Sede via
dei Taurini
Nell’edificio dello
stabilimento tipografico “GATE”
(Oggi, tutto l’edificio ospita uffici e laboratori del
C.N.R.)


In via dei Taurini
19, per “Paese
sera” è stata la seconda sede, occupando
tre piani
dell’edificio. Nel 1956 la redazione di “Paese
sera”viene trasferita
in
via dei Taurini 19, nel quartiere s. Lorenzo, a due passi dall'Università, e
dalla
stazione ferroviaria, tra ferrovieri, studenti universitari, insegnanti e
bottegai.
Nelle stanze sono stati vissuti,
avvenimenti indimenticabili, legati
alla
vita quotidiana. Una redazione frequentata da intellettuali, politici e
personaggi
pubblici dello Sport e del mondo dello spettacolo.
del
1958

Foto ricordo, per il
decennale de
“Il Paese” Paese Sera” (1958)

1) Giuliano Capriotti ,
redattore giudiziario.
2) Emilio Frattarelli,
redattore parlamentare.
3) Marcello Salustri, servizi fotografici. 4) Fausto Coen, condirettore.
5) Mario Melloni, Direttore.
6) Jolena Baldini, (Berenice).
7) Arnaldo Frateili, critico
teatrale. 8)Adele Alfieri, stenografa.
9) Silvana Ferraro, segreteria di redazione. 10)
Michele Salerno, dirett. Resp.
11) Angelo Coen, redattore
scientifico. 12) Giuliana Annibaldi, stenografa.
13) Lamberto Martini, cronaca. 14) Riccardo Minuti,
redattore esteri.
15) Gianni Di Giovanni, redattore cronaca. 16) Antonio
Rasa serv. Stenogr.
17) Mariella Galdi,
archivista. 18) Mario Galdieri , redattore rai tv,
musica.
19) Felice Chilanti, inviato
speciale. 20) Emma Nasti, video.
21) Gianfranco Duranti, redattore cronaca. 22) Giulio Crosti, inviato speciale.
23) Riccardo
D’Amico, vice redattore capo. 24) Fidia Gambetti, redat. capo.
25) Ruggero Zangrandi
(Publio). 26) Enzo Branzoli Zappi, capocronista.
27) Leandro Venditti, direttore amministrativo. 28) Alberto
Giuliani, cronista.
29) Giulio
Goria, caposervizio interni. 30) Alberto Ciattini, redatt. Parlam..
31) Alfredo Orecchio, redattore 3a pag. 32) Angelo
Aver, redattore Cron.
33) Eric Salerno, redattore cronaca. 34) Berto Del
Bianco, segret. Di redaz.
35) Aldo
Biscardi, redattore sportivo. 36) Gianfranco Corsini,
inviato spec.
37) Enrico Nobis, inviato
speciale. 38) Adolfo Chiesa, redattore esteri.
39) Giovanni Perego, inviato speciale. 40) Luigi Biamonte, 3° pag.
41) Tommaso Tommasi, esperto
motori. 42) Mario Benedetti, redattore int.
43) Augusto Camerini, disegnatore. 44) Marcello Veturoli, critico d’arte.
45) Edgardo Pellegrini, redattore cronaca. 46) Dario
Beni, caposervizio sport.
47) Gianni Rodari, inviato
speciale. 48) Maurizio Liverani, critico cinemat.
49) Lillo Spadini, inviato speciale. 50) Giorgio Boschero, redattore cronaca.
51) Eraldo Sculati, motori. 52)
Augusto Mstrangeli, redattore parlamentare.
53) Faustino Durante, collab.
medico. 54) Piero Dallamano, critico letterario e
musicale. 55) Ivana Musiani,
Stenografa. 56)Mario Giordano, vice capo cron.

1963 il corridoio
della redazione al terzo piano ( 1963)
Al terzo piano tutta
la redazione al completo con i vari settori :cronaca, interni,
esteri, spettacoli,
sport, province, grafici impaginatori, con la segreteria di
redazione e la stanza
del direttore, e infine la stanza delle telescriventi, con
quella degli
stenografi.

Si riconoscono: Rem Ricci, Enzo Branzoli,
Di Giovanni, Gianni Rodari,
Mastrangeli, Riccardo D’Amico, Felice Chilanti, Eric Salerno, Ciattini.
____________________________________

Tomaso
Smith Mario Melloni Fausto Coen

Vittorio Nisticò Giorgio
Cingoli Arrigo Benedetti Aniello Coppola
1° e fondatore è
stato Tomaso Smith poi Mario Melloni seguito da
Fausto Coen, che di li a pochi anni lo avrebbe sostituito Giorgio Cingoli,
poi Arrigo Benedetti e Aniello Coppola.
Vittorio Nisticò è stato condirettore.
__________________________________

Michele Salerno Giulio Goria Sandro Curzi
Giulio Goria, vice
direttore responsabile per tutti gli
anni 60.
Sandro Curzi, vice
direttore dal 1974 al 1975.
Riccardo D’Amico,
Paolo Alatri e Mario Lenzi.
Michele Salerno. E’
stato a lungo uno degli editorialisti autori di
Ventiquattro ore, capo
del servizio esteri e inviato, vice direttore
responsabile, ha
avuto un ruolo, come molti ricorderanno, nel tenere
in piedi il giornale quando
gli avvenimenti di Budapest e poi di Praga
hanno visto l'esodo
di molti giornalisti. Dopo aver lasciato la direzione
a fianco di Fausto Coen è diventato presidente nel consiglio
d'amministrazione.
_______________________________
Berto Del Bianco Enrico Palla S. Ferraro
Negli anni dal 56 al
79 c’erano: Rosanna Sorani, Berto Del Bianco,
Silvana Ferraro, Lia Salvarani, Gianni Forlani, Maria Mamberti,
Adriana Battaglia, Maria
Teresa Del Monaco, Franca Cervetti.
Segretario di Redazione, prima Enrico Palla e poi Cosmo Barbato.

Angela Fais Cosmo
Barbato Lia Salvarani Gianni Forlani
Rosanna Sorani, è stata la segretaria di Tomaso Smith e Mario Melloni.
Lia Salvarani , è stata la segretaria dei direttori, da Coen a Benedetti.
Franca Cervetti era la
segretaria di Arrigo Benedetti.
Angela Fais Angela nel 1972 è rimasta vittima nella
sciagura aerea del
DC -8 dell’Alitalia precipitato con 115 persone a
bordo durante un atterraggio
All’aeroporto di Palermo. Sembra che un motore
dell’aereo sia andato in fiamme.
Poi lo schianto contro la montagna.
____________________________________________

Il giornale usciva
tre volte al giorno, e dalla mattina fino a notte fonda
c’era sempre qualcuno
a dirigere le varie edizioni.
Non mancava che a
notte fonda il proto della tipografia, dopo un giro
di telefonate decidesse
una ribattuta per una notizia arrivata
all’improvviso.

Fidia Gambetti
Riccardo D’Amico Stefano Petrovich
Redattori capo erano: Fidia Gambetti , Nicola
Cattedra,
Riccardo D’Amico, Mario Lenzi, Stefano Petrovich, Enrico Ardù.
Riccardo D’Amico è deceduto a Roma il 19 agosto 2011.
A Paese
Sera fu capocronista e redattore capo, poi nel 1983, l’incarico
Di direttore editoriale della redazione romana della Stampa.
C. Pucciarelli S.Di Battista E. Simeone A.
Giuliani

Ugo Ugolini Enrico Singer
Vice redattori capo erano: Alberto Giuliani, Giuseppe Deriu,
Enrico Singer, Ugo Ugolini , Carlo Pucciarelli, Sergio Di Battista,
Ennio Simeone.
Mario Lenzi
Due dei
suoi libri editi da Paese Sera
In seguito diventerà dirett.
editoriale dei giornali locali del gruppo “Espresso”
Mario Lenzi
è deceduto il 15 gennaio 2011 nella sua casa di Cortona.
Il 21 gennaio al Quirinale, avrebbe dovuto ricevere il
premio Saint Vincent
Alla carriera.
Mario Lenzi dal suo blog.
Qui intervengo su un tema molto particolare che a me
interessa per
ragioni personali e affettive. I lettori me lo
consentiranno. Prima di
lavorare nel gruppo dell”Espresso” ho lavorato, fino al
” Paese sera”, un
giornale molto diffuso a Roma e poco nel resto
d’Italia , che ha lasciato un ricordo vivissimo, perché.
con pochissimi
mezzi, ha aperto straordinarie novità in campo
giornalistico e grafico.
E’ un pezzo di storia del nostro paese, ed è una storia
pulita, finita
troppo presto, nel 1994. Ora chi vuole ( ed è
consigliabile) può
conoscere quella storia. Meno di un mese fa, infatti, è
nato un nuovo
sito www.paeseserastory.it
che la ripercorre. L’iniziativa è di
Roberto Puglielli,
che, recentemente, sotto pseudonimo “Marameo”
, ha fatto anche alcuni deliziosi e provocatori
interventi su questo
stesso blog. Perché invito i lettori a visitare quel sito
? La ragione
è molto semplice: io non
ho soltanto lavorato a “Paese sera”.
Lo ho amato. E ho voluto bene
a tutti quelli che ci lavoravano.
E’ stata una stagione certamente irripetibile, ma appunto
per
questo vale la pena di conoscerla.
Sergio Di Battista

“La partita della
vita” l’omaggio di Sergio Di Battista allo sport più bello
Del mondo e “ Un secolo di
Mondiali” due dei suoi libri fortunati.
Sergio ha lavorato in
quasi tutti i settori della mitica redazione, fino a
redattore capo
centrale.
Dario Beni, Alberto Bertini, Riccardo D’Amico, Ennio Capecelatro
e Paolo Zardo
e dietro Giacinto Borelli dietro il tipografo Mario Bruschi

Alberto Treves, Daniele Vacca, Marcello De Rivo e Edo Parpaglioni.
________________________________

Giorgio Forattini e Franco Bevilacqua Sergio Angeletti
www.forattini.it www.angese.it

Furio Fantini
Claudio Cento Aldo
Gagliardi Domenico Scocco
Impaginatori erano:
Cesare Italiani, Franco Nasini,
Enrico Sisti
Claudio Cento, Furio
Fantini, Gherardo Gherardini, Aldo Gagliardi.
Gianni Gagliardini, Striano, Domenico Scocco, Franco Bevilacqua,
Massimo Novelli, Angese, ovvero Sergio Angeletti.
Avevano una stanza
con un unico grande tavolo rettangolare.
Attorno a quel tavolo
ci ha lavorato alcuni anni Giorgio Forattini.
Giorgio Forattini 12 maggio
1974, una vignetta di Forattini,
beffarda e
scanzonata: “Il tappo è saltato”, con il segretario DC Amintore Fanfani
che
salta via dalla bottiglia di spumante.
Massimo Novelli uno dei suoi tanti
disegni
_________________________________________
1963
La cronaca, era un
grande stanzone con decine di cronisti.
I
cronisti, ascoltavano le comunicazioni
della polizia e dei carabinieri con una
Apposita radio, per essere "sul posto prima possibile".
Ogni tre ore, un
redattore faceva un giro di telefonate ai posti di polizia degli
ospedali della città.

Ugo Mannoni A. Giuliani
L. Martini
Enzo Branzoli Walter
Buzzoli Carlo
Rivolta

Paolo Zardo Sandro Mazzerioli Claudio
Fracassi Mario Ugazzi Pierluigi Pini Fulvio Grimaldi


Pino Bianco
Luciana ZanettaG. Di Giovanni M.
Dell’Omo Piero Passetti Lucia Visca F.Albertelli

G. Catalano Luciana Sica Enzo Rava G. Rosselli G. Duranti Francesco Cioce
Chi era alle prime armi si occupava dei necrologi, matrimoni,
poche righe
su una Colonna, poi c’era chi doveva parlare con i
lettori che arrivavano
in redazione, per questo era bravissimo Michele
Ragusa, sempre molto
disponibile con i problemi della gente. Era abitudine
fra i lettori quando
qualcosa non andava dire..” Ora
lo dico a Paese Sera” .

A. Aver Eric
Salerno Marisa Musu Pasquale Giordano G. Capriotti Bruno Maafellotto
E.
Pellegrini G. Boschero Tony Addis Francesco Cioce M. Lugli
Il capo servizio era
Walter Buzzoli, ma lo sono stati in molti.
C’erano: Ugo Mannoni , Enzo Branzoli, Carlo Rivolta, Eric Salerno,
Giorgio Boschero, Lamberto Martini, Gianfranco Duranti, Lucia Visca,
Sandro Mazzerioli , Luca Giurato, Alfonso Testa, Angelo Aver, Tony
Addis,
Claudio Fracassi,
Piero Passetti, Gregorio Catalano, Mario Ugazzi,
Giorgio Dell’Arti, Fulvio
Grimaldi, Pierluigi Pini, Walter Buzzoli,
Pino Bianco, Sandro Acciari, Fabio Albertelli, Pasquale Squitieri,
Massimo Dell’Omo, Pasquale Giordano, Nando Ceccarini,
Massimo Lugli,
Paolo Zardo, Alfonso Testa, Giuseppe Rosselli, Antonio Carlucci,
Stefano Del Re, Edgardo Pellegrini, , Franco Poggianti, Stefano
Clerici,
Francesco Cioce, Guido Columba, Orazio
Barrese, Bianca Bracci Torsi,
Giuliano Capriotti, Gianni Di Giovanni, , Enzo
Rava, Bruno Manfellotto
Marisa Musu, Ennio Palocci,
Luciana Sica, Andrea Barberi.

Luca Giurato P. Squitieri Paolo Graldi
Paolo Zardo , viene
da ridere a pensare che era l’unico cronista e inviato di
«Paese
Sera» che avrebbe voluto lavorare, come atto di fede, all’Unità
dove,
ai vecchi tempi, davano lo stipendio di un operaio metallurgico. Al
«Paese
Sera», la paga era, invece, quella sindacale. Insomma, era uno
dei
pochi che chiedeva, in nome di quel suo essere comunista e iscritto
al
Pci, di guadagnare ancora di meno, lavorando - come si diceva allora –
nel
giornale di Gramsci e di Togliatti.
Fabio Cortina ci
ha lasciati dopo un tragico incidente
stradale
perdendo la vita.
Livio Jannattoni che sapeva
tutto su Roma antica, raccontandone
i segreti.
Paolo Graldi dopo alcuni anni diventerà direttore del Messaggero,
e dopo “Il Mattino” presidente della scuola di giornalismo della Luiss.
Michele Ragusa, Era molto cercato dai lettori, ne ha
aiutati tanti a
risolvere i problemi, poi un giorno ci ha lasciati per
diventare sacerdote.
Alberto Giuliani, Era vicecapocronista,
passerà a Il Messaggero che
Lascerà con la qualifica di caporedattore dell'uff.centrale, attualmente
insegna come docente-tutor alla Scuola superiore di
giornalismo
della Luiss Guido Carli.
luca Giurato, quando si presentò davanti al direttore
Fausto Coen
per entrare a far
parte della redazione, il direttore lo guardò attentamente
e disse…. “Si va
bene, hai la faccia da Paese Sera, trovati un tavolo..”
Pasquale Squitieri, Si occupava di cronaca nera e di
scuola, lui avrebbe
preferito lavorare
nella sezione spettacoli, ma era al completo e questo
lo rendeva
insofferente, poi sarebbe diventato il
grande regista che è.
Marisa Musu Si occupava di scuola, citava Brecht, per
spiegare la sua
partecipazione all'
attentato di via Rasella: «Noi, che abbiamo voluto
apprestare il terreno
alla gentilezza noi non si poté essere gentili».,
Comunista a 17 anni
si è sempre battuta per gli ideali antifascisti sia in
guerra sia in tempo
di pace», autrice di libri «La ragazza di via Orazio»,
«Roma ribelle, la
resistenza" e «La prima Intifada»,
Marisa Musu è morta a 77 anni nel novembre del 2002.

U. Mannoni, A. Bertini, R. D’Amico, P. Pini Mario Ugazzi
in cronaca
I cronisti accreditati alla sala stampa
della questura di Roma
erano: Giuseppe Rosselli , Lanfranco D’onofrio e Giancarlo Cirimbilla.
Fulvio Grimaldi

Da cronista a inviato di guerra. Foto anni 60

Alcuni dei suoi tanti libri http://fulviogrimaldi.blogspot.com/
E' il 1964 e sta a Londra dove lavora come redattore alla
BBC. Qui, dalla
"swinging London", allora ombelico del mondo, inizia a
fare il corrispondente
per P.S, si occupa di sport, cronaca, cultura, politica,
sociale, un po' tutto.
Di Grimaldi, ricordo delle foto in archivio andate perse,
dove lui era alla testa
degli studenti durante le manifestazioni. Non era con loro solo per scrivere
un pezzo da cronista, manifestava con loro, era già il
grande Fulvio Grimaldi.
di Fulvio
Grimaldi.
Giugno 1967, Israele attacca i paesi arabi vicini e Paese
Sera non riesce a
mandare un inviato in Palestina: tutti i voli per Tel
Aviv sono bloccati.
Mi telefona il direttore, Fausto Coen,
e mi chiede se posso prendere un
aereo da Londra. Mi imbarco sull'ultimo aereo per
Israele, pieno di
volontari ebrei per la guerra. Inizia la mia attività di
inviato di guerra.
Mi faccio la guerra, vengo espulso da Israele, giro tutto
il Medio Oriente
e ne scrivo per il nuovo direttore, Giorgio Cingoli. Al
rientro mi si chiede
di restare in Italia e di entrare in pianta stabile al
giornale. Apprendistato
in cronaca e poi redazione esteri con Giorgio Signorini.
Altre spedizioni
all'estero, Medio Oriente, Africa, Germania, Irlanda,
Inghilterra, ma anche
i banditi sardi e, soprattutto, il movimento del '68.
Quest'ultimo mi coinvolge al punto da lasciare Paese Sera
e, dopo un paio
di anni da inviato di guerra per "Giorni-Vie
Nuove", il settimanale del PCI,
in giro per guerre, rivoluzioni, rivolte anticoloniali,
approdo come direttore
a "Lotta Continua". Ci resto fino allo
scioglimento dell'organizzazione nel
1976 e mi ritrovo con circa 150 processi per "reati
di stampa". Mi salva la
Costituzione che garantisce "libertà
d'espressione".
Torno in Inghilterra da caporedattore della rivista
"The Middle East",
per la quale riprendo a fare l'inviato in Medio Oriente e
Africa. Nel 1984
approdo alla Rai, prima con contratti di collaborazione
("Italia Sera" e
"Uno Mattina") e poi, fisso, sotto Sandro
Curzi, al Tg3. Vivo l'esaltante
vicenda di Tele-Kabul. Me ne
vado dalla Rai per dissensi su come i Tg
valutano "l'intervento umanitario" contro la
Jugoslavia e, da allora,
realizzo in proprio documentari video di
controinformazione: Jugoslavia,
Vietnam, Iraq, Palestina, Cuba, America Latina... Sparo
impertinenze e
disvelamenti da fulviogrimaldicontroblog.info.
e scrivo libri su questioni
internazionali e domestiche "Mondocane:
serbi, bassotti, Saddam
e Bertinotti", "Gaza, Baghdad, Beirut: Delitto
e Castigo", "Mamma, ho
perso la sinistra", "Irlanda: un Vietnam in
Europa". Riconosco a
"Paese
Sera" la qualifica di più bel giornale italiano in assoluto e una
scuola giornalistica paragonabile solo a quella che ho
frequentato
alla BBC, con, per
sovraprezzo, il coraggio e l'anticonformismo. (F.G.)

i cronisti al
lavoro nel salone della cronaca (1963) Alberto Bertini in cronaca
Eric Salerno

1958 2008
Da cronista, ha trascorso 10 anni a Paese Sera dal '58 al '67 prima di
passare a Il Messaggero.
Dal 1967 scrive in qualità di inviato
speciale,
interessandosi ai problemi del Terzo Mondo e del Medio
Oriente.
Oggi è corrispondente da Gerusalemme. Ha pubblicato
"Guida al Sahara"
(1974), "Fantasmi sul
Nilo" (1979), "Genocidio in
Libia - le atrocità
nascoste dell'avventura coloniale" (1979). “Rossi a Manhattan”
“ Uccideteli tutti. Libia
fascista di Giado”.

Una scolaresca in visita
alla redazione. Si riconoscono: Luca Giurato con La
mano al mento, Claudio
Fracassi, e Alberto Giuliani che spiega ai ragazzi
come nasce una notizia.

Fine anni 70, Enrico Berlinguer in visita a Paese Sera, il
trasloco si avvicina.
Si riconoscono Amerigo Terenzi, Luciana Zanetta, Cosmo Barbato,
Stefano Petrovich, Piero Quaglierini…..
Sandro Mazzerioli 
Marzo 1979 , il giorno del
trasloco al Tritone….
Sandro, cronista appassionato, dopo l’avventura di Paese Sera, lavorerà alla
Rai fino alla pensione.
Sandro ricorda…….La fotografia.
Il giorno preciso di
quando è stata scattata non lo ricordo.
Era marzo,marzo
1979, trent'anni fa. L'ora
si vede dall'orologio appeso alla parete; l' una e otto
minuti. Il giorno dopo,
comunque, Paese Sera si sarebbe trasferito da via dei
Taurini a via del Tritone.
Per tutta la giornata avevamo lavorato in mezzo agli
operai intenti a
impacchettare e a incollarsi scrivanie, scaffali, libri, macchine
da scrivere, collezioni di
giornali, e tutte le migliaia di piccole e grandi cose che
si trovano nella redazione
di un quotidiano. All'una e otto minuti... in tutto il
secondo piano del
palazzetto di via dei Taurini c'era riimasta solo la
mia
scrivania, diciamo così,
agibile- In terra, un mare di cartacce. Tutti i colleghi
avevano approfittato del
trasloco per far pulizia sui ripiani e nei cassetti
buttando via appunti, vecchi
giornali, pezzi preparati e mai pubblicati, copie
ingiallite, foto scartate,
mozziconi di matite e biro inutilizzabili, pennarelli
disidratati. Insomma, un
bel casino. Nel corridoio, due operai aspettavano
che il sottoscritto
finisse di controllare l'edizione romana del mattino appena
sfornata dalle rotative.
Il capo redattore, Carlo Pucciarelli, stava facendo
la
stessa cosa ma in
tipografia e la sua stanza era gia' stata svuotata.
Di tutta la
redazione credevo che
fossimo rimasti solo Pucciarelli ed io. E invece c'era
anche Carlo Bozzardi, uno dei nostri fotografi- Carlo si affaccia su
quello che
era il salone della cronaca
e l'istinto gli suggerisce di imbracciare la
"Canon"
e mentre gli operai, per
l'ennesima volta mi gridano "A dotto', annamo
che è
tardi, c'è rimasta solo la
scrivania sua..e annamo..." Lui, Carlo, scatta.
Io nemmeno me ne accorgo perche' la "canon" non
faceva rumore, come la
Rolleiflex o la Pentax.
Uno scatto "rubato" a me, che con Bozzardi, Brucoli,
Rossi, Diara,
Pais, Sartarelli, ne avevamo
rubati tanti, insieme sui piu' grossi
fattacci romani. Il giorno
dopo, in via del Tritone, mi fa vedere
la foto. Lui
sa che non è una foto, ma
"la" foto e mi allega il negativo, come dire: se vuoi
utilizzarlo,magari per
fare un ingrandimento...Quella foto e' diventata una
gigantografia e troneggia nel
salone di casa. Non c'è ospite che non si
soffermi a guardarla per
poi chiedere lumi: Un'ccasione per ricordare il caro
vecchio Paese Sera, quel
giornale che tanto, tutto, ha dato a me come a tanti
altri. Che era mio, tuo,
nostro e soprattutto di chi lo leggeva. (S.M.)
Nino Nisio, Enrico Singer, M.
Dell’Omo e S. Mazzerioli . Nisio, Singer, Fantini e Ugolini
Altra scolaresca in visita alla redazione. si
riconoscono Ugo Mannoni Edgardo
Pellegrini, Tony Addis, e di spalle Anita Benedetti.
Lucia Visca

“Ragazzi
di nera”
Giornalista di razza, è stata
tra i primi cronisti ad arrivare all’Idroscalo di
Ostia, sul luogo del delitto di Pier Paolo Pasolini, in quella grigia mattina
di tanti anni fa. 2 novembre
1975, Idroscalo di Ostia. Un cadavere giace
con la faccia nella melma, il
braccio destro sotto il torace, il sinistro lungo
il fianco. Un commissario di
polizia lo gira. "Mi sembra Pasolini"
mormora.
È
Pasolini. Alle 10 Ninetto Davoli
conferma. Sono le prime battute di uno
dei grandi misteri italiani. La
testimonianza della prima cronista,
un'apprendista di vent'anni,
arrivata sul luogo del delitto. Lucia Visca
giornalista, negli anni 70
esordiva affrontando cronaca nera e terrorismo.
Giorgio Dell’Arti

http://altrimondi.gazzetta.it/
Si occupava di scuola assieme a
Marisa Musu.
Poi un’esperienza a
“Repubblica”
e diverse iniziative editoriali di successo.
Fra i suoi tanti libri ha
scritto: Vita di Cavour (1983) Il giorno del
Sessantotto
(1987) L’Uomo di fiducia (1999) Attualmente
cura una rubrica
radiofonica su Radiouno dal titolo “Ultime
da Babele”.
Elisabetta Rasy

Ha iniziato come
giornalista a “Paese sera” collaborando in vari settori.
Ha pubblicato
numerosi romanzi e racconti: La prima estasi (1985),
Il finale della
battaglia (1988), L'altra amante (1990),
Mezzi di trasporto (1993) e, con Rizzoli, Ritratti di signora
(1995
La lingua della nutrice, 1978; Le donne e la
letteratura, 1984)
le sue opere sono state tradotte in molti
paesi.
1963
La cronaca di
quel tempo
Roma,1958. Maria Martirano viene
strangolata in via Monaci.
Secondo gli inquirenti,mandante del delitto è Giovanni
Fenaroli, marito della
donna,ed esecutore materiale Raul
Ghiani. Il tribunale li condanna entrambi
all’ergastolo. Giovanni Fenaroli
è morto in carcere nel 1975.

W.Chiari e L.Luttazzi
arrestati per droga-1970 8 mag.
1979 falsa è la pagina di Paese
Sera,
distribuita del settimanale Satirico “Il Male”

Aprile 1977 Il rapimento di Patrizia Spallone.
6 sett. 1974 Gregorio
Catalano, Claudio Fracassi, Franco Brucoli (fotoreporter)
Adolfo Amati(usciere) Roberto Puglielli
(archivista al fotografico)
L’Uomo non è di legno
Ricordo Cesare Remia dell'amministrazione, che entra in cronaca a
Taurini,
e rivolgendosi al
cronista di cui non faccio il nome….U.M. gli chiede di
chiarire la frase
"L'uomo
non è di legno". Era successo questo, che il
cronista al ritorno
da un servizio come inviato, ha consegnato la lista delle
spese sostenute in
amministrazione, e fra le voci c'era la frase
incomprensibile. il
cronista, rispose ridendo a C. Remia..." Sono
stato venti
giorni lontano da
casa e...”. . A quel punto Remia ha capito, e
sbottando in
una risata se ne è tornato
in amministrazione. In pratica, aveva messo in
conto un rapporto
occasionale con una prostituta. Ma non si è mai capito
se è stato uno
scherzo che ha voluto fare all'amministrazione, o fosse
successo veramente.
L’incidente con Leonardo Sciascia 
In zincografia
venivano portate le foto di tutti i settori per fare i cliché
che sarebbero stati messi
in pagina. E’ successo che una pagina della
cronaca era pronta ma
mancava un cliché a due colonne di un malavitoso
arrestato. Il caso ha
voluto che nel cassetto in tipografia dove venivano
parcheggiati i cliché
pronti c’era quello di Sciascia
proprio a due colonne,
un cronista ha
pensato che fosse quello del malavitoso (non era facile
capire l’immagine di
un cliché, bisognava girarlo, rotearlo per vedere bene
la foto, ci voleva l’occhio
allenato) invece si trattava di Leonardo Sciascia
che andava nelle
pagine del supplemento
libri. All’indomani della
pubblicazione vedendo
la propria foto in cronaca di Roma
Sciascia andò
su tutte le furie, e
aveva ragione, pensò addirittura che fosse stato fatto
apposta per via di
un’altra polemica che Sciascia aveva con
il
“Paese sera” di Aniello Coppola sulle
br e il terrorismo.
_____________________________________

Sono stati anni
davvero speciali, fare una passeggiata per la redazione,
entrando in una stanza
ci si poteva imbattere in personaggi che oggi sono
il fior fiore del
giornalismo, della televisione, e del cinema.
_____________________________________

Aldo Biscardi M. De Grandis Antonio
Girelli

E. Parpaglioni G.
Crosti Dario Beni
Pietro Mondini Valerio Valeri
Oliviero Beha Edmondo Dietrich
Il caposervizio era Aldo Biscardi.
Gia allora faceva
sull’edizione del lunedi il processo al campionato,
con lui
Dario Beni , Paolo
Biagi, Giulio Crosti, Valerio Valeri, Pietro Mondini,
Edmondo Dietrich, Gianni
Ranieri, Edo Parpaglioni, Mimmo De Grandis,
Pietro Mondini, Demetrio Palpacelli.
Valerio Valeri e
Demetrio Palpacelli si occupavano di cavalli, la
rubrica
che curavano “Ippica” era molto seguita,
c’erano lettori che acquistavano
l’edizione serale solo
per vedere i risultati delle corse.
Oliviero Beha era
il corrispondente da Milano.

A sin. Alberto Treves con i fotoreporter

Maurizio Costanzo seguiva il Tour de France dalla
radio della redazione,
ma sulle pagine
sportive era inviato speciale e firmava con lo pseudonimo
di Maurice Constance. Costanzo in seguito curerà una sua
rubrica
intitolata “L’Impiegato”, era sulla vita piccolo borghese
della Roma dei
ministeri.
Racconta Maurizio ………
All’epoca per poter lavorare a “Paese sera”, quasi bisognava pagare
tanto era povero il
giornale”.
Ed è vero, fino al
1994 non è cambiato nulla, io stesso appena assunto
come fattorino negli
anni 60 sentivo voci in redazione che forse a fine
mese non ci sarebbero
stati i soldi per pagare gli stipendi.
Ho avuto modo di
conoscere personalmente Costanzo in una sua
trasmissione
domenicale del
spettatore in studio,
Costanzo mi ha coinvolto e mi ha messo a
disposizione di un
esperto in fisiognometria. Da me sollecitato Maurizio
ha ricordato di aver
lavorato a “Paese
sera”, solidarizzando con la
redazione e i
lavoratori poligrafici per la crisi
della testata che era in
atto in quei giorni.

n.f. i calendarietti
che Paese sera distribuiva ai lettori

Cagliari 1969-70
Fiorentina 1969-70
________________________________
![]()
Negli anni 60 Paolo Villaggio,
inizierà a collaborare a “Paese sera”
con
la sua rubrica di “Lettere al direttore” che inziavano
sempre: Caro dirett.
Gran lup mannar, Test. de. caz. e Gran figl. mignot. e così via….
Per i lettori e la
redazione era uno spasso leggerle, un po meno per
Giorgio Cingoli il
nostro direttore, si sentiva coinvolto per tutte le parolacce
rivolte al direttore.
_________________________________________________

Alberto Bertini C. Cosulich Ivano Cipriani
Affacciarsi nella stanza potevamo vedere al lavoro Giampiero Mughini
tutto vestito di
nero, con pantaloni neri, maglia girocollo nera, e occhiali
con montatura bianca.
Di fronte a Mughini c’era Dario Argento, Giovane
critico
cinematografico e futuro regista. Alla prima del suo film
“ Il gatto a nove
code” uscito nel 1970, ci ha invitati tutti.

M. Galdieri Emma Nasti M.
Liverani Arnaldo Frateili

Elio Pagliarani Ivana Musiani Giorgio Bontempi
Il capi servizio erano Alberto Bertini, resp.
anche della pubblicità e
Ennio Palocci. Poi c’erano: Mario Galdieri,
Callisto Cosulich,
Ivano Cipriani, Giorgio Bontempi, Ermanno Gargani,
Alberto Bertini,
Elio Pagliarani, Paola Rossetti,
Ernesto Bassignano, Ivano Davoli,
Arnaldo Frateili, Emma Nasti, Maurizio Liverani, Mario Balvetti,
Franco Cordelli, Andrea Ciullo, Ivana Musiani, Aldo Scagnetti,
Vittoria Ottolenghi.
Elio Pagliarani era responsabile della critica
teatrale.
Mario Galdieri, Rai tv,
musica leggera.
Il critico musicale erano Mario Balvetti
e Piero Dallamano.
Il critico teatrale era Alfredo Orecchio, Arnaldo Frateili,
Franco Cordelli.
Il critici cinemat.. erano
Alberto Bertini Giorgio Bontempi e Aldo Scagnetti.
Il critico televisivo e cinematografico
era Ivano Cipriani.
Ivano Cipriani, entra a Il Paese come collaboratore nel 1956 e
assunto
come critico Televisivo
(nonchè responsabile di un paio di pagine alle
Provincie)
caposervizio agli spettacoli (1968-1971), editorialista e inviato
e saltuariamente
critico cinematografico e teatrale. Ha dato
vita e redatto
il Supplemento RadioTv
(che andava anche all'Ora di Palermo)
E. Bassignano Franco Cordelli G. Mughini
Dario Argento Paola
Rossetti

Tavola rotonda sulla Rai, in redazione: Al centro
con gli occhiali
Ivano Cipriani di P.S. Alla
sua destra Giorgio Bogi, esponente del Partito
Repubblicano e Walter Pedullà, docente di letteratura
italiana alla Sapienza.

Ivano Davoli, si occupava di
musica, ed organizzava un concorso indetto
dal giornale,
invitando a giudici cantanti come Jimmy Fontana,
Nico Fidenco, Bobby Solo,
o attori, ricordo Enrico Maria Salerno,
Minnie Minoprio, concorso
che avrebbe portato due giovani esordienti
al Cantagiro.
Poi Ivano Davoli girava per i night, eleganti e frequentati
dall’alta
società. Su “Paese
sera”, aveva una rubrica,una pagina intera, intitolata
”La dolce vita”
e usciva nell’edizione pomeridiana:così quando i vip dello
spettacolo si
svegliavano, trovavano tutte le notizie di quello che era
accaduto nella notte.
Amori,scandali,di via Veneto. Si dice che fu
Ivano Davoli a ispirare a
Fellini il suo capolavoro, “La Dolce Vita”.
Nel
Film a episodi dove è
presente Alberto Sordi. Nel primo episodio
Ivano Davoli è un giornalista che viene a sapere che una nota
persona
dell'aristocrazia internazionale
sta per sottoporsi ad un provino
cinematografico. Il
giornalista convince il direttore del giornale a
pubblicare la notizia
che l'aspirante attrice è Soraya, ex moglie dello
scià dell'Iran.
Effettivamente la principessa s'appresta, con i timori e
le ansie del
debuttante, ad affrontare la nuova esperienza.
Ivano è morto il mese
di settembre 2010 a 79 anni.
_________________________________

due dei suoi tanti libri “La ragazza Carla”
e “
il fiato dello spettatore”

Elio Pagliarani è nato a Riserba-Forlì
nel 19 27.
Negli anni 50 svolge l’attività di
redattore dell’Avanti
e a partire dal 1968, diventa critico teatrale
per Paese sera.
Laureatisi in scienze politiche a Padova,
si trasferisce negli
anni
giornali e riviste. Negli anni 60 il poeta si trasferisce a Roma,
dove tuttora vive, abitando fra l’altro, dalla fine degli
anni 60 al 1991, nello
storico indirizzo di via Margutta 51.
Pagliarani ha
scritto anche testi teatrali,come” Pelle d’asino” del 1964.
_________________________________
Durante il festival
di S.Remo, ma non solo, avevamo un collaboratore
d’eccezione, Claudio Villa,
scriveva per “Paese sera” quello che aveva
visto e ascoltato la sera prima in televisione. Arrivava in
redazione
girando per i
corridoi e salutando tutti, poi dopo aver salutato il direttore
Giorgio Cingoli si infilava nella stanza degli spettacoli per scrivere il suo
pezzo. La macchina da
scrivere doveva aspettare molto prima che
arrivasse
l’ispirazione, lo vedevi che guardava il soffitto, poi la finestra
dove a volte salutava
le monache che erano di fronte a noi, e guai a
chi lo distraeva, ti
rispondeva: “ Lassame perde adesso che ciò da fa..”.
Una mattina al terzo
piano si apre l’ascensore e ne esce Claudio Villa,
fa per avviarsi nel
corridoio per raggiungere la stanza degli spettacoli,
e proprio in quel
momento Mimma delle pulizie lavora al pavimento, a
Mimma gli si illuminano
gli occhi e lancia un bel sorriso a Claudio che
gli tende la mano per
salutarla dicendogli..” Buongiorno bella signora”.
Mimma non gli tende
la mano gli dice che è bagnata, Claudio
per tutta
Risposta infila tutto
il braccio nel secchio d’acqua poi lo tira fuori tutto
bagnato dicendo..” Mo semo pari, damme sta mano”.
_________________________________

Andavo almeno una
volta alla settimana, a casa di Boncompagni.
Come ho già detto
all’epoca non c’erano i fax o posta
elettronica,
si partiva da s.
Lorenzo in Lambretta fino ad una
traversa di
Corso Francia, in via
di vigna Stelluti, credo , ritiravo dal portiere la
busta con il
materiale da usare per l’impaginazione, oppure salivo in
casa per
sollecitarne la consegna.
Racconta Gianni
Boncompagni, di essere
andato diverse volte a casa
di Giorgio Cingoli,
direttore di “Paese Sera”, che era un comunista
moderno. Frequentando la redazione di “Paese Sera”,
Boncompagni
conobbe anche un Redattore del giornale di Cingoli,
militante
(e francamente esagerato)
della causa.
“Non aveva nemmeno il frigorifero a casa, perché diceva
che lui era
contro il consumismo americano. La moglie lo voleva
ammazzare.
Per anni sono andati avanti così. Boncompagni stupefatto
gli chiese :
scusa, ma come è possibile? E lui, senza fare una piega:
no, a me non
mi fregano, gli americani col frigorifero non mi fregano.
E avanti così. La moglie si lamentava sempre: a casa
nostra è tutto
caldo, si muore di caldo. Povera donna. Sono i paradossi
del
comunismo religioso. Cingoli lo sfotteva sempre, questo
suo
redattore esagerato”.
_________________________________

Ero fattorino, un
pomeriggio mi chiama il direttore Cingoli, mi chiede
la cortesia di scendere
al bar per prendere due tè al limone, c’e’
Anna Magnani in stanza, e al bar non hanno nessuno da
mandare.
Torno dal bar, entro
in stanza e vedo la Magnani seduta su di una sedia
Che parla con il
direttore, la Magnani mentre si guardava intorno stava
Dicendo: “ Mamma mia
come siete poveracci….” In effetti, era vero, in
quanto ad eleganza l’ufficio lasciava a desiderare e la
risposta di Cingoli è
stata un semplice
sorriso che voleva significare che comunque il giornale era
forte, andava bene
così. Mi fermo sulla porta per evitare di interrompere
la conversazione, la
Magnani ogni due parole che dice gira lo sguardo su di
me poi continua la
conversazione, mi guarda di nuovo e
continua a parlare,
poi infine mi guarda
di nuovo, e sorridendomi mi dice: …..“A ragazzì, ma
che te sei incantato? damme sto tè
sennò se fredda…”.
Ero rimasto
imbambolato, ma a chi non sarebbe successo davanti a lei?
_________________________________
![]()
La redazione, ha
ospitato diverse troupe cinematografiche
che hanno ambientato
alcune scene di film abbastanza conosciuti.
Claudia Mori 
Alcune scene
del film “Cerasella” con Massimo Girotti
La sua carriera inizia nel 1958 quando invia una
foto che vince un concorso
indetto da Paese Sera. Subito viene notata per la sua bellezza
disincantata
dal regista Raffaello Matarazzo che la scrittura per un suo film, le affida
la parte di protagonista nel film "Cerasella" 1959 ispirato
all'omonima
canzone, affiancando Massimo Girotti, qualche
anno più tardi meglio noto
come Terence Hill. . E’
l’occasione per il suo debutto nel mondo
dello
spettacolo. E’ proprio il caso di dire..”Galeotto fu Paese Sera”.

Branzoli di Paese Sera
con Claudia Mori (1959)

film “Parigi o cara” Franca
Valeri nella sede di Paese sera, chiede
che
gli venga
pubblicata un’inserzione pubblicitaria.

“Troppo per vivere poco per morire” Film
poliziesco, con Daniela Bianchi e
Claudio Brook,
riprese mentre girano le rotative, e in tipografia con
tipografi e giornalisti che si
improvvisano comparse
durante le riprese delle scene.

n.f. Davoli riceve la soffiata e con Giorgio Sartarelli
(fotografo)
“I tre volti”Il
primo episodio del film è di Antonioni. (1965)
E’ la cronaca di come
il nostro Ivano Davoli
di “Paese Sera”, riuscì a
scoprire il segreto
del provino notturno di Soraya diretto da
De Laurentis in persona. Una
misteriosa telefonata mette in allarme la
redazione di “Paese
Sera” la principessa Soraya è a Roma per un
provino
cinematografico! Per il cronista Davoli la notizia è
da prima
pagina; Autorizzato
dal direttore Fausto Coen, Davoli e due fotografi
si fiondano agli
studi Dino De Laurentiis, sulla Pontina.

n.f. da sin.: Arnaldo Del Papa, Paolo Zardo, Alberto Bertini, Dario Beni,
Pietro Magnani. Di spalle: Gianni
Rodari, Ivano Davoli, Michelangelo
Antonioni.
Durante una pausa delle riprese in redazione del film
a episodi “I
Tre Volti”

n.f. dal
film “I
Mostri” (1963) l’episodio del
soldato (Ugo
Tognazzi) che
affranto dal dolore
per la morte della sorella prostituta, chiede al redattore
capo di turno dei
soldi per consegnare un memoriale della vittima, e fa
presente che al “Giornale D’Italia”
gli hanno offerto due milioni.

“Il Gatto a nove code” Dario Argento sul set
Film giallo del 1971 con
Karl Malden diretto da Dario Argento e girato in
parte nelle stanze della
redazione. Quando uscì il film dario era ancora
critico cinematografico
di Paese Sera, poi in seguito visto il successo ottenuto
ha lasciato la
professione di giornalista per intraprendere definitivamente
quella di regista.
Si è parlato di Paese Sera in diversi film:

Anna Magnani legge “Paese Sera” nel film tv “L’automobile”.

Marcello Mastroianni
è un fantasma che grida al
telefono: Paese seraaaaaa,
per farsi sentire da un redattore del
giornale nel film “Fantasmi a Roma”.
Eli Wallach, durante
una pausa del film “Il Buono il Brutto e il Cattivo”
L’inizio di una grande
carriera.
Il passo verso il palcoscenico è breve e inevitabile. è il 1977.
Christian
De Sica: "lo presentai ad un
teatrino di Roma, l'Alberico,
dove
lavorava mio cognato" Il
primo spettacolo di Carlo è stato..
"Tali e Quali". Un debutto che non passa
inosservato, e che lascia
il segno: Carlo Verdone: "dopo tre sere che venivano parenti e
amici,
la quarta
sera non arrivò nessuno a teatro e chiudemmo le luci e ci
dicemmo – è andata così pero ci siamo divertiti – stavo
abbassando la
saracinesca del
teatro, quando… un signore si avvicinò e disse….
“Scusate ma
non c’è la rappresentazione? Sono venuto a vedere
Carlo
Verdone”. L’ho guardato e da bamboccione che ero, perché io
bamboccione lo ero
veramente all’epoca, ho riacceso le luci e feci lo
spettacolo
solo per lui. Alla fine si sentì un applauso, un applauso
lunghissimo
fatto dall’ unico signore In sala. Io e
i miei amici ci
guardavamo e
il signore non smetteva di battere le mani, e noi a
inchinarci e
ringraziare, però a mezza bocca dicevo ai colleghi…….
“ Ma che ce sta a piglià per
il culo questo?”. Il giorno dopo mi
chiamano e mi
dicono – hai letto Paese Sera? – Insomma,
Franco
Cordelli, quello
venuto la sera prima, era il critico di Paese Sera
che scrisse –
“E’ nato un nuovo
Fregoli". Mezza pagina negli
spettacoli,
quasi
svenni. Grazie a Paese Sera, ho avuto la molla per continuare.
________________________________
Marcello Venturoli
Critici di arte
figurative erano: Claudia Terenzi, Duilio Morosini,
jolena Baldini, Marcello Vanturoli.
Berenice

Jolena Baldini scrittrice -L’Innamorata del 1965 –
in
copertina particolare da Amanti di Carlo Levi
Berenice si occupava di
cronaca mondana e di mostre d’arte.
la rubrica Settevolante con la
treccia di Berenice disegnata da R. Guttuso
Berenice,alias Jolena Baldini, La
sua rubrica d’arte e cronaca mondana
andava molto forte. In redazione Berenice era quasi
sempre al telefono,
molti la Chiamavano
per avere uno spazio nella sua rubrica, pittori, librai,
galleristi,
fotografi, erano tutti in gara per farsi pubblicare.
Ricordo che alcune
volte sono andato a casa di Jolena Baldini per
ritirare
il materiale utile
all’impaginazione della sua rubrica “Settevolante”.
La
sua casa era una
galleria d’arte, c’erano quadri in tutte
le stanze, forse
anche in bagno, ma
non ho mai verificato, era la prima
volta che vedevo
pareti interamente coperte
di quadri di tutte le dimensioni. Il fatto che
Berenice apparisse
sempre di spalle, con la treccia fino al
fondo
schiena, e solo
disegnata, aveva creato una sorta di mistero, molti pittori
esordienti che
arrivavano in redazione con le loro
opere, chiedevano se
era possibile vedere
Berenice, dicevano..”Si può vedere?” Soltanto una
persona è riuscita a
far apparire Berenice di fronte, un giorno
all’Improvviso sul “Settevolante” al posto della solita treccia disegnata
da Renato Guttuso,
una foto di Jolena presa di fronte, con dietro
di lei
una sua grande amica
che la tiene ferma costringendola a farsi fotografare,
e con la promessa di
pubblicarla la foto. Questa sua grande amica era
Anna Magnani, solo lei
poteva riuscire a tanto.
Claudia Terenzi
“Le incisioni di
Umberto Mastroianni dal 1962 al
2000 esemplari.
Claudia, ha curato e
cura, molte mostre e iniziative editoriali.
_________________________________________
Miriam Mafai A.Gismondi
R. Zangrandi
Il capo servizio era
Giulio Goria.
C’erano: Miriam
Mafai, Renato Venditti, Angelo Aver, Giovanni Perego,
Enrico Ardu’, Arturo Gismondi , Ruggero Zangrandi, Emilio Frattarelli,
Andrea Barberi,
Nicola Cattedra, Orazio Barrese, Carlo Benedetti,
Giacinto Borelli,
Aldo De Jaco, Mirella Delfini, Giancesare
Flesca,

Franco Tintori Mario
Benedetti Felice
Chilanti P. Quaglierini Cosmo Barbato
Giorgio Grillo,
Franco Magagnini, Gino Pallotta,
Fausto De Luca, Mario Talli,
Giorgio Ricordy, Franco Tintori, Mario Ugazzi,
Ugo Ugolini, Mario Galletti,
Oscar Da Riz, Mario Benedetti, Enrico Nobis,
Carlo Jovine, Giuseppe Deriu,
Piero Quaglierini, Angelo Coen, Andrea
Santini, Oretta Bongarzoni,

F. Durante A. Mastrangeli Giacinto Borelli R. Venditti Carlo Benedetti Ugo Ugolini
Fabrizio Coisson, Gianfranco Corsini,
Mario Benedetti, Arnaldo Agostini,
Felice Chilanti, Daniele Del Giudice, Augusto Mastrangeli,
Adele Cambria,
Faustino Durante, Bruno Manfellotto, Guido
Quaranta, Nicola Palmieri.

G. Grillo Adele Cambria Gino
Pallotta E.Frattarelli
Alberto Ciattini G. Perego

Arnaldo Agostini
Bruno Mnafellotto Nicola Palmieri, il tesserino firmato dal
direttore Aniello Coppola.
Fabrizio Coisson, Gianfranco Corsini,
Mario Benedetti, Arnaldo Agostini,
Felice Chilanti, Daniele Del Giudice, Augusto Mastrangeli,
Adele Cambria,
Faustino Durante,
Bruno Manfellotto, Guido Quaranta, Nicola Palmieri,
Paolo Bracaglia Morante, Cosmo Barbato.

dal n.f.Franco Fabiani, Enrico Nobis,
Ruggero Zangrandi
Enrico Nobis
Adele Cambria è stata inviata speciale.
Faustino Durante, era il collaboratore medico.
Il redattore scientifico, era Angelo Coen.
Bruno Manfellotto, Ha
diretto le pagine economiche e finanziarie.
Negli anni 80, passa
a”Panorama fino a diventarne capo
redattore centrale. Nel
1992 si trasferisce all’Espresso”
Poi passa al
“Tirreno” diventandone direttore . Uno dei suoi ultimi libri
è “Sprofondo Nord:
viaggio nella Padania che non ti aspetti”.
Dal 2010 è direttore
dell’ “Espresso”.
Cosmo Barbato e Paolo Bracaglia
Morante
venivano dal settimanale
“Vie Nuove”
dove Bracaglia ne è stato direttore. A Paese Sera si
occupavano delle pagine Speciali.
Nicola Palmieri Dal
Ministero delle Finanze (1965), Conosce per
caso, il redattore
notturno Stefano Petrovich . Si Trasferisce nella
sua citta' a Benevento, sempre per caso, un giorno chiama Paese
Sera
per dare una notizia
(parla con il segretario di redazione Palla) e inizia
cosi' la sua collaborazione con il direttore
Arrigo Benedetti e poi
Aniello Coppola. Oggi Nicola vive in centro
America, da pensionato
con la moglie originaria
di El Salvador.
I Corrispondenti e inviati degli Interni
Inviati:Arturo Gismondi,
Gianfranco Corsini, Enrico Nobis,
Enzo Rava, Gianni Rodari.
Il corrispondente da Milano era Giorgio Manzini.
Il corrispondente da Venezia era Giulio Obici.
Il corrispondente da Bologna era Pietro Mondini.
Il corrispondente da Napoli era Luigi Ricci.
Il caso De Luca….
Fausto De Luca lavorava alla redazione politica. venne
licenziato per le
sue posizioni troppo vicine al PSI erano i primi mesi del 1958.
Quando De Luca fu
cacciato Gianni
Rocca degli esteri, e Nicola Cattedra
protestarono, andando
a parlare con Ruggero Zangrandi, furono quindi
sottoposti a processo
dalla cellula del giornale. Cattedra condannato ad
un anno di
sospensione della tessera, Gianni Rocca solo a tre mesi in
quanto ex partigiano.
Entrambi ovviamente si dimisero dal giornale
finendo in disoccupazione.
Per tutti e tre comunque il futuro avrebbe
riservato altre
soddisfazioni professionali, al Giorno , a Epoca ,
all'Europeo e a Repubblica.

n.f. la sezione interni (1963)
Il giornalista
accreditato presso la sala stampa
era Guido Quaranta

Lillo Spadini
Il giornalista
accreditato era Lillo Spadini, che era anche un
Ottimo disegnatore.
Poi in seguito il
vaticanista sarà Carlo Benedetti.
_________________________________
Adolfo
Chiesa Felice Chilanti e Piero Dallamano

Adolfo
Chiesa Alfredo Orecchio G. Corsini Piero Dallamano

Luigi Biamonte Ivana Musiani 1968- Gioacchino Lanza Tomasi, Vincenzo Consolo
Etio Fidora, Leonardo Sciascia, felice Chilanti,
Piero Dallamano.
Al supplemento libri c’erano: Luigi Biamonte,
Piero Dallamano,
Adolfo Chiesa, Ivana Musiani,
Alfredo Orecchio, Gianfranco Corsini,
Armando Vitelli,
Bianca Bracci Torsi.
Terza pagina, il capo servizio era Alfredo
Orecchio.
Critico letterario, era
Piero Dallamano.
__________________________________
Cesare Zavattini

Il suo primo libro…..
“Parliamo tanto di me..” (1931)
Cesare Zavattini, a
cavallo fra gli anni 60 e 70, per Paese Sera curava una
rubrica dal titolo “Telegrammi”
. Raramente veniva in redazione, i fattorini
andavano a casa sua
per ritirare i pezzi da pubblicare e per consegnargli la
posta che era a lui indirizzata.
Quando però arrivava in redazione era
solo
per un motivo, si
infilava nella stanza del direttore e aspettava delle ore
anche se non c’era,
ma quando il direttore arrivava…..gli strilli si
sentivano per tutte
le stanze. In pratica, era successo che ancora una
volta i suoi scritti
erano stati storpiati con dei refusi spaventosi che
avevano cambiato
tutto il discorso. Poi però usciva sorridente dalla
stanza, con la
promessa del direttore che nei servizi successivi non
sarebbe mai più accaduto.
E invece accadeva, accadeva eccome, e…..
naturalmente Zavattini
tornava in redazione A pugni chiusi.
Adele Cambria

Adele Cambria (foto di Manuela Fabbri) ed uno dei suoi tanti libri.
http://adele-cambria.blogspot.com/
Dopo l’esperienza a Paese Sera
come giornalista professionista dal 1960
al
“La Stampa” a
“Il
Messaggero” a “L’Espresso” “Il Giorno” fino alla
collaborazione con L’Unità
iniziata nel 2003. Alcuni suoi colleghi redazionali,
ricordano una
bellissima ragazza che all’epoca aveva sui 26, 28 anni. Per
tutti era un motivo
di orgoglio averla in redazione. Adele Cambria ha
pubblicato libri che
hanno avuto un successo strepitoso, ”Maria Josè”
(1966)
“Dopo Didone” (1974) “Amore come rivoluzione-La risposta alle lettere
dal
carcere di Antonio Gramsci” (1976) “In principio era Marx” (1978)
“Il Lenin delle
donne” (1981) “L’Italia segreta delle donne” (1984)
“ Nudo di donna con rovine” (1984) “L’Amore è cieco”
(1995)
“Tu volevi un figlio
carabiniere” (1997) “Storia d’amore e schiavitù” (2000).
Adele ha anche
scritto molto per il teatro, e partecipato ad alcuni film
come attrice. (vedi suo blog)
Adele ricorda….
Assunta come inviato
nel luglio 1960, facevo interviste a Jean Paul Sartre,
in prima pagina, e
con mie foto di allora, ho attraversato in macchina la
Sicilia, da Palermo a
Testa dell’Acqua per intervistare l’ergastolano
condannato per avere
ucciso il fratello che,viceversa, era vivo e spuntò
dopo 20 anni. Amica
di Elsa Morante, Alberto Moravia Pasolini (che mi
volle in “Accattone”)
su Paese
Sera ho Scritto anche come collaboratrice
da Londra per i primi
sei mesi del 1967. (A.C.)

1958, morte di Pio XII
1963, muore Giovanni XXIII

10 maggio 1974
referendum sul divorzio 14 mag.1974 Vittoria sul Referendum,
la legge sul divorzio resta.

1974 17
giu.1975
In occasione del
referendum sul divorzio(1974) Peynet ha contribuito
Mandando un suo
disegno da pubblicare.
Traduzione: Per noi non è un problema, ma i compagni che non si
amano più, hanno ragione di divorziare.

n.f. Aldo Moro (1978) uno dei tanti volantini b.r.
di borsa Se
ne occupava Gherardo Gherardini
La rubrica Motori
Eraldo Sculati Tommaso Tommasi
Era curata da Eraldo Sculati
e Tommaso Tommasi

Il supplemento auto
______________________________________________

Sesto Egidi Raffaele Gambari
Ci lavoravano: Ivo Morelli, Raffaele Gambari,
Giancarlo Padula,
Lamberto Sposini, Francesco
Cioce, Adriano Paniccia, Oscar Da Riz,
Sesto Egidi che passerà al “Corriere Adriatico” Franco Poggianti dalla
redazione di Livorno
e Gigi Pini che passerà al Tg2.
Con Mario Papetti che passerà alla Rai.

Francesco Cioce Mario Papetti Adriano Paniccia
Nella redazione di
Frosinone ci hanno lavorato: Oscar Da Riz,
Franco Poggianti,
Adriano Paniccia, Enrico Franco, Pasquale Giordano,
Nando Tasciotti, Mario Papetti, Loredana
Quatrini, Francesco Cioce.
Fotografi: Antonio
Pepe e Alberto Spaziani, Maurizio Ferrara, Gianni
Passa.
![]()

Lamberto Sposini
Lamberto Sposini, ha iniziato la
carriera giornalistica giovanissimo, il
suo primo incarico, è stato come corrispondente da
Perugia per il nostro
giornale. Poi tutti
sanno la bella carriera che ha fatto nelle tv.
![]()

Sergio
Di Battista
Sergio Di
Battista nel 1975 parte per dirigere la redazione
fiorentina, una idea di Amerigo Terenzi
che a quelle 4 pagine teneva tanto.
Nella redazione fiorentina, assieme a Sergio lavorava
Fiamma Nirenstein.
Fiamma
Nirenstein
Nata a Firenze, è
laureata in Storia Moderna. La sua carriera, dopo aver
fondato il mensile
femminista “Rosa”, comincia nel ’76 a “Paese
Sera”
di Arrigo
Benedetti; erano gli anni del Movimento Studentesco
e delle
Brigate Rosse, e nel
’77 Aniello
Coppola spostò a Roma Fiamma
Nirenstein per seguire questi argomenti.
![]()

Giancarlo Padula
Giancarlo Padula , ha
iniziato la sua carriera giornalistica a Paese sera,
che dal 1973 al 1976 aprì l’edizione Umbra a
Terni. Padula scriverà libri e
diventerà un bravo
cantautore.
![]()

Il tesserino di Guglielmo Persichini
Con Sergio Spirito lavoravano Lucia Visca e Guglielmo Persichini che era
il fotoreporter.

1974- Ostia, la sede della redazione di
Ostia a piazza dei Ravennati

Il direttore Arrigo Benedetti e Mario Lenzi
All’inaugurazione della nuova redazione
napoletana il 1° giugno 1976

Goffredo Locatelli Matteo Cosenza Eleonora Puntillo Giuseppe D’Avanzo
Ennio Simeone, è stato uno dei fondatori
nel 1976 della redazione napoletana.
Luciano Scateni responsabile, Geppino Mariconda, Goffredo Locatelli,
Enrico Fiore, Matteo Cosenza, Giuseppe D’Avanzo, Eleonora Puntillo,
Enzo Ciaccio, Sergio Gallo, Licio Seneca,
Fulvio Milone, Walter Pandimiglio,
Mario Papetti, Franco Nocella, Luciano
Giannini, Emanuele Imperiali,
Salvatore Manna, Luciano Scateni, Gennaro Pinto,
Luigi Musella,
Antonella Chieffo, Leopoldo Di Mauro.
Mario Papetti,
che dopo l’esperienza di Paese Sera, andrà alla Rai.
Matteo Cosenza
Dopo l’esperienza di Paese Sera, passerà a “Il Mattino”
di Napoli, per poi Dirigere “Il Quotidiano di Calabria”
in amministrazione
c’era Gennaro
Pinto che era direttore amministrativo,
Salvatore Manna era ispettore alla
diffusione Luigi
Musella (ispett.)
Antonella Chieffo
era responsabile della segreteria e dei servizi tecnici.
Poi c’erano Leopoldo Di Mauro, Arturo De Nora, Giovanni Menniti,
Franco Murolo e Isidoro Salemme.
________________________________________
Che oltre a scrivere
fiabe e filastrocche per bambini,
conservava la sua
Passione per il giornalismo, come corsivista di prima
pagina con lo
pseudonimo di Benelux.
Rodari era solito soffermarsi a conversazioni anche le più banali con
uscieri
e fattorini, parlare di qualsiasi cosa mentre lui passava,
significava
agganciarlo, faceva piacere questa sua disponibilità.

(Benelux, alias a turno Felice Chilanti, Ruggero Zangrandi,
Gianni Rodari, Alfredo Orecchio, Marco Cesarini Sforza),

il 24 ore di Michele Salerno Berengario di Enzo Rava
poi di Ruggero Zangrandi
(Publio)
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Walter Mauro
John Cappelli

R. Minuti Ennio Capecelatro Lucio Manisco Augusto Livi

Giorgio Fanti
Fulvio Grimaldi N. Tersigni
(2008) Arnaldo Agostini
Capo servizio era
Giorgio Signorini.
C’erano: Walter Mauro, Angelo Franza,
Augusto Livi, Fulvio Grimaldi,
Giorgio Fanti, Giacinto
Borelli, Gianfranco Corsini, Giorgio Manzini,
Vito Sansone, Lucio Manisco, Neliana Tersigni, Riccardo Minuti, Paolo Pardo,
Gianni Rocca,
Lamberto Rem Picci, Ennio Capecelatro,
Mario Galletti,
Arnaldo Agostini.
Lucetta Negarville, era la traduttrice redazionale.
Fulvio Grimaldi era l’inviato di guerra, le sue spedizioni
all'estero,
Medio Oriente, Africa, Germania, Irlanda, Inghilterra.
Walter Mauro, inviato di “Paese Sera” a Praga nei
giorni della rivoluzione,
racconta le sue cronache, ritenute
troppo particolareggiate. La direzione non
gradì la testimonianza
della drammatica verità dei fatti. Mauro fu licenziato.

n.f. La sezione Esteri (1963)
I Corrispondenti
Da New York il
corrispondente era John Cappelli (+
2009)
Da Parigi
il corrispondente era Giorgio
Signorini
poi in seguito Giorgio Fanti e Duilio Morosini
Da Mosca il
corrispondenti sono stati Augusto Livi
Paolo
Pardo, Vito Sansone, e Claudio Fracassi.
Inviati Speciali
In Medio oriente l’inviato speciale era Fulvio Grimaldi
A Praga Nei giorni
del 1956 era Walter Mauro
in Cina l’inviato speciale è stato Gianni Rodari
in Vietnam l’inviato speciale è stato Mario Lenzi
in India
l’inviato speciale è stato Giorgio
Signorini
Urss l’inviato speciale è stato Augusto Livi
Cile l’inviato
speciale è stato Augusto Livi
C’era anche A. Scattolini , in età molto avanzata, era stato un
redattore
dell’”Osservatore romano”,
e conoscendo diverse lingue, la mattina si
leggeva tutta la
stampa estera per segnalare al direttore avvenimenti
internazionali. Quando
Scattolini è venuto a mancare, era il sottoscritto
che portava alla
vedova tutti i mesi la rata della liquidazione che
l’amministrazione
aveva concordato con la signora. Ricordo che quando
mi sono sposato nel
1969, la signora, in una delle occasioni in cui gli
portavo i soldi del
giornale, sapendo del mio matrimonio imminente,
volle regalarmi un
mobiletto che aveva in un angolo della sua camera
in affitto presso una pensione
di piazza Vittorio.
_________________________________
L.Puglielli, G. Persichini, Nello Aurizi,
Maurizio Grilli e..

Guglielmo Persichini e Nello Aurizi
Uscieri e fattorini
si occupavano anche delle teleescriventi portando le
agenzie ansa, ap, e agenzia Italia ai vari settori della
redazione,
controllavano
l’arrivo delle telefoto, organizzavano i viaggi dei fattorini a
casa dei
collaboratori importanti che scrivevano per il giornale. Erano:
Gianni Boncompagni,
il senatore Bonacina, Alberto Moravia , Lucia
Alberti,
Dacia Maraini, Renato Guttuso, Pier Paolo
Pasolini, Cesare Zavattini
che ogni volta si
raccomandava per i refusi, e tanti altri…
Il caporeparto era
Pietro Magnani, dopo di lui lo è stato Oscar Piacentini.
Ci hanno lavorato:
Pietro Magnani, Silvi, Elio Gismondi, Luigi D’Ulizia,
Marcello De Rivo, Pietro
Righetti, Franco Barani, Daniele Vacca,
Oscar Piacentini,
Marcello Marras, Franco Martucci, Roberto e
Luciano Puglielli, Guglielmo Persichini,
Antonello Trinchieri, Nello Aurizi,
Virgilio Briotti, Adolfo Amati (Tigellino)
Andrea Duranti, Angelo Canini,
Maurizio Grilli,
Maurizio Brignardelli, Nino Sileci
e Elio Renda (autisti).

P. Magnani
A. Amati A. Trinchieri R.Puglielli N..Sileci M. De Rivo

M. Grilli M. Marras L.Puglielli G. Persichini F.Barani e F.Martucci

L.Dulizia M. Brignardelli Silvi
Oscar Piacentini Daniele Vacca
Le telescriventi,
nell'apposita sala, battevano tutto il giorno notizie
teletrasmesse
dalle agenzie Ansa, Associated
press, Agenzia
Italia, con
un
fracasso infernale. c’era anche la telescrivente collegata con l’ufficio
del
corrispondente all’estero, bastava sedersi e scrivere sulla tastiera
quello
che si voleva comunicare, attendere qualche secondo per poi
ricevere
la risposta scritta su carta della telescrivente. Ricordo le
semplici
chiacchierate fatte con John Cappelli da New
York, un po come
si fa oggi su un
computer quando si chatta, ma in maniera meccanica e
molto rumorosa, il
semplice…” Ciao come stai?”. Veniva registrato
sulla bobina di
carta.
Virgilio Briotti
Guglielmo Persichini nella sala delle
telescriventi
Virgilio Briotti è stato per molti anni il responsabile
della sezione
Telescriventi, Paese Sera usciva
Tre volte durante l’arco della giornata e
Virgilio era sempre
all’erta per un’eventuale agenzia che Avrebbe deciso
all’ultimo momento il
titolo in prima pagina. E’ merito suo, se gli altri giornali
spesso hanno preso
dei buchi, e Paese Sera con edizioni straordinarie è
arrivato nelle piazze
a tempo di Record. Non lasciava le
telescriventi
nemmeno se lo prendevi a cannonate, era solito dire…”Ragazzi,
scendete
al bar resto io a
controllare le agenzie…e portatemi un caffè”.

n.f. La pompa della posta pneumatica che era
collocata nel corridoio del terzo piano.
L’usciere doveva
occuparsi del materiale che una volta scritto dai redattori
veniva spedito con la
pompa
pneumatica in tipografia, mentre le foto scelte
da mettere in pagina
venivano portate in zincografia. Per la redazione
andavano aggiornate le stecche,
contenevano ognuna almeno un mese di
arretrato di “Paese
Sera” e di tutte le altre testate più importanti.
Bisognava preparare
le mazzette dei giornali per i
capiservizio, con i
giornali che venivano
come cambio dalle altre testate giornalistiche.
L’amministrazione di
“Paese sera”
era così povera che l’usciere doveva
rinfrescare i barattolini
di colla
coccoina sui tavoli dei redattori,
togliendone uno
strato indurito e con un barattolone aggiungendo una
piccola quantità
fresca su ogni barattolino di alluminio, in fondo a quei
barattoli c’era colla
secca inservibile vecchia di anni. I fattorini, dovevano
ogni giorno, andare
alla stazione Termini a ritirare i fuorisacco, materiali
spediti dalle
redazioni locali, materiali che i redattori di Terni o Frosinone
o da qualsiasi altra
località, consegnavano al macchinista del Treno. Il
fattorino aspettava
il treno al binario di arrivo, ricordo che uno di questi
era il 21, e così
tutti i giorni, all’epoca non c’erano i fax, presa la busta
si tornava al giornale per l’impaginazione.

Da fattorino, mi
capitò di dover andare spesso nella
casa-studio di
Renato Guttuso, in una di queste occasioni in cui
andavo a ritirare un
suo scritto o a
portare a lui qualcosa, Guttuso indicandomi una tela mi
chiese se mi piaceva,
e addirittura se volevo portarmela via, praticamente
me la regalava. Tutta
la mia concentrazione era rivolta alle dimensioni
della tela, credo misurasse
almeno
grande. Gli dissi
semplicemente che essendo andato da lui in vespa le
dimensioni non mi
permettevano di portarla via, e che a casa mia i soffitti
erano alti soltanto
risposta se
l’aspettasse, a volte dalla sua finestra all’ultimo piano del
palazzo a piazza del
Grillo mi vedeva arrivare in vespa, e
puntualmente con un
cenno della mano mi salutava.
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Tessera del giornale di Arnaldo Del Papa
con la firma del
direttore Tomaso Smith-1954
Articoli
e notizie venivano dettati agli "stenografi"
che "raccoglievano"
in apposite
cabine insonorizzate e poi traducevano e consegnavano il
materiale
ai giornalisti addetti. Ricevevano
telefonicamente i pezzi dei
collaboratori e degli
inviati, stenografando o registrando su nastro
magnetico, poi
riportavano il pezzo da consegnare alla redazione su
macchina da scrivere. Il lavoro degli stenografi era molto delicato,
ricevevano telefonate
da personaggi famosi del tipo: Alberto Moravia,
Pier Paolo Pasolini e tanti altri. Un refuso, poteva
sconvolgere il senso
di un ragionamento.
A. Rasa A. Alfieri G.
Annibaldi P.Torricelli Arnaldo del Papa
Stenografi
: Antonio
Rasa caposervizio, Giuliana Annibaldi,
Adele Alfieri,
Alberto Gambetti, Arnaldo Del Papa,
Ivana Musiani,
Peppino Torricelli, Egle Rocca, Giuseppe Alfi, Mario Galdieri,
Dora Parenti.
A. Gambetti
P. B.Sciorilli Massimo Menna Spartaco Turris G. D’Alessio
Dimafonisti: Massimo Menna, Spartaco Turris, Pasquale Sciorilli
Borrelli,
Gloria Passa,
Gabriella D’Alessio, Piera Paolesse, Gabriella Tirelli,
Anna Laura.

Gloria
Passa Piera Paolesse Serenella Giorgi Gabriella Tirelli

Massimo Menna 1971 Arnaldo Del Papa
Arnaldo Del Papa, ricorda….
Gli stenografi di Paese: Antonio Rasa capo, Giuliana Annibaldi,
Adele Alfieri, Arnaldo Del Papa, Giuseppe Alfi
e Galletti.
Di Paese Sera erano gli stessi a cui si sono aggiunti
anche Mario Galdieri,
che poi passò a seguire la nuova moda delle canzoni, e
via via i dimafonisti
tra cui Massimo Menna . Ad Antonio Rasa successe nella carica di
Caposervizio e venne dall’Unità di Torino. – eravamo in
via dei Taurini –
Peppino Torricelli
. Dopo Torricelli in pensione, come capo fu
Arnaldo Del Papa e vice Massimo Menna .
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Alberto Treves

Alberto Treves, Nino
Nisio
Roberto Puglielli Gino Pizzolo
L’Archivio
fotografico era collocato al primo piano.
Conteneva almeno 700mila
fotografie, foto di cronaca nera, sport,
spettacolo, di politica, attentati, manifestazioni, di
agenzia di stampa e
dei nostri fotografi.
I rapporti con altri giornali erano stretti, non
mancavano gli scambi
di foto quando qualcuno aveva preso un buco, era
reciproco, tanto
prima o poi toccava pure a noi.
Ci lavoravano:Alberto
Treves che era l’archivista capo, e i colleghi,
Nino Nisio, Roberto Puglielli,
Gino Pizzolo e Domenico Silvi.

Nino Nisio e Gino Pizzolo

Nino Nisio e Alberto Treves
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M.
Galdi.
Ci hanno lavorato: Mariella
Galdi, Renata Lampredi,
Gianni Pozzi,
Angelo Franza, Aurora Santuari.
dove redattori e collaboratori si documentavano per i loro pezzi.
C’erano buste piene
di ritagli di giornali, riviste su vari argomenti, gli
Archivisti leggevano
tutto, e conservavano il materiale cartaceo in
attesa delle
richieste dei redattori. Quando un personaggio pubblico,
che poteva essere
politico, o del mondo dello spettacolo ecc. arrivava
ad un’età avanzata,
gli archivisti chiedevano ai redattori di scrivere
il coccodrillo. Il coccodrillo è un pezzo che viene
scritto come se il
personaggio Fosse
morto. Questo per anticipare i tempi nel caso
di decesso improvviso
dirante la lavorazione. Al pezzo mancava di
inserire solo Quando, come, dove, e perchè.
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F. Brucoli Gianni Diara Marcello Salustri
Giorgio Sartarelli

Angelo
Scipioni A.
Scipioni Aldo Rossi
Erano: Aldo Rossi (detto er cattivo) e capo dell’ufficio, Franco Brucoli,
Paolo Andreetti, Marcello Salustri, Rodrigo Pais, Giorgio Sartarelli,
Carlo Bozzardi, Enrico Bordoni, Giuseppe Arnone,
Alberto Pais,
Piero Ravagli, Gianni
Diara, Angelo Scipioni.

Marcello Salustri è
il terzo da sinistra, si trova con i
colleghi di altri
Giornali davanti
Montecitorio.
I fotoreporter di Paese Sera sono stati i migliori nel
campo giornalistico,
in quanto a scoop ne
sono stati fatti veramente tanti.
Non mancavano interventi
per aiutare quotidiani concorrenti che avevano
Preso buchi.
Piero Ravagli negli anni sessanta è fotografo di
cronaca, e collabora
con la redazione di “Paese Sera”
per le tre edizioni del quotidiano.
Dal gennaio 1965 è
titolare dello “Studio Ravagli”,
Rodrigo Pais negli anni
60-70 collabora a “Paese sera”.
Insieme a Giorgio Sartarelli fonda l’agenzia fotografica “Pais e Sartarelli”
Che fino al 1972,anno
dello scioglimento,sarà considerata una delle più
apprezzate e note.
Nato a Roma, ma di antiche radici sarde, a
quattordici anni era il garzone
di un barbiere. Uno dei clienti lavorava
nel laboratorio di «Luxardo»,
il grande ritrattista romano. Ogni volta,
mentre Rodrigo dava di spazzola,
il signore diceva :« Ho saputo che sei incantato
dalla fotografia. Vieni
con me in camera oscura e imparerai un
mestiere bellissimo » Alla fine
Pais aveva accettato, dando così inizio ad una
straordinaria avventura.
Era il 1946. Poi , nel 1950,era arrivata la grande gioia di
passare
all’Unità, come fotoreporter di
primo piano. Sono sue le straordinarie
immagini sul caso Montesi
pubblicate dal giornale. Con Giorgio Sartarelli
aveva fondato l’agenzia «Pais e Sartarelli » e aveva
cominciato a
collaborare anche con Paese,
Paese
Sera. Vendeva fotografie in mezzo
mondo. Fu anche il primo a riprendere tutto
il caso Fenaroli e in particolare
l’arresto a Milano di Raoul Ghiani e il suo
trasferimento a Roma.
La sua vicenda personale è legata al mondo del
fotogiornalismo romano
e in particolare a quello che si occupava della
grande, grandissima cronaca.
Fra Tazio Secchiaroli
e Aldo Rossi, «il cattivo». Ultimamente Rodrigo si
dedicava alla cura del suo archivio
fotografico, ci ha lasciati nel 2007.

Angelo Scipioni (1971) Immagini riprese da Angelo,
pochi minuti dopo la
violenta l’esplosione
che ha devastato il palazzo di largo Telese.
Esplosione provocata da
un irresponsabile che deteneva quintali di botti
di capodanno in un
negozio. Ci furono diverse vittime.