Sede via dei
Taurini  

 

Sede via dei Taurini 19 a  S.Lorenzo – Roma  dal 1956 al 1979

Nell’edificio dello stabilimento tipografico “GATE

(Oggi, tutto l’edificio ospita uffici e laboratori del C.N.R.)

 

   

 

In via dei Taurini 19, per “Paese sera” è stata la seconda sede, occupando

tre piani dell’edificio. Nel 1956 la redazione di “Paese sera”viene trasferita

in via dei Taurini 19, nel quartiere s. Lorenzo, a due passi dall'Università, e

dalla stazione ferroviaria, tra ferrovieri, studenti universitari, insegnanti e

bottegai. Nelle  stanze sono stati vissuti, avvenimenti indimenticabili,

legati alla vita quotidiana. Una redazione frequentata da intellettuali,

politici e personaggi pubblici dello Sport e del mondo dello spettacolo.

 

 

 

La Redazione del 1958

 

Foto ricordo, per il decennale de “Il Paese” Paese Sera” (1958)

 

 

1) Giuliano Capriotti , redattore giudiziario.

2) Emilio Frattarelli, redattore parlamentare.

3) Marcello Salustri, servizi fotografici. 4) Fausto Coen, condirettore.

5) Mario Melloni, Direttore. 6) Jolena Baldini, (Berenice).

7) Arnaldo Frateili, critico teatrale. 8)Adele Alfieri, stenografa.

9) Silvana Ferraro, segreteria di redazione. 10) Michele Salerno, dirett. Resp.

11) Angelo Coen, redattore scientifico. 12) Giuliana Annibaldi, stenografa.

13) Lamberto Martini, cronaca. 14) Riccardo Minuti, redattore esteri.

15) Gianni Di Giovanni, redattore cronaca. 16) Antonio Rasa serv. Stenogr.

17) Mariella Galdi, archivista. 18) Mario Galdieri , redattore rai tv, musica.

19) Felice Chilanti, inviato speciale. 20) Emma Nasti, video.

21) Gianfranco Duranti, redattore cronaca. 22) Giulio Crosti, inviato speciale.

23)  Riccardo D’Amico, vice redattore capo. 24) Fidia Gambetti, redat. capo.

25) Ruggero Zangrandi (Publio). 26) Enzo Branzoli Zappi, capocronista.

27) Leandro Venditti, direttore amministrativo. 28) Alberto Giuliani, cronista.

 29) Giulio Goria, caposervizio interni. 30) Alberto Ciattini, redatt. Parlam..

31) Alfredo Orecchio, redattore 3a pag. 32) Angelo Aver, redattore Cron.

33) Eric Salerno, redattore cronaca. 34) Berto Del Bianco, segret. Di redaz.

 35) Aldo Biscardi, redattore sportivo. 36) Gianfranco Corsini, inviato spec.

37) Enrico Nobis, inviato speciale. 38) Adolfo Chiesa, redattore esteri.

39) Giovanni Perego, inviato speciale. 40) Luigi Biamonte, 3° pag.

41) Tommaso Tommasi, esperto motori. 42) Mario Benedetti, redattore int.

43) Augusto Camerini, disegnatore. 44) Marcello Veturoli, critico d’arte.

45) Edgardo Pellegrini, redattore cronaca. 46) Dario Beni, caposervizio sport.

47) Gianni Rodari, inviato speciale. 48) Maurizio Liverani, critico cinemat.

49) Lillo Spadini, inviato speciale. 50) Giorgio Boschero, redattore cronaca.

51) Eraldo Sculati, motori. 52) Augusto Mstrangeli, redattore parlamentare.

53) Faustino Durante, collab. medico. 54) Piero Dallamano, critico letterario e

musicale. 55) Ivana Musiani, Stenografa. 56)Mario Giordano, vice capo cron.

 

 

1963                                                                        il corridoio della redazione al terzo piano  ( 1963)      

 

Al terzo piano tutta la redazione al completo con i vari settori :cronaca, interni,

esteri, spettacoli, sport, province, grafici impaginatori, con la segreteria di

redazione e la stanza del direttore, e infine la stanza delle telescriventi, con

quella degli stenografi.

 

Si riconoscono: Rem Ricci, Enzo Branzoli, Di Giovanni, Gianni Rodari,

Mastrangeli, Riccardo D’Amico, Felice Chilanti, Eric Salerno, Ciattini.

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Il Direttore     

                                                                     Tomaso Smith       Mario Melloni          Fausto Coen       

 

                         

                                                                  Giorgio Cingoli     Arrigo Benedetti       Aniello Coppola

 

1° e fondatore è stato Tomaso Smith poi Mario Melloni seguito da

Fausto Coen, che di li a pochi anni  lo avrebbe sostituito Giorgio Cingoli,

poi  Arrigo Benedetti e  Aniello Coppola. Vittorio Nisticò è stato condirettore.

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I Vice Direttori       

                                                           Michele  Salerno          Giulio Goria            Sandro Curzi

 

Giulio Goria, vice direttore responsabile  per tutti gli anni 60.

Sandro Curzi, vice direttore  dal 1974 al 1975.

Riccardo D’Amico e Mario Lenzi

 

Michele Salerno. E’ stato a lungo uno degli editorialisti autori di

Ventiquattro ore, capo del servizio esteri e inviato, vice direttore

responsabile, ha avuto un ruolo, come molti ricorderanno, nel tenere

in piedi il giornale quando gli avvenimenti di Budapest e poi di Praga

hanno visto l'esodo di molti giornalisti. Dopo aver lasciato la direzione

a fianco di Fausto Coen è diventato presidente nel consiglio

d'amministrazione.

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La Segreteria
di redazione      

                                                             Berto Del Bianco      S. Ferraro             Gianni Forlani

 

Negli anni dal 56 al 79 c’erano: Rosanna Sorani, Berto Del Bianco

Silvana Ferraro, Lia  Salvarani, Gianni Forlani, Maria Mamberti,

Adriana Battaglia, Maria Teresa Del Monaco.

Segretario di Redazione, prima  Enrico Palla e poi Cosmo Barbato.

 

 

Cosmo Barbato           Lia  Salvarani

 

 

Rosanna Sorani, è stata  la segretaria di Tomaso Smith e Mario Melloni.

Lia Salvarani , è stata  la segretaria dei direttori, da Coen a Benedetti.

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I Redattori Capo

Il giornale usciva tre volte al giorno, e dalla mattina fino a notte fonda

c’era sempre qualcuno a dirigere le varie edizioni.

Non mancava che a notte fonda il proto della tipografia, dopo un giro

di telefonate decidesse una ribattuta per una notizia  arrivata

all’improvviso.

 

   

F. Gambetti           R. D’Amico          Stefano Petrovich

 

Redattori capo erano:  Fidia Gambetti , Nicola Cattedra,

Riccardo D’Amico, Mario Lenzi, Stefano  Petrovich.

 

     

C. Pucciarelli  S.Di Battista E. Simeone      A. Giuliani          E.Singer 

 

Vice redattori capo erano:  Alberto Giuliani, Giuseppe Deriu,

Enrico Singer, Ugo Ugolini , Carlo Pucciarelli, Sergio Di Battista,

Ennio Simeone.

 

        Mario Lenzi      

 

Oggi è direttore editoriale dei giornali locali del gruppo “Espresso

 

Mario Lenzi dal suo blog.

 http://lenzi.blogautore.repubblica.it/2009/01/02/potere-rosa/

Qui intervengo su un tema molto particolare che a me interessa per

ragioni personali e affettive. I lettori me lo consentiranno. Prima di

lavorare nel gruppo dell’”Espresso” ho lavorato, fino al 1977, a

Paese sera”, un giornale molto diffuso a Roma e poco nel resto

d’Italia , che ha lasciato un ricordo vivissimo, perché. con pochissimi

mezzi, ha aperto straordinarie novità in campo giornalistico e grafico.

E’ un pezzo di storia del nostro paese, ed è una storia pulita, finita

troppo presto, nel 1994. Ora chi vuole ( ed è consigliabile) può

conoscere quella storia. Meno di un mese fa, infatti, è nato un nuovo

sito www.paeseserastory.it che la ripercorre. L’iniziativa è di

Roberto Puglielli, che, recentemente, sotto pseudonimo “Marameo

, ha fatto anche alcuni deliziosi e provocatori interventi su questo

stesso blog. Perché invito i lettori a visitare quel sito ? La ragione

è molto semplice: io non ho soltanto lavorato a “Paese sera”.

Lo ho amato. E ho voluto bene a tutti quelli che ci lavoravano.

E’ stata una stagione certamente irripetibile, ma appunto per

questo vale la pena di conoscerla.

 

            

Dario Beni, Alberto Bertini, Riccardo D’Amico,               Ennio Capecelatro e Paolo Zardo

e dietro Giacinto Borelli                                                        dietro il tipografo Mario Bruschi

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  I Grafici  

                                                         Giorgio Forattini e  Franco Bevilacqua      Sergio Angeletti 

                                                         www.forattini.it                                              www.angese.it    

 

                       

Furio Fantini          Claudio Cento         Aldo Gagliardi

 

Impaginatori  erano:  Cesare Italiani,  Franco Nasini, Enrico Sisti

Claudio Cento, Sergio Di Battista, Furio Fantini, Gherardo Gherardini,

Gianni Gagliardini, Striano, Domenico Scocco, Franco Bevilacqua,

Massimo Novelli, Angese, ovvero Sergio Angeletti e Aldo Gagliardi.

Avevano una stanza con un unico grande tavolo rettangolare.

Attorno a quel tavolo ci ha lavorato alcuni anni Giorgio Forattini.

 

 12 maggio 1974, una vignetta di  Forattini, beffarda e  scanzonata:

“Il tappo è saltato”, con il segretario DC Amintore Fanfani che salta via dalla bottiglia

di spumante.

          

 Massimo Novelli e un suo disegno              

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La Cronaca      

                                                                1963                      

 

La cronaca, era un grande stanzone con decine di cronisti.

I cronisti, ascoltavano  le comunicazioni della polizia e dei carabinieri con una

Apposita radio, per essere  "sul posto prima possibile". 

Ogni tre ore, un redattore faceva un giro di telefonate ai posti di polizia degli

ospedali della città.

 

     

  Ugo Mannoni        A. Giuliani        L. Martini                 E. Branzoli        Walter Buzzoli     

 

      

 Paolo Zardo      Sandro Mazzerioli Claudio Fracassi  Mario Ugazzi        Pierluigi Pini       

 

   

Pino Bianco         Luciana Zanetta           G. Di Giovanni    M. Dell’Omo      Piero Passetti   

   

      

 F. Albertelli    G. Catalano        Luciana Sica     Enzo Rava        G. Rosselli       G. Duranti        

 

Chi era alle prime armi si occupava dei necrologi, matrimoni, poche righe

su una Colonna, poi c’era chi doveva parlare con i lettori che arrivavano

in redazione, per questo era bravissimo Michele Ragusa, sempre molto

disponibile con i problemi della gente. Era abitudine fra i lettori quando

qualcosa non andava dire..” Ora lo dico a Paese Sera” .

 

      

    A. Aver                    E. Salerno       Marisa Musu   Pasquale Giordano    G. Capriotti           

         

   E. Pellegrini         G. Boschero        Tony Addis         Francesco Cioce          M. Lugli                    

 

Il capo servizio era Walter Buzzoli, ma lo sono stati in molti.

C’erano: Ugo Mannoni ,  Enzo Branzoli, Carlo Rivolta, Eric Salerno,

Giorgio Boschero, Lamberto Martini,  Gianfranco Duranti, Lucia Visca,

Sandro Mazzerioli , Luca Giurato, Alfonso Testa, Angelo Aver,

Claudio Fracassi, Piero Passetti, Gregorio Catalano, Mario Ugazzi,

Giorgio Dell’Arti, Fulvio Grimaldi, Pierluigi Pini, Walter Buzzoli,

Pino Bianco, Sandro Acciari, Fabio Albertelli,  Pasquale Squitieri,

Massimo Dell’Omo, Pasquale Giordano, Nando Ceccarini, Massimo Lugli,

Paolo Zardo, Alfonso Testa, Giuseppe Rosselli, Antonio Carlucci,

Stefano Del Re, Edgardo Pellegrini, , Franco Poggianti, Stefano Clerici,

Francesco Cioce, Guido Columba, Orazio Barrese,  Bianca Bracci Torsi,

Giuliano Capriotti, Gianni Di Giovanni, Tony Addis, Enzo Rava,

Marisa Musu, Ennio Palocci, Luciana Sica, Carlo Rivolta.

 

   ,

Luca Giurato    P. Squitieri        Paolo Graldi

 

Paolo Zardo , viene da ridere a pensare che era l’unico cronista e inviato di

«Paese Sera» che avrebbe voluto lavorare, come atto di fede, all’Unità

dove, ai vecchi tempi, davano lo stipendio di un operaio metallurgico. Al

«Paese Sera», la paga era, invece, quella sindacale. Insomma, era uno

dei pochi che chiedeva, in nome di quel suo essere comunista e iscritto

al Pci, di guadagnare ancora di meno, lavorando - come si diceva allora –

nel giornale di Gramsci e di Togliatti.

Fabio Cortina  ci ha lasciati dopo un  tragico incidente stradale

perdendo la vita.                                                                       

Livio Jannattoni che sapeva tutto su Roma antica, raccontandone

i segreti.

Paolo Graldi  dopo alcuni anni diventerà direttore del  Messaggero,

e dopo  “Il Mattino”  presidente della scuola di giornalismo della Luiss.

Michele Ragusa, Era molto cercato dai lettori, ne ha aiutati tanti a

risolvere i  problemi, poi un giorno ci ha lasciati per diventare sacerdote.

Alberto Giuliani, Era vicecapocronista, passerà a Il Messaggero che

Lascerà con la qualifica di caporedattore dell'uff.centrale, attualmente

insegna come docente-tutor alla Scuola superiore di giornalismo

della Luiss Guido Carli.

luca Giurato, quando si presentò davanti al direttore Fausto Coen

per entrare a far parte della redazione, il direttore lo guardò attentamente

e disse…. “Si va bene, hai la faccia da Paese Sera, trovati un tavolo..”

Pasquale Squitieri, Si occupava di cronaca nera e di scuola, lui avrebbe

preferito lavorare nella sezione spettacoli, ma era al completo e questo

lo rendeva insofferente, poi  sarebbe diventato il grande regista che è.

Marisa Musu  Si occupava di scuola, citava Brecht, per spiegare la sua

partecipazione all' attentato di via Rasella: «Noi, che abbiamo voluto

apprestare il terreno alla gentilezza noi non si poté essere gentili».,

Comunista a 17 anni si è sempre battuta per gli ideali antifascisti sia in

guerra sia in tempo di pace», autrice di libri «La ragazza di via Orazio»,

«Roma ribelle, la resistenza" e «La prima Intifada»,

Marisa Musu è morta a 77 anni nel novembre del 2002.

 

 

     

U. Mannoni, A. Bertini,  R. D’Amico, P. Pini           Mario Ugazzi in cronaca

 

 

I cronisti accreditati alla sala stampa della questura di Roma

 erano: Giuseppe Rosselli , Lanfranco D’onofrio e Giancarlo Cirimbilla.

 

 

Fulvio Grimaldi  

Da cronista a inviato di guerra.              

    

Alcuni dei  suoi tanti libri             http://fulviogrimaldi.blogspot.com/

 

E' il 1964 e sta a Londra dove lavora come redattore alla BBC. Qui, dalla

"swinging London", allora ombelico del mondo, inizia a fare il corrispondente

per  P.S, si occupa di sport, cronaca, cultura, politica, sociale, un po' tutto.

 

Di Grimaldi, ricordo delle foto in archivio andate perse, dove lui era alla testa

degli studenti durante le manifestazioni.  Non era con loro solo per scrivere

un pezzo da cronista, manifestava con loro, era già il grande Fulvio Grimaldi.

 

di Fulvio Grimaldi.

Giugno 1967, Israele attacca i paesi arabi vicini e Paese Sera non riesce a

mandare un inviato in Palestina: tutti i voli per Tel Aviv sono bloccati.

Mi telefona il direttore, Fausto Coen, e mi chiede se posso prendere un

aereo da Londra. Mi imbarco sull'ultimo aereo per Israele, pieno di

volontari ebrei per la guerra. Inizia la mia attività di inviato di guerra.

Mi faccio la guerra, vengo espulso da Israele, giro tutto il Medio Oriente

e ne scrivo per il nuovo direttore, Giorgio Cingoli. Al rientro mi si chiede

di restare in Italia e di entrare in pianta stabile al giornale. Apprendistato

in cronaca e poi redazione esteri con Giorgio Signorini. Altre spedizioni

all'estero, Medio Oriente, Africa, Germania, Irlanda, Inghilterra, ma anche

i banditi sardi e, soprattutto, il movimento del '68.

Quest'ultimo mi coinvolge al punto da lasciare Paese Sera e, dopo un paio

di anni da inviato di guerra per "Giorni-Vie Nuove", il settimanale del PCI,

in giro per guerre, rivoluzioni, rivolte anticoloniali, approdo come direttore

a "Lotta Continua". Ci resto fino allo scioglimento dell'organizzazione nel

1976 e mi ritrovo con circa 150 processi per "reati di stampa". Mi salva la

Costituzione che garantisce "libertà d'espressione".

Torno in Inghilterra da caporedattore della rivista "The Middle East",

per la quale riprendo a fare l'inviato in Medio Oriente e Africa. Nel 1984

approdo alla Rai, prima con contratti di collaborazione ("Italia Sera" e

"Uno Mattina") e poi, fisso, sotto Sandro Curzi, al Tg3. Vivo l'esaltante

vicenda di Tele-Kabul. Me ne vado dalla Rai per dissensi su come i Tg

valutano "l'intervento umanitario" contro la Jugoslavia e, da allora,

realizzo in proprio documentari video di controinformazione: Jugoslavia,

Vietnam, Iraq, Palestina, Cuba, America Latina... Sparo impertinenze e

disvelamenti da  fulviogrimaldicontroblog.info. e scrivo libri su questioni

internazionali e domestiche "Mondocane: serbi, bassotti, Saddam

e Bertinotti", "Gaza, Baghdad, Beirut: Delitto e Castigo", "Mamma, ho

perso la sinistra", "Irlanda: un Vietnam in Europa". Riconosco a

 "Paese Sera" la qualifica di più bel giornale italiano in assoluto e una

scuola giornalistica paragonabile solo a quella che ho frequentato

 alla BBC, con, per sovraprezzo, il coraggio e l'anticonformismo. (F.G.)

 

 

 i cronisti al lavoro nel  salone della cronaca  (1963)           Alberto Bertini in cronaca 

 

 

Eric Salerno     

                                  1958                         2008 

Da cronista, ha trascorso 10 anni a Paese Sera dal '58 al '67 prima di  

passare a Il Messaggero. Dal 1967 scrive  in qualità di inviato speciale,

interessandosi ai problemi del Terzo Mondo e del Medio Oriente.

Oggi è corrispondente da Gerusalemme. Ha pubblicato "Guida al Sahara"

(1974), "Fantasmi sul Nilo" (1979), "Genocidio in Libia - le atrocità

nascoste dell'avventura coloniale" (1979). “Rossi a Manhattan

Uccideteli tutti. Libia 1943  gli ebrei nel campo di concentramento

fascista di Giado”.

 

 

Una scolaresca in visita alla redazione. Si riconoscono: Luca Giurato con La

mano al mento, Claudio Fracassi, e Alberto Giuliani che spiega ai ragazzi

come nasce una notizia.

 

Fine anni 70, Enrico Berlinguer in visita a Paese Sera, il trasloco si avvicina.

Si riconoscono Amerigo Terenzi,  Luciana Zanetta, Cosmo Barbato, 

Stefano Petrovich, Piero Quaglierini…..

 

Sandro Mazzerioli

                                                               Marzo 1979 , il giorno del trasloco al Tritone….

 

Sandro, cronista appassionato, dopo l’avventura di Paese Sera, lavorerà alla

Rai fino alla pensione.

 

Sandro ricorda…….La fotografia.

Il giorno preciso di quando è stata scattata non  lo ricordo. Era marzo,marzo

1979, trent'anni fa. L'ora si vede dall'orologio appeso alla parete; l' una e otto

minuti. Il giorno dopo, comunque, Paese Sera si sarebbe trasferito da via dei

Taurini a via del Tritone. Per tutta la giornata avevamo lavorato in mezzo agli

operai intenti a impacchettare e a incollarsi scrivanie, scaffali, libri, macchine

da scrivere, collezioni di giornali, e tutte le migliaia di piccole e grandi cose che

si trovano nella redazione di un quotidiano. All'una e otto minuti... in tutto il

secondo piano del palazzetto di via dei Taurini c'era riimasta solo la mia

scrivania, diciamo così, agibile- In terra, un mare di cartacce. Tutti i colleghi

avevano approfittato del trasloco per far pulizia sui ripiani e nei cassetti

buttando via appunti, vecchi giornali, pezzi preparati e mai pubblicati, copie

ingiallite, foto scartate, mozziconi di matite e biro inutilizzabili, pennarelli

disidratati. Insomma, un bel casino. Nel corridoio, due operai aspettavano

che il sottoscritto finisse di controllare l'edizione romana del mattino appena

sfornata dalle rotative. Il capo redattore, Carlo Pucciarelli, stava facendo la

stessa cosa ma in tipografia e la sua stanza era gia' stata svuotata. Di tutta la

redazione credevo che fossimo rimasti solo Pucciarelli ed io. E invece c'era

anche Carlo Bozzardi, uno dei nostri fotografi- Carlo si affaccia su quello che

era il salone della cronaca e l'istinto gli suggerisce di imbracciare la  "Canon"

e mentre gli operai, per l'ennesima volta mi gridano "A dotto', annamo che è

tardi, c'è rimasta solo la scrivania sua..e annamo..."  Lui, Carlo, scatta.

Io nemmeno me ne accorgo perche' la "canon" non faceva rumore, come la

Rolleiflex o la  Pentax. Uno scatto "rubato" a me, che con Bozzardi,  Brucoli,

Rossi, Diara, Pais, Sartarelli, ne avevamo rubati tanti, insieme sui piu' grossi

fattacci romani. Il giorno dopo, in via del Tritone,  mi fa vedere la foto. Lui

sa che non è una foto, ma "la" foto e mi allega il negativo, come dire: se vuoi

utilizzarlo,magari per fare un ingrandimento...Quella foto e' diventata una

gigantografia e troneggia nel salone di casa. Non c'è ospite che non si

soffermi a guardarla per poi chiedere lumi: Un'ccasione per ricordare il caro

vecchio Paese Sera, quel giornale che tanto, tutto, ha dato a me come a tanti

altri. Che era mio, tuo, nostro e soprattutto di chi lo leggeva.  (S.M.)

 

   

Nino Nisio, Enrico Singer, M. Dell’Omo e S. Mazzerioli .  Nisio, Singer,  Fantini e Ugolini

 

   

Altra scolaresca in visita alla redazione. si riconoscono Ugo Mannoni Edgardo

Pellegrini, Tony Addis, e di spalle Anita Benedetti.

  Lucia Visca     

                                                                                    “Ragazzi di nera”

 

Giornalista di razza, è stata tra i primi cronisti ad arrivare all’Idroscalo di

Ostia, sul luogo del delitto di Pier Paolo Pasolini, in quella grigia mattina

di tanti anni fa. 2 novembre 1975, Idroscalo di Ostia. Un cadavere giace

con la faccia nella melma, il braccio destro sotto il torace, il sinistro lungo

il fianco. Un commissario di polizia lo gira. "Mi sembra Pasolini" mormora.

È Pasolini. Alle 10 Ninetto Davoli conferma. Sono le prime battute di uno

dei grandi misteri italiani. La testimonianza della prima cronista,

un'apprendista di vent'anni, arrivata sul luogo del delitto. Lucia Visca

giornalista, negli anni 70 esordiva affrontando cronaca nera e terrorismo.

 

Giorgio Dell’Arti    

                                                                             http://altrimondi.gazzetta.it/

Si occupava di scuola assieme a Marisa Musu.  Poi un’esperienza  a

Repubblica” e diverse iniziative editoriali di successo.

Fra i suoi tanti libri ha scritto: Vita di Cavour (1983) Il giorno del

Sessantotto (1987) L’Uomo di fiducia (1999) Attualmente cura una rubrica

radiofonica su Radiouno dal titolo “Ultime da Babele”.

 

Elisabetta Rasy             

 

Ha iniziato come giornalista a “Paese sera” collaborando in vari settori.

Ha pubblicato numerosi romanzi e racconti: La prima estasi (1985),

Il finale  della battaglia (1988), L'altra amante (1990),

Mezzi di trasporto (1993) e, con Rizzoli, Ritratti di signora (1995

La lingua della nutrice, 1978; Le donne e la letteratura, 1984)

 le sue opere sono state tradotte in molti paesi.

 

 

 1963                                                             

 

La cronaca di quel tempo

Roma,1958. Maria Martirano viene strangolata in via Monaci.

Secondo gli inquirenti,mandante del delitto è Giovanni Fenaroli, marito della

donna,ed esecutore materiale Raul Ghiani. Il tribunale li condanna entrambi

all’ergastolo. Giovanni Fenaroli è morto in carcere nel 1975.

 

 

W.Chiari e L.Luttazzi arrestati per droga-1970         8 mag. 1979 falsa è la pagina di Paese Sera, 

                                                                   distribuita del settimanale Satirico “Il Male

 

 

Aprile 1977 Il rapimento di Patrizia Spallone.

 

                        

 6 sett. 1974 Gregorio Catalano, Claudio Fracassi,  Franco Brucoli (fotoreporter)

Adolfo Amati(usciere Roberto Puglielli (archivista al fotografico)

 

L’Uomo non è di legno

Ricordo Cesare Remia dell'amministrazione, che entra in cronaca a Taurini,

e rivolgendosi al cronista di cui non faccio il nome….U.M. gli chiede di

chiarire la frase "L'uomo non è di legno". Era successo questo, che il

cronista al ritorno da un servizio come inviato, ha consegnato la lista delle

spese sostenute in amministrazione, e fra le voci c'era la frase

incomprensibile. il cronista, rispose ridendo a C. Remia..." Sono stato venti

giorni lontano da casa e...”. . A quel punto Remia ha capito, e sbottando in

una risata se ne è tornato in amministrazione. In pratica, aveva messo in

conto un rapporto occasionale con una prostituta. Ma non si è mai capito

se è stato uno scherzo che ha voluto fare all'amministrazione, o fosse

successo veramente.

                                                                                                                      

L’incidente con Leonardo Sciascia     

In zincografia venivano portate le foto di tutti i settori per fare i cliché

che sarebbero stati messi in pagina. E’ successo che una pagina della

cronaca era pronta ma mancava un cliché a due colonne di un malavitoso

arrestato. Il caso ha voluto che nel cassetto in tipografia dove venivano

parcheggiati i cliché pronti c’era quello di Sciascia  proprio a due colonne,

un cronista ha pensato che fosse quello del malavitoso (non era facile

capire l’immagine di un cliché, bisognava girarlo, rotearlo per vedere bene

la foto, ci voleva l’occhio allenato) invece si trattava di Leonardo Sciascia

che andava nelle pagine del supplemento libri. All’indomani della

pubblicazione vedendo la propria foto in cronaca di  Roma Sciascia andò

su tutte le furie, e aveva ragione, pensò addirittura che fosse stato fatto

apposta per via di un’altra polemica  che Sciascia aveva con il

 “Paese sera” di Aniello Coppola sulle br e il terrorismo. 

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Gli Anni 60

Sono stati anni davvero speciali, fare  una passeggiata  per la redazione,

entrando in una stanza ci si poteva imbattere in personaggi che oggi sono

il fior fiore del giornalismo, della televisione, e del cinema.

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Lo Sport         

                                              Aldo Biscardi          M. De Grandis         E. Dietrich              

 

     

E. Parpaglioni          G. Crosti                  Dario  Beni       Pietro Mondini     Valerio Valeri

 

          

 Oliviero Beha           

 

Il caposervizio era Aldo Biscardi.

Gia allora faceva sull’edizione del lunedi il processo al campionato, con lui

Dario Beni , Paolo Biagi, Giulio Crosti, Valerio Valeri, Pietro Mondini,

Edmondo Dietrich, Gianni Ranieri, Edo Parpaglioni, Mimmo De Grandis,

Pietro Mondini, Demetrio Palpacelli.

 

Valerio Valeri e Demetrio Palpacelli si occupavano di cavalli, la rubrica

 che curavano “Ippica” era molto seguita, c’erano lettori che acquistavano

l’edizione serale solo per vedere i risultati delle corse.

Oliviero Beha era il corrispondente da Milano.

 

 

Maurizio Costanzo    

 

Maurizio Costanzo seguiva il Tour de France dalla radio della redazione,

ma sulle pagine sportive era inviato speciale e firmava con lo pseudonimo

di Maurice Constance. Costanzo in seguito curerà una sua rubrica

intitolata  L’Impiegato”, era sulla vita piccolo borghese della  Roma dei

ministeri.

 

Racconta Maurizio ………

All’epoca per  poter lavorare a “Paese sera”, quasi bisognava pagare

tanto era povero il giornale”.

 

Ed è vero, fino al 1994 non è cambiato nulla, io stesso appena assunto

come fattorino negli anni 60 sentivo voci in redazione che forse a fine

mese non ci sarebbero stati i soldi per pagare gli stipendi.

Ho avuto modo di conoscere personalmente Costanzo in una sua

trasmissione domenicale del 1983, in quell’occasione ero un semplice

spettatore in studio, Costanzo mi ha coinvolto e mi ha messo a

disposizione di un esperto in fisiognometria. Da me sollecitato Maurizio

ha ricordato di aver lavorato a “Paese sera”, solidarizzando con la

redazione e i lavoratori poligrafici  per la crisi della testata che era in

atto in quei giorni.

 

 

n.f. i manifesti omaggio che Paese sera faceva ai lettori

________________________________

 

Paolo Villaggio 

Negli anni 60 Paolo Villaggio, inizierà  a collaborare a “Paese sera” con

la  sua rubrica di  Lettere al direttore” che inziavano sempre: Caro dirett.

Gran lup mannar, Test. de. caz. e Gran figl. mignot. e così via…. 

Per i lettori e la redazione era uno spasso leggerle, un po meno per

Giorgio Cingoli il nostro direttore, si sentiva coinvolto per tutte le parolacce

rivolte al direttore.       

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Gli Spettacoli       

                                                Alberto Bertini    C. Cosulich      Arnaldo Frateili

                                              

Affacciarsi nella  stanza potevamo vedere al lavoro Giampiero Mughini

tutto vestito di nero, con pantaloni neri, maglia girocollo nera, e occhiali

con montatura bianca. Di fronte a Mughini  c’era Dario Argento, Giovane

critico cinematografico e futuro regista. Alla prima del suo  film 

Il gatto a nove code” uscito nel 1970, ci ha invitati tutti.

 

     

M. Galdieri        Emma Nasti        M.  Liverani          I. Cipriani     

 

Il capi servizio erano  Alberto Bertini, resp. anche della pubblicità  e

Ennio Palocci. Poi c’erano: Mario Galdieri, Callisto Cosulich,

Ivano Cipriani, Ermanno Gargani, Alberto Bertini, Elio Pagliarani,

Paola Rossetti,  Ernesto Bassignano, Ivano Davoli, Arnaldo Frateili,

Emma Nasti, Maurizio Liverani, Mario Balvetti, Franco Cordelli.

,

Mario Galdieri, Rai tv, musica leggera.

Il critico musicale erano Mario Balvetti e Piero Dallamano.

Il critico teatrale era  Alfredo Orecchio, Arnaldo Frateili, Franco Cordelli.

Il critico cinematografico erano Alberto Bertini e Aldo Scagnetti.

Il critico televisivo  e cinematografico  era Ivano Cipriani.

 

Ivano Cipriani, entra a Il Paese come collaboratore nel 1956 e assunto

come critico Televisivo (nonchè responsabile di un paio di pagine alle

Provincie) caposervizio agli spettacoli (1968-1971), editorialista e inviato

e saltuariamente critico cinematografico e teatrale.  Ha dato vita e redatto

 il Supplemento RadioTv (che andava anche all'Ora)

 

      

E. Bassignano      Franco Cordelli  G. Mughini          Dario Argento   Paola Rossetti

 

 

Tavola rotonda sulla Rai, in redazione: Al centro con gli occhiali

Ivano Cipriani di P.S. Alla sua destra Giorgio Bogi, esponente del Partito

Repubblicano e Walter Pedullà, docente di letteratura italiana alla Sapienza.

 

Ivano Davoli   

                  

Ivano Davoli, si occupava di musica, ed organizzava un concorso ndetto

dal giornale, invitando a giudici cantanti come Jimmy Fontana,

Nico Fidenco, Bobby Solo, o attori, ricordo Enrico Maria Salerno,

Minnie Minoprio, concorso che avrebbe portato due giovani esordienti

al Cantagiro.

 

 

 

Poi  Ivano Davoli girava per i night, eleganti e frequentati dall’alta

società. Su “Paese sera”, aveva una rubrica,una pagina intera, intitolata

La dolce vita” e usciva nell’edizione pomeridiana:così quando i vip dello

spettacolo si svegliavano, trovavano tutte le notizie di quello che era

accaduto nella notte. Amori,scandali,di via Veneto. Si dice che fu

Ivano Davoli a ispirare a Fellini il suo capolavoro, “La Dolce Vita”.

Nel 1965 ha partecipato al film di Michelangelo AntonioniI tre volti

Film a episodi dove è presente Alberto Sordi. Nel primo episodio

Ivano Davoli  è un giornalista che viene a sapere che una nota persona

dell'aristocrazia internazionale sta per sottoporsi ad un provino  

cinematografico. Il giornalista convince il direttore del giornale a

pubblicare la notizia che l'aspirante attrice è Soraya, ex moglie dello

scià dell'Iran. Effettivamente la principessa s'appresta, con i timori e

le ansie del debuttante, ad affrontare la nuova esperienza.

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Elio Pagliarani          

      Elio Pagliarani è nato a Riserba-Forlì nel 19 27.

    Negli anni 50 svolge l’attività di redattore dell’Avanti

    e a partire dal 1968, diventa critico teatrale per Paese sera.

    Laureatisi in scienze politiche a Padova, si trasferisce negli

    anni 40 A Milano, dove lavora nella scuola e collabora a

    giornali e riviste.

    Negli anni 60 il poeta si trasferisce a Roma, dove tuttora

    vive, abitando fra l’altro, dalla fine degli anni 60 al 1991,

                             nello storico indirizzo  di via Margutta 51.

    Pagliarani ha scritto anche testi teatrali,come” Pelle d’asino” del 1964.

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 Claudio Villa                                                                      

 

Durante il festival di S.Remo avevamo un collaboratore d’eccezione,

Claudio Villa, scriveva per “Paese sera” quello che aveva visto e

ascoltato  la sera prima in televisione.       

Una Curiosità su Claudio Villa:  Una mattina al terzo piano si apre

l’ascensore e ne esce Claudio Villa, fa per avviarsi nel corridoio per

raggiungere la stanza degli spettacoli, e proprio In quel momento

Mimma delle pulizie lavora al pavimento, a Mimma gli si Illuminano

gli occhi e lancia un bel sorriso a Claudio che gli tende la mano per

salutarla dicendogli..” Buongiorno bella signora”. Mimma non gli

tende la mano  gli dice che è bagnata, Claudio per tutta risposta

infila tutto il braccio nel secchio d’acqua poi lo tira fuori tutto bagnato

dicendo..” Mo semo  pari, damme  sta mano”.

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Gianni Boncompagni  

 

Andavo almeno una volta alla settimana,  a casa di Boncompagni.

Come ho già detto all’epoca non c’erano  i fax o posta elettronica,

si partiva da s. Lorenzo in Lambretta  fino  ad una  traversa di

Corso Francia, in via di vigna Stelluti, credo , ritiravo dal portiere la

busta con il materiale da usare per l’impaginazione, oppure salivo in

casa per sollecitarne  la consegna.

Racconta Gianni Boncompagni, di essere andato diverse volte a casa

di Giorgio Cingoli, direttore di “Paese Sera”, che era un comunista

moderno. Frequentando la redazione di “Paese Sera”, Boncompagni

conobbe anche un Redattore del giornale di Cingoli, militante 

(e francamente esagerato)  della causa.

“Non aveva nemmeno il frigorifero a casa, perché diceva che lui era

contro il consumismo americano. La moglie lo voleva ammazzare.

Per anni sono andati avanti così. Boncompagni stupefatto gli chiese :

scusa, ma come è possibile? E lui, senza fare una piega: no, a me non

mi fregano, gli americani col frigorifero non mi fregano.

E avanti così. La moglie si lamentava sempre: a casa nostra è tutto

caldo, si muore di caldo. Povera donna. Sono i paradossi del

comunismo religioso. Cingoli lo sfotteva sempre, questo suo

redattore esagerato”.

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Anna Magnani 

 

Ero fattorino, un pomeriggio mi chiama il direttore Cingoli, mi chiede

la cortesia di scendere al bar per prendere due tè al limone, c’e’

Anna Magnani in stanza, e al bar non hanno nessuno da mandare.

Torno dal bar, entro in stanza e vedo la Magnani seduta in una sedia

di formica al centro della stanza che  parla con il direttore, mi fermo

sulla  porta per evitare di interrompere la conversazione, la Magnani

ogni due parole che dice gira lo sguardo su di me poi continua la

conversazione,  mi guarda di nuovo e continua a parlare, poi infine

mi guarda di nuovo,  e sorridendomi  mi dice…” A ragazzì, ma che

te sei incantato? damme sto tè sennò se fredda”.

Ero rimasto imbambolato, ma a chi non sarebbe successo davanti a lei?

 

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Il Cinema in redazione

 

La redazione, ha ospitato diverse troupe cinematografiche

che hanno ambientato alcune scene di film abbastanza conosciuti.

 

Claudia Mori            

                                      Alcune scene del film “Cerasella” con Massimo Girotti     

 

La sua carriera inizia nel 1958 quando invia una foto che vince un concorso

indetto da Paese Sera. Subito viene notata per la sua bellezza disincantata

dal regista Raffaello Matarazzo che la scrittura per un suo film, le affida

la parte di protagonista nel film "Cerasella" 1959 ispirato all'omonima

canzone, affiancando Massimo Girotti, qualche anno più tardi meglio noto

come Terence Hill. .  E’ l’occasione per il suo debutto nel mondo  dello

spettacolo. E’ proprio il caso di dire..”Galeotto fu Paese Sera”.

 

        

    Branzoli  di Paese Sera con Claudia Mori   (1959)

 

 

 film Parigi o cara Franca Valeri  nella sede di Paese sera, chiede che

gli venga  pubblicata un’inserzione pubblicitaria.  

 

   

 

Troppo per vivere poco per morire” Film poliziesco, con  Daniela Bianchi e Claudio Brook,

riprese mentre girano le rotative, e in tipografia con tipografi e giornalisti che si

 improvvisano comparse durante le riprese delle scene.

 

   

                           Davoli riceve la soffiata e con Giorgio Sartarelli (fotografo)               

 

 “I tre volti”Il primo episodio del film è di Antonioni. (1965)

E’ la cronaca di come il  nostro Ivano Davoli di “Paese Sera”, riuscì a

scoprire il segreto del provino notturno di Soraya diretto da

De Laurentis in persona. Una misteriosa telefonata mette in allarme la

redazione di “Paese Sera” la principessa Soraya è a Roma per un

provino cinematografico! Per il cronista Davoli la notizia è da prima

pagina; Autorizzato dal direttore Fausto Coen, Davoli e due fotografi

si fiondano agli studi Dino De Laurentiis, sulla Pontina.

 

n.f. da sin.: Arnaldo Del Papa, Paolo Zardo, Alberto Bertini, Dario Beni,

Pietro Magnani. Di spalle: Gianni Rodari, Ivano Davoli, Michelangelo Antonioni.

Durante una pausa delle riprese in redazione del film a episodi  I Tre Volti

 

 

 

n.f.  dal film “I Mostri”  l’episodio del soldato (Ugo Tognazzi) che affranto

dal dolore per la morte della sorella prostituta, chiede al redattore capo

di turno dei soldi per consegnare un memoriale della vittima, e fa

presente che al “Giornale D’Italia” gli hanno offerto due milioni.

 

Si è parlato di Paese Sera in diversi film:

 

Anna Magnani legge “Paese Sera” nel film tv “L’automobile”.

 

   

 

Marcello Mastroianni  è un fantasma che  grida al telefono: Paese seraaaaaa,

per farsi sentire da un redattore del giornale nel film “Fantasmi a Roma”.

 

               

    Eli Wallach, durante una pausa del film “Il Buono il Brutto e il Cattivo

 

 

Carlo Verdone ..……….

L’inizio di una grande carriera.

Il passo verso il palcoscenico è breve e inevitabile. è il 1977.

Christian De Sica: "lo presentai ad un teatrino di Roma, l'Alberico,

dove lavorava mio cognato" Il primo spettacolo di Carlo è stato..

"Tali e Quali". Un debutto che non passa inosservato, e che lascia

il segno: Carlo Verdone: "dopo tre sere che venivano parenti e amici,

la quarta sera non arrivò nessuno a teatro e chiudemmo le luci e ci

dicemmo –  è andata così pero ci siamo divertiti – stavo abbassando la

saracinesca del teatro, quando… un signore si avvicinò e disse….

“Scusate ma non c’è la rappresentazione? Sono venuto a vedere

Carlo Verdone”. L’ho guardato e da bamboccione che ero, perché io

bamboccione lo ero veramente all’epoca, ho riacceso le luci e feci lo

spettacolo solo per lui. Alla fine si sentì un applauso, un applauso

lunghissimo fatto dall’ unico  signore In sala. Io e i miei amici ci

guardavamo e il signore non smetteva di battere le mani, e noi a

inchinarci e ringraziare, però a mezza bocca dicevo ai colleghi…….

Ma che ce sta a piglià per il culo questo?”.    Il giorno dopo mi

chiamano e mi dicono – hai letto Paese Sera? – Insomma,

Franco Cordelli, quello venuto la sera prima, era il critico di Paese Sera

che scrisse – “E’ nato un nuovo Fregoli". Mezza pagina negli spettacoli,

quasi svenni. Grazie a Paese Sera, ho avuto la molla per continuare.

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Mostre D'Arte         

                                      Marcello Venturoli

 

Critici di arte figurative erano: Claudia Terenzi, Duilio Morosini,

                                                 jolena Baldini, Marcello Vanturoli.

 

Berenice        

                                      Jolena Baldini scrittrice -L’Innamorata del 1965 –

                                      in copertina  particolare da Amanti  di Carlo Levi

                    Berenice si occupava di cronaca mondana e di  mostre d’arte.

 

  

 la rubrica Settevolante con  la treccia di Berenice disegnata da R. Guttuso

 

Berenice,alias Jolena Baldini, La sua rubrica d’arte e cronaca mondana

andava  molto forte. In redazione Berenice era quasi sempre al telefono,

molti la Chiamavano per avere uno spazio nella sua rubrica, pittori, librai,

galleristi, fotografi, erano tutti in gara per farsi pubblicare.

Ricordo che alcune volte sono andato a casa di Jolena Baldini per ritirare

il materiale utile all’impaginazione della sua rubrica “Settevolante”.  La

sua casa era una galleria d’arte, c’erano quadri  in tutte le stanze, forse

anche in bagno, ma non  ho mai verificato, era la prima volta  che vedevo

pareti interamente coperte di quadri di tutte le dimensioni. Il fatto che

Berenice apparisse sempre di spalle, con la treccia  fino al fondo

schiena, e solo disegnata, aveva creato una sorta di mistero, molti pittori

esordienti che arrivavano in redazione  con le loro opere,  chiedevano se

era possibile vedere Berenice, dicevano..”Si può vedere?” Soltanto una

persona è riuscita a far apparire Berenice di fronte, un giorno

all’Improvviso sul “Settevolante” al posto della solita treccia disegnata

da  Renato Guttuso,  una foto di Jolena presa di fronte, con dietro di lei

una sua grande amica che la tiene ferma costringendola a farsi fotografare,

e con la promessa di pubblicarla la foto. Questa sua grande amica era

Anna Magnani, solo lei  poteva riuscire a tanto.

 

 

Claudia Terenzi     

“Le incisioni di Umberto Mastroianni dal 1962 al 1972” ediz. Limitata,

 2000 esemplari.

Claudia, ha curato e cura, molte mostre e iniziative editoriali.

 

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 Agli Interni      

                                                                Miriam Mafai        A.Gismondi      R.  Zangrandi           

 

    

Franco Tintori    Mario Benedetti    Felice Chilanti       Enrico Nobis         P. Quaglierini

 

     

Faustino Durante A. Mastrangeli        Giacinto Borelli     Carlo Benedetti   Ugo Ugolini          

 

   

   B. Manfellotto       Adele Cambria

    

E. Frattarelli      Alberto Ciattini  Giov. Perego      Nicola Palmieri e il tesserino firmato da

                                                                                         Aaiello  Coppola.

 

Il capo servizio era Giulio Goria.

C’erano: Miriam Mafai, Renato Venditti, Angelo Aver, Giovanni Perego,

Enrico Ardu’, Arturo Gismondi , Ruggero Zangrandi, Emilio Frattarelli,

Andrea Barberi, Nicola Cattedra, Orazio Barrese, Carlo Benedetti,

Giacinto Borelli, Aldo De Jaco, Mirella Delfini, Giancesare Flesca,

Giorgio Grillo, Franco Magagnini, Gino Pallotta, Fausto De Luca,

Giorgio Ricordy, Franco Tintori, Mario Ugazzi, Ugo Ugolini,

Oscar Da Riz, Mario Talli, Mario Benedetti, Enrico Nobis, Carlo Jovine,

Piero Quaglierini, Angelo Coen, Andrea Santini, Oretta Bongarzoni,

Fabrizio Coisson, Gianfranco Corsini, Mario Benedetti, Arnaldo Agostini,

Felice Chilanti, Daniele Del Giudice, Augusto Mastrangeli,

Faustino Durante,  Guido Quaranta, Adele Cambria, Nicola Palmieri.

 

Adele Cambria  è stata inviata speciale.

Faustino Durante, era il collaboratore medico.

Il redattore scientifico, era Angelo Coen.

Bruno Manfellotto, Ha diretto le pagine economiche e finanziarie.

Negli anni 80, passa a”Panorama fino a diventarne capo

redattore centrale. Nel 1992  si trasferisce all’Espresso”

Attualmente è direttore de “Il Tirreno”. Uno dei suoi ultimi libri

è “Sprofondo Nord: viaggio nella Padania che non ti aspetti”.

Nicola Palmieri  Dal Ministero delle Finanze (1965), Conosce per

caso, il redattore notturno Stefano Petrovich . Si Trasferisce nella

sua citta' a Benevento, sempre per caso, un giorno chiama Paese Sera

per dare una notizia (parla con il segretario di redazione Palla) e inizia

cosi' la sua collaborazione con il direttore Arrigo Benedetti e poi

Aniello Coppola. Oggi Nicola vive in centro America, da pensionato

con la moglie originaria di El Salvador.

 

I Corrispondenti e inviati degli Interni

 

Inviati:Arturo Gismondi, Gianfranco Corsini, Enrico Nobis,

Enzo Rava, Gianni Rodari.

Il corrispondente da Milano era Giorgio Manzini.

Il corrispondente da Venezia era Giulio Obici.

Il corrispondente da Bologna era Pietro Mondini.

Il corrispondente da Napoli era Luigi Ricci.

 

Il caso De Luca….

Fausto De Luca lavorava alla redazione politica. venne licenziato per le

sue posizioni  troppo vicine al PSI  erano i primi mesi del 1958.

Quando De Luca fu cacciato Gianni Rocca degli esteri, e Nicola Cattedra

protestarono, andando a parlare con Ruggero Zangrandi,  furono quindi

sottoposti a processo dalla cellula del giornale. Cattedra condannato ad

un anno di sospensione della tessera, Gianni Rocca solo a tre mesi in

quanto ex partigiano. Entrambi ovviamente si dimisero dal giornale

finendo in disoccupazione. Per tutti e tre comunque il futuro avrebbe

riservato altre soddisfazioni professionali, al Giorno , a Epoca ,

all'Europeo e a Repubblica.

 

 

 n.f. la sezione interni (1963)                            

 

Alla Camera dei Deputati 

Il giornalista accreditato presso la sala stampa

era Guido Quaranta      

 

In Vaticano 

                                                      Lillo Spadini

 

Il giornalista accreditato era Lillo Spadini, che era anche un

Ottimo disegnatore.

Poi in seguito il vaticanista sarà  Carlo Benedetti.

 

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Pagine della
Cultura          

                                                                Adolfo Chiesa               Felice Chilanti e Piero Dallamano    

 

         

     Adolfo Chiesa       Alfredo Orecchio            G. Corsini             Piero Dallamano

 

    

   Luigi Biamonte    Ivana Musiani         

Al supplemento libri  c’erano: Luigi Biamonte, Piero Dallamano,

Adolfo Chiesa,  Ivana Musiani, Alfredo Orecchio, Gianfranco Corsini,

Armando Vitelli, Bianca Bracci Torsi.

Terza pagina, il capo servizio era Alfredo Orecchio.

Critico letterario, era Piero Dallamano.

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Cesare Zavattini     

                                                            Il suo primo libro…..

                                                            Parliamo tanto di me..” (1931)

 

Cesare Zavattini, a cavallo fra gli anni 50 e 60, per Paese Sera curava una

rubrica dal titolo “Telegrammi” . Raramente veniva in redazione, i fattorini

andavano a casa sua per ritirare i pezzi da pubblicare e per consegnargli la

posta che era a lui indirizzata.  Quando però arrivava in redazione era solo

per un motivo, si infilava nella stanza del direttore e aspettava delle ore

anche se non c’era, ma quando il direttore arrivava…..gli strilli si

sentivano per tutte le stanze. In pratica, era successo che ancora una

volta i suoi scritti erano stati storpiati con dei refusi spaventosi che

avevano cambiato tutto il discorso. Poi però usciva sorridente dalla

stanza, con la promessa del direttore che nei servizi successivi non

sarebbe mai più accaduto. E invece accadeva, accadeva eccome, e…..

naturalmente Zavattini tornava in redazione A pugni chiusi.

 

Adele Cambria    

                                                Adele Cambria (foto di Manuela Fabbri)  ed uno dei suoi tanti libri.

                                      http://adele-cambria.blogspot.com/

 

Dopo l’esperienza a Paese Sera come giornalista professionista dal 1960

al 1962, ha continuato a lavorare per le maggiori testate nazionali, da

La Stampa” a “Il Messaggero” a “L’Espresso” “Il Giorno” fino alla

collaborazione con L’Unità iniziata nel 2003. Alcuni suoi colleghi redazionali,

ricordano una bellissima ragazza che all’epoca aveva sui 26, 28 anni. Per

tutti era un motivo di orgoglio averla in redazione. Adele Cambria ha

pubblicato libri che hanno avuto un successo strepitoso,  Maria Josè” (1966)

Dopo Didone” (1974) “Amore come rivoluzione-La risposta alle lettere dal

carcere di Antonio Gramsci” (1976) “In principio era Marx” (1978)

Il Lenin delle donne” (1981) “L’Italia segreta delle donne” (1984)

 Nudo di donna con rovine” (1984) “L’Amore è cieco” (1995)

Tu volevi un figlio carabiniere” (1997) “Storia d’amore e schiavitù” (2000).

Adele ha anche scritto molto per il teatro, e partecipato ad alcuni film

 come attrice. (vedi suo blog)

 

Adele ricorda….

Assunta come inviato nel luglio 1960, facevo interviste a Jean Paul Sartre,

in prima pagina, e con mie foto di allora, ho attraversato in macchina la

Sicilia, da Palermo a Testa dell’Acqua per intervistare l’ergastolano

condannato per avere ucciso il fratello che,viceversa, era vivo e spuntò

dopo 20 anni. Amica di Elsa Morante, Alberto Moravia Pasolini (che mi

volle in “Accattone”) su Paese Sera ho Scritto anche come collaboratrice

da Londra per i primi sei mesi del 1967. (A.C.)

 

 

1958, morte di Pio XII                                                  1963, muore Giovanni  XXIII                    

                            

 

    

   10 maggio 1974 referendum sul divorzio   14 mag.1974  Vittoria sul Referendum,

                                                                                                   la legge sul divorzio  resta.

                                             

    

 1974                                                            17 giu.1975    

                    

In occasione del referendum sul divorzio(1974) Peynet ha contribuito

Mandando un suo disegno da pubblicare.

Traduzione: Per noi non è un problema, ma i compagni che  non si

amano più, hanno ragione di divorziare.

 

   

n.f. Aldo Moro (1978)         uno dei tanti volantini b.r. 

    

 

di borsa   Se ne occupava Gherardo Gherardini 

 

La rubrica Motori      

                                                              Eraldo Sculati           Tommaso Tommasi

 

Era curata da Eraldo Sculati e  Tommaso Tommasi

 

Le Redazioni
Locali                       

                                                                                                     Sesto Egidi           

 

Ci lavoravano:  Ivo Morelli, Raffaele Gambari,  Giancarlo Padula,

Lamberto Sposini, Francesco Cioce, Adriano Paniccia, Oscar Da Riz,

Sesto Egidi che passerà al  “Corriere Adriatico” e Gigi Pini che passerà

al Tg2.  Con Mario Papetti che passerà alla Rai.

 

Redazione
di Frosinone      

                                                                         Francesco Cioce    Mario Papetti  Adriano Paniccia

 

Nella redazione di Frosinone ci hanno lavorato: Oscar Da Riz,

Franco Poggianti, Adriano Paniccia, Enrico Franco, Pasquale Giordano,

Nando Tasciotti, Mario Papetti, Loredana Quatrini, Francesco Cioce.

Fotografi: Antonio Pepe e Alberto Spaziani, Maurizio Ferrara, Gianni Passa.

 

Redazione di Perugia

                                                                                                           Lamberto Sposini

 

Lamberto Sposini, ha iniziato la carriera giornalistica giovanissimo, il

suo primo  incarico, è stato come corrispondente da Perugia per il nostro

giornale. Poi tutti sanno la bella carriera che ha fatto nelle tv.

 

Redazione di Terni

                                                                                   Giancarlo Padula

 

Giancarlo Padula , ha iniziato la sua carriera giornalistica a Paese sera,

che  dal 1973 al 1976 aprì l’edizione Umbra a Terni. Padula scriverà libri e

diventerà un bravo cantautore.

 

 

Redazione di Ostia

                                                                                    Il tesserino di Guglielmo Persichini

 

Con Sergio Spirito lavoravano Lucia Visca e Guglielmo Persichini che era

il  fotoreporter.

    

1974- Ostia, la sede della redazione di Ostia a piazza dei Ravennati

 

Redazione di Napoli

Luciano Scateni responsabile, Geppino Mariconda, Goffredo Locatelli,

Enrico Fiore, Matteo Cosenza, Eleonora Puntillo, Enzo Ciaccio,

Licio Seneca, Fulvio Milone, Walter Pandimiglio, Sergio Gallo,

Luciano Giannini, Franco Nocella, Emanuele Imperiali e Mario Papetti,

che dopo l’esperienza di Paese Sera, andrà alla Rai.

Matteo Cosenza  Dopo l’esperienza di Paese Sera, passerà a “Il Mattino

di Napoli, per poi Dirigere “Il Quotidiano di Calabria

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Gianni Rodari       

Che oltre a scrivere fiabe  e filastrocche per bambini, conservava la sua

Passione  per il giornalismo, come corsivista di prima pagina con lo

pseudonimo di Benelux.

Rodari era solito soffermarsi a conversazioni anche le più banali con

uscieri e fattorini, parlare di qualsiasi cosa mentre lui passava,

significava agganciarlo, faceva piacere questa sua disponibilità.

 

 (Benelux, alias a turno Felice Chilanti, Ruggero Zangrandi,

 Gianni Rodari,  Alfredo Orecchio, Marco Cesarini Sforza),

 

    

  

 il 24 ore  di Michele Salerno           Berengario di Enzo Rava 

 poi di Ruggero Zangrandi (Publio)

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 Fiamma Nirenstein

 

Nata a Firenze, è laureata in Storia Moderna. La sua carriera, dopo aver

fondato il mensile femminista “Rosa”, comincia nel ’76  a “Paese Sera”

di Arrigo Benedetti;  erano gli anni del Movimento Studentesco e delle

Brigate Rosse, e nel ’77  Aniello Coppola spostò a  Roma Fiamma

Nirenstein per seguire questi argomenti.

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Agli Esteri         

                                                                            Augusto Livi           Fulvio Grimaldi           

    

            

 R. Minuti                          N. Tersigni (2008)  Ennio Capecelatro    Lucio Manisco             

 

Capo servizio era Giorgio Signorini.

C’erano: Angelo Franza, Augusto Livi,  Fulvio Grimaldi, Giorgio Fanti ,

Giacinto Borrelli, Gianfranco Corsini,  Giorgio Manzini, Vito Sansone,

Lucio Manisco, Neliana Tersigni, Riccardo Minuti, Paolo Pardo,

Gianni Rocca, Lamberto Rem Picci,  Ennio Capecelatro.

 

Lucetta Negarville, era la traduttrice redazionale.

 

Fulvio Grimaldi era l’inviato di guerra, le sue spedizioni all'estero,

Medio Oriente, Africa, Germania, Irlanda, Inghilterra

 

 

    

n.f. La sezione Esteri (1963)

 

I Corrispondenti

Da New York       il corrispondente era John Cappelli

Da Parigi               il corrispondente era Giorgio Signorini

                                    poi in seguito Giorgio Fanti

Da Mosca             il corrispondenti sono stati Augusto Livi

                                   Paolo Pardo, Vito Sansone, e Claudio Fracassi.

 

Inviati Speciali

In Medio oriente     l’inviato speciale era Fulvio Grimaldi

in Cina                         l’inviato speciale è stato Gianni Rodari

in Vietnam                l’inviato speciale è stato Mario Lenzi

in India                       l’inviato speciale è stato Giorgio Signorini

Urss                           l’inviato speciale è stato Augusto Livi

Cile                            l’inviato speciale è stato Augusto Livi 

 

                 

C’era anche A. Scattolini , in età molto avanzata, era stato un redattore

dell’”Osservatore romano”, e conoscendo diverse lingue, la mattina si

leggeva tutta la stampa estera per segnalare al direttore avvenimenti

internazionali. Quando Scattolini è venuto a mancare, era il sottoscritto

che portava alla vedova tutti i mesi la rata della liquidazione che

l’amministrazione aveva concordato con la signora. Ricordo che quando

mi sono sposato nel 1969, la signora, in una delle occasioni in cui gli

portavo i soldi del giornale, sapendo del mio matrimonio imminente,

volle regalarmi un mobiletto che aveva in un angolo della sua camera

in  affitto presso una pensione di piazza Vittorio. 

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Il reparto
telescriventi        

                     L.Puglielli, G. Persichini, Nello Aurizi, Maurizio Grilli e.. 

                                                                    

 

   

  Guglielmo Persichini e Nello Aurizi

 

Uscieri e fattorini si occupavano anche delle teleescriventi portando le

agenzie ansa, ap, e agenzia Italia ai vari settori della redazione,

controllavano l’arrivo delle telefoto, organizzavano i viaggi dei fattorini a

casa dei collaboratori importanti che scrivevano per il giornale. Erano:

Gianni Boncompagni, il senatore Bonacina, Alberto Moravia , Lucia Alberti,

 Dacia Maraini, Renato Guttuso, Pier Paolo Pasolini, Cesare Zavattini

che ogni volta si raccomandava per i refusi, e tanti altri…

 

Il caporeparto era Pietro Magnani, dopo di lui lo è stato Oscar Piacentini.

 

Ci hanno lavorato: Pietro Magnani,  Silvi, Elio Gismondi, Luigi D’Ulizia,

Marcello De Rivo, Pietro Righetti, Franco Barani, Daniele Vacca,

Oscar Piacentini, Marcello Marras, Franco Martucci,  Roberto e

Luciano Puglielli, Guglielmo Persichini, Antonello Trinchieri, Nello Aurizi,

Virgilio Briotti, Adolfo Amati (Tigellino) Andrea Duranti, Angelo Canini,

Maurizio Grilli, Maurizio Brignardelli, Nino Sileci e Elio Renda (autisti).

 

         

  P. Magnani    A. Amati       A. Trinchieri  R.Puglielli   N..Sileci   M. De Rivo        

 

       

M. Grilli             M. Marras        L.Puglielli  G. Persichini        F.Barani e F.Martucci

 

     

 L.Dulizia  M. Brignardelli     Silvi             Oscar Piacentini

 

Le telescriventi, nell'apposita sala, battevano tutto il giorno notizie

teletrasmesse dalle agenzie Ansa, Associated press,  Agenzia Italia, con

un fracasso infernale. c’era anche la telescrivente collegata con l’ufficio

del corrispondente all’estero, bastava sedersi e scrivere sulla tastiera

quello che si voleva comunicare, attendere qualche secondo  per poi

ricevere la risposta scritta su carta della telescrivente. Ricordo le

semplici chiacchierate fatte con John Cappelli da New York, un po come

si fa oggi su un computer quando si chatta, ma in maniera meccanica e

molto rumorosa, il semplice…” Ciao come stai?”. Veniva registrato

sulla bobina di carta.

 

    

Virgilio Briotti                                                  Guglielmo Persichini nella sala delle telescriventi     

 

Virgilio Briotti  è stato per molti anni il responsabile della sezione

Telescriventi, Paese Sera usciva Tre volte durante l’arco della giornata e

Virgilio era sempre all’erta per un’eventuale agenzia che Avrebbe deciso

all’ultimo momento il titolo in prima pagina. E’ merito suo, se gli altri giornali

spesso hanno preso dei buchi, e Paese Sera con edizioni straordinarie è

arrivato nelle piazze a tempo di Record.  Non lasciava le telescriventi

nemmeno  se lo prendevi a cannonate, era solito dire…”Ragazzi, scendete

al bar resto io a controllare le agenzie…e portatemi un caffè”.

                                                                                   

 

      

n.f. La pompa della posta pneumatica che era collocata nel corridoio del terzo piano.

 

L’usciere doveva occuparsi del materiale che una volta scritto dai redattori

veniva spedito con la pompa pneumatica in tipografia, mentre  le foto scelte

da mettere in pagina venivano portate in zincografia. Per la redazione

andavano aggiornate le stecche, contenevano ognuna almeno un mese di

arretrato di “Paese Sera” e di tutte le altre testate più importanti.

Bisognava preparare le mazzette dei giornali per  i capiservizio,  con i

giornali che venivano come cambio dalle altre testate giornalistiche.

L’amministrazione di “Paese sera” era così povera che l’usciere doveva

rinfrescare i barattolini di colla coccoina sui tavoli dei redattori,

togliendone uno strato indurito e con un barattolone aggiungendo una

piccola quantità fresca su ogni barattolino di alluminio, in fondo a  quei

barattoli c’era colla secca inservibile vecchia di anni. I fattorini, dovevano

ogni giorno, andare alla stazione Termini a ritirare i fuorisacco, materiali

spediti dalle redazioni locali, materiali che i redattori di Terni o Frosinone

o da qualsiasi altra località, consegnavano al macchinista del Treno. Il

fattorino aspettava il treno al binario di arrivo, ricordo che uno di questi

era il 21, e così tutti i giorni, all’epoca non c’erano i fax,  presa la busta

si tornava al  giornale per l’impaginazione.

 

Una Curiosità su Renato Guttuso 

Da fattorino, mi capitò di dover andare spesso  nella casa-studio di

Renato Guttuso, in una di queste occasioni in cui andavo a ritirare un

suo scritto o a portare a lui qualcosa, Guttuso indicandomi una tela mi

chiese se mi piaceva, e addirittura se volevo portarmela via, praticamente

me la regalava. Tutta la mia concentrazione era rivolta alle dimensioni

della tela, credo misurasse almeno 3 metri di altezza x 2, esageratamente

grande. Gli dissi semplicemente che essendo andato da lui in vespa le

dimensioni non mi permettevano di portarla via, e che a casa mia i soffitti

erano alti soltanto 2 metri e settanta. Ma ho sempre sospettato che la

risposta se l’aspettasse, a volte dalla sua finestra all’ultimo piano del

palazzo a piazza del Grillo mi vedeva arrivare in vespa, e

puntualmente con un cenno della mano mi salutava.

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Gli Stenografi
e Dimafonisti
    

                                                               Tessera del giornale di Arnaldo Del Papa con la firma del

                                                               direttore Tomaso Smith-1954

 

Articoli e notizie venivano dettati agli "stenografi" che "raccoglievano"

in apposite cabine insonorizzate e poi traducevano e consegnavano il

materiale ai giornalisti addetti. Ricevevano telefonicamente i pezzi dei

collaboratori e degli inviati, stenografando o registrando su nastro

magnetico, poi riportavano il pezzo da consegnare alla redazione su

macchina da scrivere. Il lavoro degli stenografi era molto delicato,

ricevevano telefonate da personaggi famosi del tipo: Alberto Moravia,

Pier Paolo Pasolini e tanti altri. Un refuso, poteva sconvolgere il senso

di un ragionamento.

 

     

     A. Rasa      A. Alfieri             G. Annibaldi       P.Torricelli    Arnaldo del Papa       

 

Stenografi : Antonio Rasa caposervizio,  Giuliana Annibaldi,

Adele Alfieri, Alberto Gambetti,  Arnaldo Del Papa, Ivana Musiani,

Peppino Torricelli, Egle Rocca, Giuseppe Alfi, Mario Galdieri,

Dora Parenti.

 

         

A. Gambetti          P. B.Sciorilli          Massimo Menna    Spartaco Turris       G.  D’Alessio        

 

 Dimafonisti: Massimo Menna, Spartaco Turris, Pasquale Sciorilli Borrelli,

Gloria Passa, Gabriella D’Alessio, Piera Paolesse, Gabriella Tirelli,

Anna Laura.

         

 

         

      Gloria Passa           Piera  Paolesse        Serenella Giorgi           y                  Gabriella Tirelli

 

 

   

Massimo Menna   1971                                                                            Arnaldo Del Papa

Arnaldo Del Papa, ricorda….

Gli stenografi di Paese: Antonio Rasa capo,   Giuliana Annibaldi,

Adele Alfieri, Arnaldo Del  Papa, Giuseppe Alfi e  Galletti.

Di Paese Sera erano gli stessi a cui si sono aggiunti anche Mario Galdieri,

che poi passò a seguire la nuova moda delle canzoni, e via via i dimafonisti

tra cui Massimo Menna . Ad Antonio Rasa successe  nella carica di

Caposervizio e venne dall’Unità di Torino. – eravamo in via dei Taurini –

 Peppino Torricelli . Dopo Torricelli in pensione, come capo fu

Arnaldo Del Papa e vice Massimo Menna .

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L' Archivio
Fotografico   

                                                              Alberto Treves                                                                                                                             

 

 

     Alberto Treves,      Nino  Nisio     Roberto Puglielli   Gino Pizzolo

 

L’Archivio fotografico era collocato al primo piano.

Conteneva almeno 700mila fotografie, foto di cronaca nera, sport,

spettacolo,  di politica, attentati, manifestazioni, di agenzia di stampa e

dei nostri fotografi. I rapporti con altri giornali erano stretti, non

mancavano gli scambi di foto quando qualcuno aveva preso un buco, era

reciproco, tanto prima o poi toccava pure a noi.

Ci lavoravano:Alberto Treves che era l’archivista capo, e i colleghi,

 Nino Nisio, Roberto Puglielli, Gino Pizzolo e Domenico Silvi.

 

 

Nino  Nisio  e Gino Pizzolo

 

 

Nino Nisio e Alberto Treves

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L' Archivio 
Documentazione        

                                                                                               M. Galdi.

Ci hanno lavorato: Mariella Galdi, Renata Lampredi, Gianni Pozzi,

Angelo Franza, Aurora Santuari.

 

dove redattori  e collaboratori  si documentavano per i loro pezzi.

C’erano buste piene di ritagli di giornali, riviste su vari argomenti, gli

Archivisti leggevano tutto, e conservavano il materiale cartaceo in

attesa delle richieste dei redattori. Quando un personaggio pubblico,

che poteva essere politico, o del mondo dello spettacolo ecc. arrivava

ad un’età avanzata, gli archivisti chiedevano ai redattori di scrivere

 il coccodrillo. Il coccodrillo è un pezzo che viene scritto come se il

personaggio Fosse morto. Questo per anticipare i tempi nel caso

di decesso improvviso dirante la lavorazione. Al pezzo mancava di

inserire solo Quando, come, dove, e perchè.

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I Fotoreporter            

                                                                 

 

    

 F. Brucoli                      Gianni Diara            Marcello  Salustri     Giorgio Sartarelli         

 

 

   Angelo Scipioni

 

Erano: Aldo Rossi (detto er cattivo) e capo dell’ufficio, Franco Brucoli,

Paolo Andreetti, Marcello Salustri, Rodrigo Pais,  Giorgio Sartarelli,

Carlo Bozzardi, Enrico Bordoni, Giuseppe Arnone, Alberto Pais,

Piero Ravagli, Gianni Diara, Angelo Scipioni.

 

I fotoreporter di Paese Sera sono stati i migliori nel campo giornalistico,

in quanto a scoop ne sono stati fatti veramente tanti.

Non mancavano interventi per aiutare quotidiani concorrenti che avevano

Preso buchi.

 

Piero Ravagli negli anni sessanta è fotografo di cronaca, e collabora

con la redazione di “Paese Sera” per le tre edizioni del quotidiano.

Dal gennaio 1965 è titolare dello “Studio Ravagli”,

 

Rodrigo Pais negli anni 60-70 collabora a “Paese sera”.

Insieme a Giorgio Sartarelli fonda l’agenzia fotografica “Pais e Sartarelli

Che fino al 1972,anno dello scioglimento,sarà considerata una delle più

apprezzate e note.

Nato a Roma, ma di antiche radici sarde, a quattordici anni era il garzone

di un barbiere. Uno dei clienti lavorava nel laboratorio di «Luxardo»,

il grande ritrattista romano. Ogni volta, mentre Rodrigo dava di spazzola,

il signore diceva :« Ho saputo che sei incantato dalla fotografia. Vieni

con me in camera oscura e imparerai un mestiere bellissimo » Alla fine

Pais aveva accettato, dando così inizio ad una straordinaria avventura.

Era il 1946.  Poi , nel 1950,era arrivata la grande gioia di passare

all’Unità, come fotoreporter di primo piano. Sono sue le straordinarie

immagini sul caso Montesi pubblicate dal giornale. Con Giorgio Sartarelli

aveva fondato l’agenzia «Pais e Sartarelli » e aveva cominciato a

collaborare anche con Paese, Paese Sera. Vendeva fotografie in mezzo

mondo. Fu anche il primo a riprendere tutto il caso Fenaroli e in particolare

 l’arresto a Milano di Raoul Ghiani  e il suo trasferimento a Roma.

La sua vicenda personale è legata al mondo del fotogiornalismo romano

e in particolare a quello che si occupava della grande, grandissima cronaca.

Fra Tazio Secchiaroli e  Aldo Rossi, «il cattivo». Ultimamente Rodrigo si

dedicava alla cura del suo archivio fotografico, ci ha lasciati nel 2007.

 

 

      

Angelo Scipioni (1971) Immagini riprese da Angelo, pochi minuti dopo la

violenta l’esplosione che ha devastato il palazzo di largo Telese.

Esplosione provocata da un irresponsabile che deteneva quintali di botti

di capodanno in un negozio. Ci furono diverse vittime.

 

 

27 mag.1970 -Franco Brucoli n.f. aggredito dai c.c. alla Villetta della Garbatella.

 

Franco Brucoli pestato dai Carabinieri.

La Nato all’Eur e la sinistra in piazza a protestare.

Le foto di quella giornata , i titoli dei giornali, parlano d’una battaglia

durata ore, di  prolungate cariche della polizia, di”tattiche guerrigliere”

degli studenti, lacrimogeni Sparati a volontà con decine di feriti, il più

grave causati dall’assalto dei carabinieri, alla Villetta della Garbatella.

Un testimone della mano pesante dei CC: Franco Brucoli, fotografo di

Paese Sera, " Ero lì - fa Brucoli - quando una carica violenta, annunciata

dai lacrimogeni che sbattevano sui tabelloni elettorali, mi spinse dentro

la sezione. Furono i carabinieri a sfondare la porta. Io, nascosto, ripresi

l'intera sequenza dell'irruzione. Poi l'ufficiale diede l'ordine di pestarmi

e rimediai un'elmettata in faccia. Al San Camillo mi venne a trovare

 Giancarlo Pajetta e Luigi Longo mi mandò un telegramma."

 

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L'Amministrazione        

                                                                                         Amerigo Terenzi      Leandro Venditti   

 

          

 R. Spicciariello              Vera  Clementi       Pina De Luca     Carlo  Lombardi            

 

         

      N. Agnese         A. Benedetti              A. Di Frischia         

 

      

U. Panone      Angelo Pantanella  Silvano Leandri  Marcello Sellati       Ugo Bassi

 

        

C. Giuliani     Garibaldi          G. Gimelli          Ugo Natanne        Bruno

 

Era al quarto piano, c’era l’ufficio dell’editore Amerigo Terenzi, sulla

porta dell’ufficio c’era attaccato un biglietto da visita con su scritto

Giancarlo Pajetta, noi tutti abbiamo sempre pensato che volesse con

quell’espediente evitare perquisizioni. Renata Lampredi e Nila Agnese,

erano le segretarie di Amerigo Terenzi. C’era  l’amministratore della

editrice “Il Rinnovamento” Leandro Venditti e tutta l’amministrazione

del giornale con l’ufficio diffusione. In amministrazione ci hanno

lavorato: Cesare Remia, Franco Lo Bue, Ugo Bassi, Torre, Raffaele

Spicciariello, Enrico Badiali, Giovanni Valeri, Vera Clementi,

Alfonso Di Frischia, Maria Teresa Del Monaco, Pina De Luca,

Anita Benedetti, Francesco Badiali, Pina Di Lena, Antonella Cannone,

Giuseppe Colombo, Giovanni Spicciariello, Medardo Merli, 

Franco Tibaldeschi,  Nello Righi, Nilo Gasperini, Umberto Panone,

Franco Di Stefano, Giordano Sbogar, Fernando Fiori, Domenico Callari,

Silvano Leandri,  Rina Cacioni, Angela Orecchia,  Margherita Simmi,

Lucherelli, Bruno Melillo, Leandro Venditti, Mario De Rivo, Glauco Gimelli,

Cataldo Giuliani, Rosario Coppolino, Ugo Natanne, Garibaldi,

Angelo Pantanella, e Bruno al garage del giornale.

 

Foto per il decennale, era il 1958.

 

In prima fila:Domenico Callari, Ugo Bassi,  Silvano Leandri, Rina Cacioni,

Angela Orecchia,  Margherita Simmi, Lucherelli, Bruno Melillo,

Leandro Venditti, In seconda fila: Mario De Rivo, Cataldo Giuliani,

Rosario Coppolino, Giuseppe Colombo, Giovanni Spicciariello,

Medardo Merli, Franco Tibaldeschi, In terza fila: Nello Righi, Graziano Nisio,

Nilo Gasperini,  Franco Di Stefano, Giordano Sbogar, Fernando Fiori,  

 

Silvano Leandri sposo.

Da sin: Glauco Gimelli, Bruno, Ugo Natanne, Giuliani Cataldo,

Garibaldi, Oscar Piacentini, Unberto Panone,  Angelo Pantanella.

 

Anita Benedetti  Si occupava anche delle scolaresche che venivano in

visita al giornale, dopo l’incontro con Gianni Rodari, i ragazzi  visitavano

con Anita, redazione tipografia,  rotative, e spedizione, c’era tutto nel

palazzo di via dei  Taurini.

 

n.f. Anita Benedetti con una scolaresca in visita al giornale.

Con Ugo Mannoni presente nel salone della cronaca.

 

Anita Benedetti, Donatella Doppieri e Pina De Luca.

 

 

In alto: Garibaldi, Ugo Natanne,  Bruno (meccanico)  Oscar Piacentini, Cataldo Giuliani.

In basso: Angelo Pantanella, Umberto Panone, Silvano Leandri, Glauco Gimelli.

 

Massimo Cipriani

Ha seguito I “Grandi servizi di Paese Sera

(libri), “Caro Anno Nuovo”,  è stato responsabile dello “Speciale

Viaggi”, del “Cambiacquista”, ha seguito i lanci delle redazioni

locali di Perugia, Terni, Firenze e Napoli.

 

Pippo Baudo, al “Caro Anno Nuovo” organizzato ogni anno da Gianni Rodari.

 

 

La distribuzione dei giocattoli    I ricchi e Poveri

 

presentava  Pippo Baudo, Il direttore Giorgio Cingoli premiava i ragazzi.

 

Totò e Franca Faldini al circo orfei con Paese Sera nel 1960

 

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L'Ufficio 
Diffusione                               

 

          

 Cesare Ranucci  Giuseppe Pascucci  Maurizio Valli   F. Di Stefano        T. Giuliani

 

Mario De rivo

Ci lavoravano:  Spartaco Gigliarelli caposervizio, Mario De Rivo,

Enrico Fiore, Silvi, Panone, Giuseppe Pascucci, Franco Di Stefano,

Maurizio Valli, Lucilla Cesaroni, e Cesare Ranucci ispettore di tiratura,

Tonino Giuliani.

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L'Ufficio 
Resa         

                                                 C. Pullara

                                       

 se ne occupavano  Carmelo Pullara, Franco Fatone,

 e Nilo Gasperini (Omino)

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   Economato            

                                                                    B. Viterbo

Il responsabile era Bruno Viterbo, che per tutti noi era il mago,

in molte occasioni ha fatto il miracolo  di trovare la carta  per le

rotative,  in prestito a gratis o a buffo quando eravamo in difficoltà,

praticamente sempre.

Bruno si occupava dei pacchi per i dipendenti a Pasqua e a Natale,

quando sotto le feste su “Paese sera” c’era una pagina di pubblicità  di

un panettone  o di spumanti e vini, sicuramente facevano parte del pacco

che ci sarebbe stato dato.

Bruno otteneva tutti quei pacchi facendo un cambio  pubblicità con le

aziende produttrici.

Con Bruno Viterbo lavorava Nenci Adamo.

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GERENZE

             

     

1967-1975 direttore Giorgio Cingoli          1975-1976-Arrigo Benedetti