono

fermata al tritone. quanto alle foto ne ho, soprattutto una con Rodari alla quale sono molto

 affezionata. Appena posso scansiono e mando. rimettiamo insieme la banda, e facciamoci

venire idee, perché non un numero straordinario con tutte le firme importanti e non ancora

in vita? pensiamoci".

ti abbraccio,

Lucia Visca ( 30 gennaio 2009)

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  Caro Roberto,

Che gioia scoprire il tuo lavoro su Internet. Rivedere quella testata, sapere che qualcuno

vuole ancora bene a Paese Sera, ritrovare nomi e volti dei giorni più belli della mia vita di

giornalista mi ha commosso sinceramente. Hai fatto un lavoro straordinario, spero che

continuerai ad aggiornare il sito e a custodire la nostra memoria.

Capisco bene cosa ti spinge. Per amore, solo per amore… vale anche per me, nonostante

siano passati già quindici anni da quando la redazione di Colli Aniene chiuse e io diventai

grande. Pochi soldi, tante idee e ancora più entusiasmo... Grazie a Paese Sera imparai che

il giornalismo può essere una piccola, grande avventura. Ora è solo un lavoro. Conservo

tutto nella memoria e qualcosa anche nelle abitudini: anche oggi che lavoro in Tv, quando

voglio sollecitare i servizi dei miei redattori passo per i corridoi gridando “Pagineeee!”

come faceva il nostro proto. Quell’atmosfera e quel gruppo di lavoro non torneranno,

ma potrò sempre vantarmi… Io c’ero!

A presto e ancora grazie.

 Davide Vozzo ( 23 feb. 2009)

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     Caro Roberto,

Sono stato collaboratore di Paese Sera, sia della pagina Libri che della cultura - ma anche

dei supplementi TV e Viaggi - dalla direzione di Aniello Coppola a Giorgio Rossi. Per me il

giornale è stata una scuola, oggi un motivo di orgoglio. Sono ancora in contatto con alcuni

 redattori, in particolare Andrea Santini.

Ciao,

Diego Zandel ( 22 gennaio 2009)

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Buongiorno Signor Roberto,

voglio ringraziarla per il suo lavoro " ...d' amore solo per amore " che oggi per caso leggendo

il Messaggero ho potuto scoprire, perchè periodicamente io ero uno di quei nostalgici che su

Google digitava "Paese sera" , ma come risposta ricevevo solo pochissime notizie di poco conto.

Invece oggi ho potuto rinfrescare la memoria del periodo in cui adolescente (anni '60) la sera

o al mattino quando mio padre vigile del fuoco (Via Genova a Roma) rientrava a casa con in tasca

il "Paese", io me lo leggevo avidamente. I ricordi delle lunghe difficoltà del giornale vissute

con ansia fino alla chiusura . Bhè  ... un grosso grazie per le emozioni dei miei ricordi e

complimenti per il bel lavoro .

Saluti,

Alberto e Paolo Rossi  ( 12 feb. 2009)                                                                    

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Caro Roberto,

sono nato nel 1943. I miei genitori, arrivati a Roma nel 1940 da Fermo nelle Marche, abitavano

in via Fregene, a San Giovanni. Il 19 luglio successivo al parto mia madre era in terrazza a lavare

mentre io dormivo della grossa, adagiato nella cesta dei panni. Sopra la nostra testa passavano

gli aerei che andavano a bombardare San Lorenzo.

Poi andammo ad abitare vicino Piazza Tuscolo, io cominciai le elementari alla "Giuseppe Garibaldi"

in via Mondovì. La lettura mi piacque subito e, oltre i libri di scuola, l'unica altra mia palestra fu

il "Paese Sera" che mio padre riportava di ritorno dal lavoro. Questo era il rito serale: mio padre

entrava in casa, io gli correvo incontro, con la sinistra lo abbracciavo e con la destra gli sfilavo il

giornale che poi, distesolo sul tavolo di cucina, prima che mia madre facesse piazza pulita per

apparecchiare la cena, divoravo. Che cosa assorbissi dal nostro giornale, di cui ricordo qualche

vignetta (forse quella in cui Togliatti prende a calci De Gasperi?),  non posso certo ricordarmelo

però ancora ricordo il mio Maestro Borrelli che porta dal Direttore Didattico il mio Tema

sull'alluvione in Calabria,  sorpresi entrambi che un ragazzino di otto anni potesse esprimersi  in

un già ottimo italiano.  Tutto merito di "Paese sera"! Grande scuola di quel giornale e dei suoi

giornalisti!  Quando mia sorella si sposò e andò ad abitare in via Frattina (adesso é un  lusso  ma

ancora, al finire degli anni 60, non c'era nulla di strano), conobbi il suo dirimpettaio, un simpatico

Felice Chilanti. Poi tutto finì, come tante cose di cui ho ancora nostalgia.

Sergio Marzetti ( 12 feb. 2009)

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Gentile Roberto,

sono Giulia Bassi, studentessa dell'Università di Milano.

Ho trovato questo indirizzo mail sul sito da lei creato paeseserastory.it e le scrivo proprio a

questo proposito: sarei interessata a fare la tesi di laurea su Paese Sera, concendrandomi

particolarmente sugli anni di piombo (posizione del giornale in quegli anni, polemica condotta

da Coppola contro il silenzio degli intellettuali) grosso modo dal '69 all'83.

A livello di bibliografia però ha trovato solo il testo di Parpaglioni e il suo sito.

Volevo sapere se esiste, per esempio, un archivio storico del giornale, se è possibile reperire

informazioni specifiche e se eventualmente potrò contattarla.

Sperando di avere sue notizie, cordialmente la saluto.

Giulia Bassi  ( 6 marzo 2009)

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